Giovedì, 20 gennaio 2022 - ore 14.47

Ok a pacchetto di coesione da 330 miliardi

| Scritto da Redazione
Ok a pacchetto di coesione da 330 miliardi

Il Consiglio europeo ha dato il via libera definitivo la scorsa settimana all’adozione del pacchetto di coesione per gli Stati membri per il periodo finanziario 2021-2027. Saranno disponibili oltre 330 miliardi di euro (a prezzi 2018) per progetti regionali e locali nel periodo in questione attraverso i fondi strutturali e di investimento per contribuire a ridurre le disparità economiche e favorire la ripresa dalla pandemia.

La somma vale quasi un terzo del bilancio settennale dell’UE. Secondo Nelson de Souza, ministro della Pianificazione del Portogallo che ha la presidenza UE, «La politica di coesione è al centro della solidarietà europea. È vicino ai cittadini e i suoi benefici si fanno sentire a livello locale. Il pacchetto legislativo per il prossimo periodo di programmazione si concentrerà sulle sfide delle transizioni verdi e digitali, sostenendo le regioni, le aziende e i lavoratori lungo il percorso. Il pacchetto legislativo per il nuovo periodo di programmazione sosterrà la ripresa dell’UE e le transizioni verde e digitale».

Nuove priorità di investimento

Il “pacchetto coesione 2021-2027” segue la politica di coesione stabilita di investimenti pluriennali e prevede investimenti in cui la maggior parte delle risorse sarà destinata ai paesi e alle regioni meno sviluppati al fine di promuovere la coesione sociale, economica e territoriale in tutta l’UE. Nell’attuale contesto di crisi, oltre ad attenuare gli effetti sociali ed economici a lungo termine della pandemia di COVID-19, ciò contribuirà anche al funzionamento del mercato unico, semplificando le regole e riflettendo le nuove priorità dell’UE di rafforzare l’innovazione e la digitalizzazione, passare a un’economia netta a zero emissioni di carbonio, migliorare ulteriormente la connettività con i trasporti strategici e le reti digitali e concentrarsi sull’inclusione sociale.

Complessivamente, circa il 30% dei fondi strutturali contribuirà alla decarbonizzazione dell’economia, con ogni tipo di attività di investimento che ha un coefficiente climatico specifico. I progetti dovrebbero inoltre rispettare il principio “non fare danni significativi”, in linea con gli obiettivi ambientali dell’UE.

Il pacchetto consiste in un atto legislativo generale che stabilisce le regole per otto fondi gestiti congiuntamente dagli Stati membri e dalla Commissione – il regolamento sulle disposizioni comuni – e diversi altri regolamenti che definiscono gli obiettivi specifici e la portata di ciascun fondo.

I principali fondi della politica di coesione sono:

  • Fondo europeo regionale e di sviluppo (FESR) – 200 miliardi di euro per finanziamenti regionali con sostegno su misura per determinate regioni e aree e maggiore attenzione alle città e allo sviluppo urbano sostenibile; sostenere la competitività e la creazione di posti di lavoro nelle piccole e medie imprese. Finanziato dal FESR, il programma Interreg spenderà oltre 8 miliardi di euro in progetti transfrontalieri per aiutare le regioni di confine a sviluppare appieno il loro potenziale economico
  • Fondo di coesione – 42,5 miliardi di euro per gli Stati membri il cui RNL pro capite è inferiore al 90% della media UE; sostiene le reti di trasporto transeuropee e i progetti energetici e di trasporto a beneficio dell’ambiente
  • Fondo sociale europeo Plus (FSE +) – 88 miliardi di euro per sostenere la creazione di posti di lavoro, l’istruzione e la formazione, nonché l’inclusione sociale

I legislatori si sono accordati su cinque nuovi obiettivi strategici, che riflettono le principali priorità dell’UE:

  • un’Europa più competitiva e più intelligente
  • un’Europa resiliente più verde e a basse emissioni di carbonio ma in transizione verso un’economia a zero emissioni nette di carbonio
  • un’Europa più connessa
  • un’Europa più sociale e inclusiva attraverso l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali
  • un’Europa più vicina ai cittadini.

I progetti finanziati dai fondi vanno dalle infrastrutture di trasporto agli ospedali e all’assistenza sanitaria, dall’energia pulita alla gestione delle risorse idriche, dallo sviluppo urbano sostenibile alla ricerca, l’innovazione e la digitalizzazione ai programmi per l’occupazione, l’inclusione sociale, l’istruzione e la formazione.

Le posizioni adottate in prima lettura dal Consiglio sui regolamenti necessitano ancora del voto di conferma formale da parte della plenaria del Parlamento europeo (previsto entro la fine di giugno) prima di essere pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.

Semplificazione ed efficienza

La nuova normativa semplifica le norme, riducendo la burocrazia e garantendo un uso più efficiente delle risorse.

È importante sottolineare che è stata collegata al semestre europeo, un quadro per il coordinamento delle politiche economiche nell’ambito del quale vengono formulate raccomandazioni per le riforme strutturali a livello nazionale. In questo modo gli Stati membri avranno orientamenti sul modo migliore per investire il denaro dei fondi al fine di conseguire un impatto maggiore a livello regionale e locale.

Inoltre, l’accesso alle risorse destinate alla coesione è subordinato alla conformità alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

La proposta di normativa prevede inoltre un monitoraggio efficace del mercato degli appalti pubblici e una maggiore trasparenza, in quanto gli Stati membri forniranno informazioni più dettagliate sui beneficiari dei finanziamenti.

Azione per il clima

Nel complesso, circa il 30 % dei fondi strutturali contribuirà alla decarbonizzazione dell’economia, con un coefficiente climatico specifico per ciascun tipo di attività di investimento. I progetti dovranno inoltre rispettare il principio “non arrecare un danno significativo”, in linea con gli obiettivi ambientali dell’UE.

Risposta alle crisi

Nel 2020 la politica di coesione si è rivelata essenziale per fornire una risposta immediata alla pandemia di COVID-19. Modificando le norme vigenti, è stato possibile mettere rapidamente a disposizione degli Stati membri liquidità da stanziamenti non utilizzati, con la flessibilità necessaria per poterla utilizzare laddove maggiormente necessaria. Sulla base di questa esperienza è stata aggiunta una nuova disposizione per l’utilizzo temporaneo dei fondi in risposta a emergenze future.

(Fonte Consiglio UE)

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