Domenica, 25 agosto 2019 - ore 09.02

Pianeta migranti. I profughi dell’acqua.

IL diritto universale all’acqua bene comune, negato a molti popoli li costringe a fuggire dalla grande sete. Tra le cause: la monetizzazione speculativa delle acque, la gestione estrattiva e produttivista delle risorse naturali e le politiche di privatizzazione dell’acqua.

| Scritto da Redazione
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Pianeta migranti. I profughi dell’acqua.

Nella -Giornata Mondiale dell’Acqua 2019- il 22 marzo, l’ONU ci ricorda che 2,1 miliardi di persone vivono senza acqua potabile e che 700 milioni di persone potrebbero diventare profughi entro il 2030 per la drastica mancanza d’acqua..

IL diritto universale all’acqua bene comune, negato a molti popoli li costringe a fuggire dalla grande sete. Tra le cause: la monetizzazione speculativa delle acque, la gestione estrattiva e produttivista delle risorse naturali e le politiche di privatizzazione dell’acqua.

Le risorse naturali non sono distribuite in modo equo sulla Terra. E' così che nella parte povera del mondo centinaia di bambini muoiono ogni giorno a causa dell'acqua contaminata.

L’Unicef, in occasione della giornata mondiale dell’acqua 2019, ha lanciato il rapporto “Acqua sotto attacco” secondo cui nei 16 paesi colpiti da guerre prolungate la causa principale della morte è la mancanza d’acqua potabile di servizi igienico-sanitari sicuri.

Secondo l’Unicef, ogni giorno oltre 700 bambini muoiono per malattie legate all'acqua non pulita e alle scarse condizioni igienico-sanitarie.

Per 2 miliardi di persone l'accesso all'oro blu è ancora un lusso, e in sua assenza, prolifera la morte; circa 159 milioni di persone raccolgono l’acqua da stagni e torrenti.

L'acqua contaminata è uno dei maggiori vettori di malattie quali il colera, la dissenteria, il tifo, la poliomielite e la diarrea. Solo quest'ultima provoca ogni giorno il decesso di circa mille bambini con meno di 5 anni, 361mila in un anno.

E' un grido d'allarme, che sale dal lato povero del Pianeta, che richiama tutti all'urgenza di attuare il sesto obiettivo Onu di sviluppo sostenibile: acqua pulita e servizi igienico-sanitari per tutti entro il 2030, sperabilmente molto prima.

L’Onu ha lanciato il suo allarme: da qui al 2050, se le risorse idriche non saranno gestite meglio, 5 miliardi di persone dovranno fare i conti con la carenza d'acqua per almeno un mese all'anno.

Il degrado della qualità dell’acqua a livelli pericolosi e nocivi per la salute umana, a causa di guerre, d’inquinamenti persistenti e di contaminazioni certificate interpella i poteri pubblici e i soggetti privati che dovrebbero approvare d’urgenza un piano (mondiale) di messa in sicurezza dei beni comuni essenziali ed insostituibili per la vita di tutti gli abitanti della Terra tra cui l’acqua.

 Scrive Riccardo Petrella del Contratto mondiale dell’acqua “L’acqua grida: via le armi, via i prodotti tossici. La Terra si libera dalla sete di acqua liberando la vita dal potere dei produttori e mercanti della guerra e dalla cecità arrogante dei tecnofinanziari della salvezza. Da loro non c’è nulla da sperare, se non sempre più assetati da salvare.

Chissà per quanti miliardi di esseri umani si sarebbe potuto concretizzare il diritto universale all’acqua potabile ed all’igiene (e quindi alla salute) se negli anni 1975-2000 il mondo avesse speso per l’acqua i dieci e più trilioni di dollari (un trilione è mille miliardi) che da soli gli USA hanno speso per le armi e le guerre!  Eppure ancora oggi gli USA e gli altri Stati guerrafondai, ladri della vita, hanno speso (nel 2017) più di un trilione e mezzo per «armarsi e fare la guerra»!  Non c’è bisogno di aggiungere altro”.

 

 

 

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