LEGGE FINE VITA: SICP E FCP, PACCHETTO DI EMENDAMENTI AL TESTO UNIFICATO.
LE CURE NON SI IMPONGONO, NO A OBBLIGO CURE PALLIATIVE.
NECESSARIO PROCESSO PARTECIPATO, ISTITUIRE TAVOLO TECNICO INTERISTITUZIONALE PER DISCUTERE LA LEGGE
-Bozza di legge sul fine vita: le cure vanno garantite, non imposte.
-Coinvolgere il Servizio Sanitario Nazionaleper garantire equità, appropriatezza e trasparenza nelle procedure.
-No a Comitato Nazionale di Valutazione centralizzato, sì a commissioni cliniche e comitati etici territoriali: serve prossimità, personalizzazione e tempestività nelle decisioni.
-No a modifiche della Legge 38/2010 sulle cure palliative, ma da attuare pienamente, con fondi vincolati, monitoraggio e responsabilità delle Regioni.
Roma, 17 luglio 2025 – Sancire la piena libertà di scelta del cittadino all’accesso alle cure palliative, e non l’obbligatorietà quale requisito necessario all’accesso al suicidio medicalmente assistito, sottolineando che la vera libertà di scelta è direttamente correlata alla reale disponibilità di cure palliative precoci e cure palliative di qualità.
Determinare il coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale (SSN) quale garanzia di equità, appropriatezza e trasparenza nelle procedure di accompagnamento al suicidio medicalmente assistito.
Istituire una Commissione Aziendale di Valutazione Clinica/Commissione Tecnica e di Comitati per l’etica clinica territoriali, non un comitato di valutazione nazionale centralizzato, nel rispetto dei principi di prossimità e personalizzazione del processo di cura.
Mantenere infine, senza modifiche, la Legge 15 marzo 2010, n.38, che sancisce il diritto di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, garantendone l’effettiva attuazione e l’utilizzo finalizzato dei finanziamenti.
Sono queste alcune delle richieste, formulate attraverso un vero e proprio pacchetto di emendamenti, della Società Italiana di Cure Palliative (SICP) - società scientifica nazionale di riferimento dei professionisti del settore - e dalla Federazione di Cure Palliative (FCP) - rete delle organizzazioni del Terzo settore impegnate nelle cure palliative e nell’advocacy - al testo base unificato sul suicidio medicalmente assistito, adottato a maggioranza il 2 luglio 2025 dalle Commissioni riunite 2ª (Giustizia) e 10ª (Affari sociali e sanità) del Senato.
“L’attuale formulazione della legge – spiega Tania Piccione, presidente di FCP – rischia di snaturare la funzione autentica delle cure palliative, trasformandole da diritto a vincolo burocratico, con effetti distorsivi sia sulla relazione di cura che sull’efficacia clinica degli interventi. Le cure palliative devono essere offerte, garantite e rese realmente accessibili, non imposte”.
Le due organizzazioni esprimono forte preoccupazione per l’impianto e i contenuti del disegno di legge sul suicidio medicalmente assistito attualmente in discussione e hanno formalmente presentato un pacchetto di emendamenti al testo unificato, con l’obiettivo di tutelare i principi costituzionali di autodeterminazione, equità nell’accesso alle cure palliative e coerenza tra bisogno di cure palliative e reale offerta e disponibilità assistenziale, con l’invito all’attivazione di un tavolo tecnico interistituzionale.
“Come già espresso insieme ai colleghi anestesisti di SIAARTI - chiarisce Gianpaolo Fortini, presidente SICP - riteniamo che l’intervento emendativo che dovrebbe contenere almeno tutte le proposte da noi presentate, possa comunque rivelarsi insufficiente. Per questo chiediamo l’attivazione urgente di un tavolo tecnico interistituzionale con la partecipazione delle Commissioni parlamentari, del Ministero della Salute, del Ministero della Giustizia e che coinvolga anche le società scientifiche, le associazioni dei pazienti e i rappresentanti delle professioni sanitarie, affinché la nuova legge nasca da un confronto ampio, condiviso e rispettoso della complessità dei bisogni di chi vive situazioni di fine vita”.
