Venerdì, 30 luglio 2021 - ore 03.46

Monitorare le microplastiche nel Mediterraneo con la citizen science

Un progetto del Politecnico di Torino che coinvolge cittadini e associazioni nella raccolta di campioni

| Scritto da Redazione
Monitorare le microplastiche nel Mediterraneo con la citizen science

L’ambiente acquatico è la destinazione finale della maggior parte dei rifiuti abbandonati o erroneamente smaltiti. Tra questi la plastica, nelle sue varie forme e dimensioni, rappresenta un problema serio: ogni anno, circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare e l’80% arriva dalla terraferma mettendo in pericolo l’ecosistema marino, rovinando le spiagge, danneggiando la salute degli esseri viventi. L’inquinamento peggiore è quello causato da microplastiche e microfibre: frammenti microscopici, di dimensioni tra i 300 micrometri e i 5 millimetri, frutto della degradazione di oggetti plastici e  del rilascio durante il lavaggio in lavatrice di tessuti.

Il progetto MicroMar, creato alla fine del 2020 grazie alla collaborazione tra il Politecnico di Torino, il Joint Research Centre e la biologa ambientale Patrizia Pretto, ha l’obiettivo di monitorare l’inquinamento causato da microplastiche e microfibre nel Mar Mediterraneo. Il progetto vede la collaborazione della Scripps Institution of Oceanography di San Diego e dell’Università Federico II di Napoli..

MicroMar si propone di «Monitorare microplastiche e microfibre nel bacino del Mediterraneo sfruttando un approccio “Citizen Science”, che punta a coinvolgere i cittadini e le associazioni no-profit nella raccolta dei campioni da analizzare. Il progetto è nato in maniera volontaria, dalla consapevolezza che tutti e tutte possiamo dare una mano per la salvaguardia del nostro mare».

Il Politecnico di Torino si occupa del coordinamento e dell’analisi dei campioni inviati dai volontari e hanno già aderito à molte ONG, enti parco e associazioni come Sea Shepherd, Parco Marino Miramare del WWF a Trieste, il Cestha, il Centro Studi Cetacei Pescara, il Parco Regionale Riviera di Ulisse, l’Associazione No-profit TartAmare in Toscana, Free divers Erice, Free divers Torino, Egadi Passione blu, Wwf Molfetta

Attualmente, oltre 70 persone collaborano con MicroMar, per un totale di 180 campionamenti effettuati e inviati al Politecnico, dove vengono preparati per le successive analisi, che quantificano la presenza di microplastiche e microfibre in mare. Parallelamente, sono in programma eventi di divulgazione scientifica sul tema, per sensibilizzare ulteriormente la cittadinanza su questo problema.

L’obiettivo finale della ricerca è «La conoscenza della situazione di inquinamento da microplastiche e microfibre e il relativo sviluppo di metodi ottimizzati per l’analisi dei campioni e per la determinazione di queste particelle microscopiche. L’approccio “citizen science” dal basso punta a suscitare l’interesse delle persone e rappresenta un valore aggiunto per tutelare la natura che ci circonda e garantisce la nostra vita».

Tonia Tommasi del Politecnico di Torino conclude: «Con questo progetto intendiamo rafforzare il legame tra ricerca scientifica e i cittadini, dove questi ultimi sono parte attiva di un percorso che mira alla conoscenza e sensibilizzazione sulle gravi conseguenze ambientali dovute all’uso della plastica ed al suo smaltimento improprio. Un compito che vede un forte impegno del Politecnico e che si lega a filo doppio con gli obiettivi e le misure adottate dalla Comunità Europea per ridurre l’utilizzo della plastica, specialmente quella monouso, a partire dal prossimo luglio».

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