Giovedì, 02 luglio 2020 - ore 17.48

Maurizio Pavani intervista Fabio Pizzul Consigliere Regionale PD

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Maurizio Pavani intervista Fabio Pizzul Consigliere Regionale PD

Maurizio Pavani intervista Fabio Pizzul Consigliere Regionale del Partito  Democratico della Lombardia
LE INTERVISTE IN ESCLUSIVA DEL PORTALE LOMBARDI NEL MONDO. La frase  rivelatrice: "Spero, poi, di poter mantenere i tanti legami costruiti in  anni di attività ecclesiale e di contribuire così a rendere un po' più
aperto il palazzo della politica lombarda che ha tanto bisogno di ascoltare  i cittadini".

D: Consigliere Pizzul, Lei in più occasioni ha giustamente fatto vanto di  essere un friulano orgoglioso delle proprie origini. Che rapporto conserva  con la sua terra e con i corregionali residenti all'estero?
R: Il rapporto con il Friuli è molto saldo, a partire dalla lingua, che  diventa anche uno straordinario mezzo per entrare in sintonia immediata con  tutti coloro che affondano le radici in Friuli. Un mandi in "marilenghe" è
già più che sufficiente per rompere il ghiaccio e costruire una singolare  sintonia che si sperimenta ad ogni incontro anche all'estero. Non ho  rapporti strutturati con le comunità friulane all'estero, ma ogni volta che
mi capita di incontrare qualche "furlan" emigrato si coglie subito una sintonia che ha a che fare con la comune origine.

D: Alla luce delle inchieste che vedono coinvolti rappresentanti del  Consiglio e Giunta della Lombardia: c'è una questione morale anche nel  governo lombardo oppure si tratta solo di eventuali responsabilità penali
dei singoli?
R: Sarà la magistratura a stabilire le responsabilità e a ricostruire  eventuali trame poco chiare. Di sicuro, però, c'è la necessità di recuperare  una dimensione etica dell'agire politico che non è mai abbastanza  sottolineata. Una regione ancora ricca come la Lombardia è meta appetibile  per organizzazioni criminali. E' importante che tutti, al di là delle  legittime diversificazioni politiche, ci si dia una mano a costruire validi  anticorpi contro ogni malaffare. In Consiglio abbiamo approvato buone leggi  in tal senso, ora dobbiamo applicarle assieme.

D: PdL e Lega al governo in Lombardia ma divisi in Parlamento: è anomalia  del sistema politico o che cosa?
R: La sensazione è che anche in Lombardia le differenze si stiano  accentuando, anche come riflesso della situazione nazionale. In ogni caso,  più che di anomalia politica parlerei di potere che unisce e che si tenta di
mantenere il più a lungo possibile. La Lega di lotta e di governo mi pare  però un pò in difficoltà di fronte a tanti lombardi che avevano riposto la  loro fiducia in una forza da cui si aspettavano tanti cambiamenti, ma che ha
riservato loro anche molte delusioni.

D: In Consiglio Regionale della Lombardia, Lei è un punto di riferimento  dell'ala cattolica del PD: quali frecce conserva nella sua feretra?
R: Non nascondo di certo la mia appartenenza ecclesiale, da qui ad essere  punto di riferimento mi pare ci sia ancora una bella differenza. Per quanto  mi riguarda, tento di interpretare il mio essere cattolico più come una
ricchezza da portare a un possibile cammino comune di confronto con gli  altri che come elemento d'identità. Spero, poi, di poter mantenere i tanti  legami costruiti in anni di attività ecclesiale e di contribuire così a  rendere un po' più aperto il palazzo della politica lombarda che ha tanto  bisogno di ascoltare i cittadini.

D: Crisi Italia: a suo parere per ritenersi più equa, la manovra Monti  dovrebbe anche rivedere l'asta sulle assegnazioni delle frequenze digitali  Tv?
R: L'assegnazione delle frequenze è sicuramente un tema molto importante, mi  auguro che si possa superare l'assegnazione gratuita prevista dal cosiddetto  beauty contest, sarebbe certamente un segnale di attenzione a tutti coloro a
cui il governo ha chiesto sa rifici. Quanto all'equità, finora mi sembra sia  stata molto più evocata che praticata: la bontà delle politiche del governo  si misurerà sui miglioramenti che potranno sperimentare le fasce più deboli
della popolazione. Non devono essere i poveri a pagare il conto più salato.

D: Lei ama lo sport. Supponiamo allora per un attimo che l'agone politico  sia come una sfida di calcio: perché da oltre quindici anni il  centrosinistra non segna alle elezioni regionali? Colpa del modulo o solo
carenza di goleador?
R: E' sempre difficile individuare le responsabilità, nel calcio, di solito,  si scarica la colpa soprattutto sugli allenatori, ma in questo caso è  difficile individuarli. Credo che negli ultimi anni siano mancate  motivazioni e grandi obiettivi. Anche nel calcio spesso la mentalità giusta  portata superare carenze tecniche e tattiche. Bisogna costruire un futuro  convincente per la Lombardia e mettere in campo una squadra credibile che  metta soggezione agli avversari ed entusiasmi il pubblico/elettori. Se poi  si pesca anche il fuoriclasse... Tanto meglio, Ma i campionati si vincono
anche con i mediani e i giocatori capaci di soffrire e di lavorare per gli  altri.

BIOGRAFIA
Nato a Cormons (GO) il 17 ottobre 1965, attualmente Fabio Pizzul vive a  Carugate, padre di 4 figli, dal 1993 felicemente sposato con Anita. Figlio  del noto giornalista sportivo Bruno Pizzul, storica voce della trasmissione
radiofonica "tutto il calcio minuto per minuto" e poi della televisiva "90°  minuto", dal 1998 è giornalista, professione nella quale ha ricoperto vari  incarichi tra i quali quello di direttore di Radio Marconi, emittente della
Diocesi di Milano e dei Paolini. Ha collaborato con Fininvest all'inizio  degli anni '90 e lavorato poi per sette anni a Tele+. Attualmente collabora  con l'emittente televisiva Telenova. Obiettore di coscienza con Caritas
Ambrosiana, dalla fine degli anno '80 si è dedicato all'Azione Cattolica di  cui è stato presidente diocesano a Milano dal 2002 al 2008. Fino al momento  della sua candidatura presso il Consiglio Regionale della Lombardia (10700
preferenze), è stato membro del Consiglio Nazionale della stessa Azione  Cattolica. Dal maggio del 2010 è Consigliere Regionale della Lombardia per  il PD, punto di riferimento dell'ala cattolica del Partito. Di carattere
battagliero ma leale, fin dai primi mesi del suo insediamento in Aula  Consiliare, al suo attivo molte fra interpellanze e interventi.

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