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Napolitano, boom ascolti: +12%

| Scritto da Redazione
Napolitano, boom ascolti: +12%

Nonostante gli appello al “ NON ASCOLTO” lanciato dalla Lega, da Grillo e da Forza Italia il discorso di Napolitano ha avuto un boom di ascolti: + 12%.
Ecco una sintesi del discorso:

“Un anno che sia "diverso e migliore" da quello alle ultime ore, tra i più pesanti e inquieti che l'Italia abbia vissuto da quando è diventata Repubblica.
Questo l'augurio del presidente Napolitano che ha voluto rivolgersi direttamente, nel messaggio di fine anno a reti unificate, agli italiani che "soffrono duramente le conseguenze della crisi". Il Capo dello Stato, parlando nel suo studio ma dall'inconsueta posizione del tavolo delle riunioni, lasciando sullo sfondo la scrivania ufficiale, ha voluto misurarsi per molti dei venti minuti del suo discorso, direttamente con i sentimenti, i problemi, le inquietudini, persino i drammi umani e personali di tanti cittadini che a lui si sono rivolto in questi mesi.

A Vincenzo, piccolo imprenditore delle Marche che a 61 anni ha dovuto chiudere il suo calzaturificio, passando al lavoro dipendente e perdendo anche quello, e che al presidente ha chiesto "i sacrifici facciamoli insieme, che comincino anche i politici". E Napolitano è sembrato dare ragione a lui, a Daniela della provincia di Como, a Marco di quel di Torino, a Franco agricoltore di Vigevano, alla giovane catanese Serena. Alla ricercatrice Veronica di Empoli che teme che la nazione "perda il futuro" e ha chiesto al presidente: "Io credo ancora nell'Italia, ma l'Italia crede ancora in me?", una domanda, ha chiosato Napolitano, che "ci deve scuotere".

E' il coraggio degli italiani che il presidente ha voluto indicare come leva di tutto quello su cui ci si deve impegnare nel 2014 per ritrovare lo spirito d'impresa, di competitività, di reazione. Per recuperare le occasioni perdute, non solo nell'anno appena trascorso, e che hanno prodotto il malessere sociale che spesso si è manifestato in forme drammatiche se non insostenibili.

Il disagio, la "fatica", che il Capo dello Stato ha voluto "girare" al governo, alle forze politiche e allo stesso Parlamento "oggi più che mai bisognoso di nuove regole per riguadagnare il suo ruolo centrale". Questa sottolineatura è stata fatta per ricordare che proprio il Parlamento è "il solo giudice" delle scelte che il governo ha compiuto e va compiendo, un Parlamento senza più la grande maggioranza degli inizi della legislatura, ma nel quale resta "lo spazio anche per le forze di opposizione che vogliono criticare in modo circostanziato ed avanzare proposte sostenibili".

Fonte: http://www.unita.it/politica/napolitano-dalla-parte-degli-italiani-1.542521

2014-01-01

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