Pianeta Migranti. Non si può negare la cittadinanza a chi è cittadino di fatto.
Chi cresce e vive con noi ha il diritto di essere parte di questa comunità, con pari diritti e pari doveri. Il futuro si costruisce includendo, non escludendo.
L’8 giugno siamo chiamati a votare su un tema cruciale per il futuro del nostro paese: la modalità di accesso alla cittadinanza per gli immigrati e i loro figli. Un tema che, al di là delle semplificazioni propagandistiche, tocca la coesione sociale, l’uguaglianza dei diritti e il futuro stesso della democrazia in Italia.
Va ricordato che i figli degli immigrati sono già italiani di fatto
Centinaia di migliaia di bambini e ragazzi crescono in Italia, frequentano le nostre scuole, parlano la nostra lingua, sognano un futuro qui. Eppure, giuridicamente, restano “stranieri”. Questa discrepanza tra appartenenza reale e riconoscimento legale è un’ingiustizia che mina il principio di uguaglianza e alimenta esclusione. “Se la cittadinanza è l’appartenenza piena a una comunità politica, non si può negarla a chi questa appartenenza la vive ogni giorno.”
Una cittadinanza più inclusiva rafforza la coesione sociale
Negare i diritti di cittadinanza a chi vive stabilmente nel nostro Paese non rende l’Italia più sicura o più coesa: al contrario, crea sacche di marginalità e risentimento, ostacola l’integrazione e alimenta tensioni sociali. Invece, riconoscere l’appartenenza è un atto di fiducia che incoraggia la partecipazione attiva e la responsabilità civica.
L’Italia, ha una delle legislazioni sulla cittadinanza tra le più restrittive in Europa.
Votare Sì al referendum significa anche allinearci agli standard di civiltà giuridica dei nostri vicini.
La retorica dell’invasione è infondata
Uno degli argomenti usati per ostacolare la riforma è la presunta “invasione” di stranieri. I numeri dicono che gli stranieri residenti in Italia sono circa l’8,5% della popolazione, in linea con la media europea. E la maggior parte di loro è stabilmente inserita, lavora, paga le tasse e contribuisce al benessere collettivo.
Riconoscere i nuovi italiani è un investimento sul futuro
I giovani stranieri sono un capitale umano: potrebbero dare un contributo decisivo alla nostra società in termini di energia, creatività, competenze, ma vengono frenati da ostacoli burocratici e da un senso di esclusione. Dare loro la cittadinanza significa valorizzare un potenziale prezioso per il futuro del paese.
VOTARE SI al referendum sulla cittadinanza significa scegliere un’Italia più giusta, più aperta, più coesa. Significa riconoscere che chi cresce e vive con noi ha il diritto di essere parte di questa comunità, con pari diritti e pari doveri. Il futuro si costruisce includendo, non escludendo.
L’8 giugno, andiamo a votare. E votiamo Sì.


