Lunedì, 12 aprile 2021 - ore 00.09

Messaggio per il S. Natale 2020 del vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni

Ne abbiamo dette tante, troppe, di questo Natale. Ora facciamolo! Lo stress da pandemia ci ha rovinato le feste?

| Scritto da Redazione
Messaggio per il S. Natale 2020 del vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni

Messaggio per il S. Natale 2020 del vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni

Ne abbiamo dette tante, troppe, di questo Natale. Ora facciamolo! Lo stress da pandemia ci ha rovinato le feste? Non permettiamoglielo, ne siamo capaci. Ma che Natale è celebrando la Messa di mezzanotte alle venti? È il Natale di ogni ora, è ora di Natale!

Bisognava salvare il Natale! Ma è il Natale che ci salva! Va bene “Natale con i tuoi”, ma così è troppo! E se fosse un tempo per guardarsi negli occhi, e guardarsi dentro?

Questo canto e controcanto potrebbero alternarsi ancora a lungo, magari ognuno provi ad aggiungere una strofa, la sua.

Ma poi, occorre fare esercizio di libertà e sapienza: io cosa voglio, cosa scelgo di vivere e di pensare? Come vivrò questo Natale… di Gesù?

Chiedercelo solo al singolare non basta, potrebbe farci accomodare nella piccola fortuna privata che a molti è concessa, ma non a tutti. E che tanto illude. E che presto scompare.

Meglio declinare al plurale, comunitario, sociale ed ecclesiale, la questione del Natale 2020, che poi è quella del senso della vita. Pensando anche ai malati e agli anziani, ai poveri e alle persone sole, ai medici e ai lavoratori, ai bambini e alle loro famiglie, al popolo che “… camminava nelle tenebre e vide una grande luce” (Is 9,1). Quel popolo siamo noi, ieri, oggi e sempre. In un mondo rimpicciolito dal virus e costretto a un’unica battaglia, si profila la chance di una svolta epocale in senso umanistico e solidale. Ritengo, senza alternative. La nascita di Gesù, creduta e vissuta, e non soltanto ricordata e festeggiata, può essere davvero il decisivo vaccino per tutti, per rigenerare il mondo secondo il disegno del Padre, a cominciare dai più piccoli e deboli, che Egli predilige.

È l’impegno che il Vangelo riconsegna a me e alla comunità cristiana con cui cammino in questa terra. È l’augurio che spartisco con tutte le donne e gli uomini amati dal Signore, perché scoprano tale stupenda dignità e ne gioiscano, anche nel momento della prova. Dio non è stanco degli uomini, è sempre creativo nella sua iniziativa di amore e salvezza. Anche se lo fa chiamando ciascuno ad una risposta personale decisa e impegnativa.

Facciamolo così questo Natale, alla maniera di Gesù, è ora!

+ Antonio Napolioni

Vescovo di Cremona

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