Gli emendamenti al testo unico della legge sul fine vita
Gli emendamenti proposti mirano a sostituire l’obbligatorietà con il diritto a ricevere un’adeguata informazione e offerta del percorso palliativo, lasciando piena libertà alla persona di aderirvi, rifiutarlo o interromperlo. La libertà di scelta, sottolineano SICP e FCP, può essere autentica solo in presenza di opzioni concrete alla sofferenza, e ciò richiede un reale investimento nelle reti di cure palliative, ancora oggi frammentate e sotto finanziate.
Persiste infatti un problema strutturale e pratico: l’offerta di cure palliative in Italia non è ancora garantita in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. Le reti sono ancora carenti in molte Regioni, mancano professionisti formati in numero sufficiente e le risorse non sempre vengono utilizzate in modo finalizzato.
In questo scenario, rendere obbligatorio un servizio non universalmente disponibile significa introdurre un ostacolo di fatto, che potrebbe negare l’accesso al suicidio assistito a chi vive in aree prive di un’assistenza palliativa strutturata. Sarebbe una misura ingiusta, non sostenibile né giuridicamente, né clinicamente, né eticamente.
Comitati territoriali di prossimità e non centralizzati, no a modifiche della L.38/2010, coinvolgere il SNN: gli altri emendamenti di SICP e FCP
Un altro nodo critico individuato da SICP e FCP riguarda la creazione, nel disegno di legge, di un Comitato Nazionale di Valutazione incaricato di accertare i requisiti per accedere al suicidio medicalmente assistito. Secondo le due organizzazioni, un organo unico e centralizzato è inadatto a gestire valutazioni complesse, personalizzate e spesso urgenti, come quelle legate a situazioni di fine vita. Il rischio è quello di introdurre un processo distante, disumano e disumanizzante, burocratico e troppo lento, che non rispetta né la specificità delle condizioni cliniche né i bisogni concreti delle persone coinvolte.
In alternativa, SICP e FCP propongono l’istituzione di Commissioni aziendali di valutazione clinica e Comitati per l’etica clinica territoriali, in grado di operare a livello locale, in prossimità, e con tempi più congrui rispetto alla realtà clinica. Questi organismi avrebbero una composizione multidisciplinare e sarebbero pienamente inseriti nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale.
Il testo attualmente in discussione prevede inoltre modifiche alla Legge 38/2010, che disciplina il diritto di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. SICP e FCP si oppongono fermamente a qualsiasi revisione che possa snaturarne l’impianto originario, ribadendo che quella legge rappresenta un pilastro del sistema sanitario e della civiltà giuridica del nostro Paese.
Gli emendamenti chiedono di rafforzare i meccanismi di monitoraggio e rendicontazione, per garantire che i fondi stanziati vengano effettivamente utilizzati per sviluppare la rete di cure palliative, oggi ancora molto disomogenea.
Inoltre, le due organizzazioni contestano l’esclusione del SSN dalle procedure previste per il suicidio medicalmente assistito. L’assenza di controllo pubblico, sottolineano, espone a rischi di abuso, disuguaglianze e privatizzazione della morte medicalmente assistita. Il Servizio Sanitario Nazionale deve invece assumere un ruolo attivo e responsabile, garantendo trasparenza, equità e appropriatezza lungo tutto il percorso.
Ufficio stampa SICP
Ufficio stampa FCP
Per maggiori informazioni
La Società Italiana di Cure Palliative (SICP) SICP rappresenta un network multidisciplinare e multiprofessionale
di professionisti sanitari e socio-sanitari che promuove ricerca scientifica e formazione in cure palliative. SICP, facendo propri i principi della legge 38/2010, promuove e sostiene politiche di programmazione sanitaria e sociosanitaria di sviluppo, accreditamento e potenziamento delle Reti locali di Cure Palliative.
La Federazione Cure Palliative (FCP) è l’organizzazione nazionale che riunisce gli Enti del Terzo Settore impegnati nelle cure palliative. Nata nel 1999 a Milano, FCP promuove la cultura delle cure palliative, tutela i diritti delle persone con malattie inguaribili e delle loro famiglie e favorisce il dialogo tra comunità, istituzioni e servizi. Collabora in sinergia con la Società Italiana di Cure Palliative (SICP), condividendone valori e visione.


