INFANZIA. GUIDA: UN MANIFESTO PEDAGOGICO PER RIPORTARE IL BAMBINO AL CENTRO DELLA VITA DELLA CITTÀ
Milano, 20 settembre 2010 La vicesindaco Maria Grazia Guida, con delega all?Educazione e all?istruzione, oggi ha riunito intorno ad un tavolo il gruppo di lavoro del progetto denominato "Maggio 2012", nato per stendere il "Manifesto pedagogico" per la città, che detterà le nuove linee guida dei servizi educativi del Comune a partire dalle mutate condizioni di vita dei cittadini. La vicesindaco Guida ha dichiarato: "È dalla metà degli anni novanta che il Comune non convocava un tavolo di riflessione per aggiornare il modello pedagogico a cui devono far riferimento i nostri
servizi per l' infanzia.
MAGGIO 2012 I temi del Manifesto pedagogico
1.I bambini come bene di tutti e responsabilità di tutti (All our children). Questo potrebbe essere il punto di partenza più convincente per avviare nuovi percorsi di dialogo, di partecipazione e di inclusione. Alcuni temi possono sostituire accessi prioritari: le regole del vivere insieme, autonomia e interdipendenza, la lingua, le lingue, i nuovi linguaggi e in particolare le tecnologie.
2.La continuità ZEROSEI. Si tratta di recuperare il tema della continuità dei Servizi Educativi per l’Infanzia nella loro accezione più squisitamente educativa.
3.La dimensione pubblica e privata dei Servizi per l’Infanzia. Il tema è legato alla necessità di immaginare nuove forme organizzative, nuovi modelli di formazione, reti e partenariato con nuovi soggetti.
4.Il tema dell’ascolto e del coinvolgimento. Gli attori che entrano in gioco nella quotidianità dei servizi per i bambini e le loro famiglie chiedono di essere ascoltati e coinvolti nelle scelte e nell’assunzione di responsabilità, consapevoli del fatto che i servizi per l’infanzia sono beni di tutti.
5.Il bambino e la città che lo circonda. Guardare la città dal punto di vista del bambino può aiutare a vedere quello che non funziona. Il bambino – si è detto – è un “ buon investimento “ e le città che più hanno investito su bambini hanno recuperato abbondantemente in qualità della vita per tutti i cittadini.
6.Il bambino con disabilità. Strettamente connesso al tema dell’organizzazione della città è quello dell’inclusione delle disabilità. Il tema pone l’esigenza di una “ visione “ unitaria che contenga il tutto. La “ disabilità “ è una parte del tutto. La città deve tenerne conto. Nell’organizzare gli spazi gioco, per esempio, gli stessi giochi devono poter essere usati anche da una parte dei bambini. L’immagine suggestiva di una città filmata da un punto di vista di un bambino con disabilità potrebbe essere un forte momento di coinvolgimento e di riflessione, insieme con un possibile “ focus “ di approfondimento con gli stessi bambini.
7.I tempi dei bambini e quelli della città . Il tempo rappresenta una variabile fondamentale nell’organizzazione dei servizi per l’infanzia all’interno dei nuovi e mutati contesti cittadini. La risposta tradizionale di un “tempo educativo” standard rappresentato dagli orari consolidati dei servizi non può essere l’unica risposta per una città che si “muove”, che svolge “nuovi lavori”, che ricerca “nuovi modelli” di risposta. Si devono immaginare, condividere e realizzare, insieme con la città, nuove scelte organizzative per i servizi, che tengano conto dei nuovi bisogni e delle nuove esigenze. L’appuntamento con il futuro è già fissato: la città cambia in continuazione, le famiglie presentano esigenze diverse e tempi diversificati, i bambini vivono contesti differenti e nuovi. I servizi per l’infanzia devono poter interpretare il nuovo superando anche – se necessario – i modelli e le pratiche sperimentate ed evitando di rimpiangere con nostalgia il passato idealizzato dei servizi educativi.
8.La famiglia protagonista. E’ il tema della partecipazione e della ricerca di nuove forme di esperienza comune, nuove regole condivise per un impegno rinnovato nella corresponsabilità educativa (nella cura dei luoghi, nella definizione degli obiettivi educativi, nell’apertura verso gli altri…).
9.Bambini comunque. I bambini non sono in attesa di permesso di soggiorno, non sono stranieri che non parlano l’italiano…I bambini sono bambini comunque ed il tema da affrontare è quello della difficile sfida dell’inclusione e della partecipazione attiva ai servizi dei genitori immigrati e dei loro bambini. Per questo è necessaria una cultura rinnovata, antropologica e pedagogica, nei servizi e una formazione specifica e non emergenziale degli educatori.
10.La professionalità educativa e la formazione. La questione prioritaria è posta dalla necessità di pensare a nuovi modelli di formazione che utilizzino le potenzialità di socializzazione, condivisione e documentazione rese disponibili dalle tecnologie, con particolare riferimento alla “medialità” possibile attraverso l’uso della rete.
Milano.Riportare il bambino al centro della vita

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