Giovedì, 19 settembre 2019 - ore 22.48

Parigi Che vergogna. Si uccide ancora per antisemitismo di Giorgino Carnevali (Cremona)

Caro direttore, ci fanno rabbrividire certe notizie. ‘Parigi, reduce della Shoah uccisa nel suo appartamento’. Sfuggire alla Shoah e 75 anni dopo venire brutalmente uccisi con la sola colpa di essere ebreo, purtroppo è tutto tragicamente vero, come in un film dalle più crudeli conclusioni.

| Scritto da Redazione
Parigi Che vergogna. Si uccide ancora per antisemitismo di Giorgino Carnevali (Cremona)

Che vergogna. Si uccide ancora per antisemitismo di Giorgino Carnevali (Cremona)

Caro direttore, ci fanno rabbrividire certe notizie. ‘Parigi, reduce della Shoah uccisa nel suo appartamento’. Sfuggire alla Shoah e 75 anni dopo venire brutalmente uccisi con la sola colpa di essere ebreo, purtroppo è tutto tragicamente vero, come in un film dalle più crudeli conclusioni.

Dieci anni aveva la povera vittima allorquando era riuscita coi genitori a sfuggire alle deportazioni nella capitale francese.

Pugnalata ben undici volte, il suo corpo e la sua modesta abitazione dati alle fiamme. La procura: «Il movente è l’antisemitismo». Due persone fermate. Mireille Knoll, questo il nome dell’anziana signora, nel 1942 era sfuggita ai rastrellamenti di massa che avevano portato nei lager nazisti un numero imprecisato (ma si parla di più di 13mila ebrei). Viveva sola, non procurava nocumento a nessuno, perché allora tanta crudeltà? Opera di sbandati? Di gente senza scrupoli?

No, purtroppo no! Aggiungere considerazioni a questo assurdo assassinio sarebbe oltremodo superfluo. Mi limito semplicemente a ricordare che mica ce la raccontano giusta, sai direttore, giorno dopo giorno, certi negazionisti a prescindere, che oggi non esistono più «nostalgici rancorosi! ». «L’indifferenza è un virus che contagia pericolosamente i nostri tempi, tempi nei quali siamo sempre più connessi con gli altri, masempre meno attenti agli altri.

Un silenzio inquietante ho percepito visitando il lager di Auschwitz, un silenzio che lascia spazio solo alle lacrime, alla preghiera e alla richiesta di perdono. Sappiate che il «vaccino è la memoria, chiave di accesso al futuro» (Papa Francesco).

Teniamo dunque alta la guardia perché ciò che è accaduto può ritornare.

Giorgino Carnevali (Cremona)

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