Sabato, 14 dicembre 2019 - ore 05.37

Pianeta Migranti. ‘Non salire sul tetto del treno, pericolo di morte!’

È la frase, tradotta in cinque lingue, tra cui inglese, francese e arabo, scritta su un volantino dell’Osservatorio Migranti Como (WelCom) che spiega ai migranti il pericolo che corrono sdraiandosi sul tetto di un treno per superare la frontiera. Due recenti casi di migranti folgorati in meno di un mese.

| Scritto da Redazione
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 Pianeta Migranti. ‘Non salire sul tetto del treno, pericolo di morte!’

È la frase, tradotta in cinque lingue, tra cui inglese, francese e arabo, scritta su un volantino dell’Osservatorio Migranti Como (WelCom) che spiega ai migranti il pericolo che corrono sdraiandosi sul tetto di un treno per superare la frontiera. Due recenti casi di migranti folgorati in meno di un mese.

Arrivati in Europa, dopo aver attraversato il deserto o rischiato di morire sulle carrette del mare, forse pensavano di trovarsi al sicuro viaggiando sul tetto di un treno per passare la frontiera fra Italia e Svizzera. Invece, sono morti folgorati dalla corrente. E’ la sorte toccata il 27 febbraio a un ventenne del Mali e il 18 marzo a un giovane del Camerun. Il primo è morto bruciato, il secondo, è stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Zurigo. La causa della morte è dovuta alla differenza di alimentazione elettrica tra la rete ferroviaria italiana e quella elvetica: una vera e propria trappola mortale. Il tetto dei treni ‘Tilo’ che transitano tra Italia e Svizzera sono conformati in modo tale da consentire di sdraiarsi sul tetto a chi è inconscio del pericolo che corre. Le indagini svolte dalle forze dell’ordine svizzere e italiane, hanno appurato che il giovane del Mali aveva già tentato di uscire dall'Italia passando da Ventimiglia.

Il suo nome, la sua storia, i suoi sogni sono stati ridotti ai pochi dati che l’autopsia ha consegnato ai giornali: uomo, africano, migrante. Ma il parroco che ha celebrato il suo funerale, all’omelia, ha detto: "Non saresti morto se ci fossero stati corridoi umanitari, se dall’Africa si potesse venire in Europa liberamente in aereo, come avviene per gli europei che si recano in Africa; se la libera circolazione fosse per tutti e non solo per i ricchi della terra; se fossi stato più prudente."

Sappiamo che in questo clima generale di innalzamento di barriere, di chiusura dei confini, di ripristino dei CIE, di rastrellamento, di deportazione e rimpatri… i migranti non muoiono per errore. Mettono a rischio la loro vita pur di affermare la loro libertà nei confronti gli apparati che stanno conducendo una vera e propria guerra contro di loro. Sappiamo, che le istituzioni cercano di silenziare questi episodi liquidandoli come incidenti o fatalità,  o ancor peggio, come il risultato di scelte individuali incoscienti e avventate. Che si muoia nel deserto, o per violenze nei campi di detenzione in Libia,  o investiti in una galleria di frontiera…l’interesse di chi governa è scaricarsi della responsabilità di questi fatti tragici legati a un esodo senza fine.

Secondo la Svizzera, nei primi due mesi del 2017 i tentativi di ingresso illegale nel Canton Ticino sono stati 2.909. Nel 2016 sono stati 33.844, quasi tutti attraverso la frontiera di Chiasso. La maggioranza dei fermati proveniva dal continente africano: 9.253 eritrei, 2.686 gambiani e 2.471 etiopi.

Recentemente, la Svizzera ha deciso di chiudere, di notte, tre valichi di frontiera di secondaria importanza per evitare che dall'Italia "entrino i ladri". La Farnesina ha convocato "con urgenza" l'ambasciatore elvetico in Italia, per chiedere chiarimenti. Era l'occasione giusta per parlare dei giovani migranti che muoiono bruciati vivi sui treni!

Dalla parte dei migranti stanno solo i volontari che li assistono e li avvisano distribuendo loro un volantino: ”Non salite sul tetto del treno, c’è il  pericolo di morte!”

 

 

 

 

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