Martedì, 18 giugno 2019 - ore 23.06

Pianeta Migranti. Votiamo per un’Europa che non lascia indietro nessuno.

Il richiamo di Juncker: “Come europei non abbiamo il diritto di rigettare, per principio, quelli che vengono da lontano. Spesso sono dei perseguitati e vanno aiutati.” Caritas Internationalis: “ Il nostro voto sia un impulso per un’Europa più inclusiva ed accogliente.”

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. Votiamo per un’Europa che non lascia indietro nessuno. Pianeta Migranti. Votiamo per un’Europa che non lascia indietro nessuno.

Pianeta Migranti. Votiamo per un’Europa che non lascia indietro nessuno.

Il richiamo di Juncker: “Come europei non abbiamo il diritto di rigettare, per principio, quelli che vengono da lontano. Spesso sono dei perseguitati e vanno aiutati.” Caritas Internationalis: “ Il nostro voto sia un impulso per un’Europa più inclusiva ed accogliente.”

A sentire questa campagna elettorale, pare che tutte le colpe del nostro disagio siano degli immigrati. Questo può servire ai politici ad ottenere consensi, ma è falso.

I partiti e anche i cittadini puntano il dito contro dei poveracci indifesi e senza voce per non affrontare altri mali: in tempi di tagli alla spesa pubblica e di risorse insufficienti, l’unico modo per difendersi è tenere fuori i poveri. Un comportamento che contrasta col senso civile di un popolo, -parola molto abusata oggi- perché, essere popolo, implica prima di tutto il farsi carico insieme dei problemi da affrontare. 

Non va diversamente in Europa che, di fronte ai flussi migratori, si chiude come in una fortezza. Al contrario, una gestione efficace del problema migratorio richiederebbe ai paesi membri UE di avere coesione, e soprattutto, superare l’attuale approccio individualistico ed emergenziale, in favore di soluzioni strutturate, condivise e lungimiranti.

Certamente il Parlamento europeo è un organo che può giocare un ruolo decisivo nel realizzare politiche all’altezza della sfida in campo, e per promuovere una società inclusiva che non lascia indietro nessuno, sia che si tratti di cittadini europei, di migranti e richiedenti asilo.

Ciò sarà possibile, se i cittadini europei, nelle elezioni di maggio, voteranno forze politiche che puntano a una maggiore integrazione politica europea riservando una particolare attenzione all’Europa sociale e alla questione migratoria.

L’Alto commissariato dei diritti umani dell’Onu (UNHCR) ha indicato sette azioni che i deputati del prossimo parlamento europeo potrebbero mettere in atto per una migliore protezione ai migranti e rifugiati. E’ un appello concreto che suggerisce strade e soluzioni praticabili a partire dalla possibilità di chiedere protezione alle frontiere, alla accelerazione dei tempi per le domande d’asilo, alla riduzione della detenzione. Ma nelle proposte dell’ UNHCR c’è anche l’invito alla “solidarietà europea” per i futuri 750 rappresentanti europei: “La responsabilità di accogliere e ospitare le persone che cercano sicurezza e asilo può essere condivisa in modo equo e pratico” e potrebbe aumentare i canali legali d’ingresso sicuro in Europa. E infine, aspetto fondamentale, le politiche indirizzate ai rifugiati non possono limitarsi alla protezione e alla prima accoglienza ma devono farsi carico anche della garanzia di una vita dignitosa per chi arriva nell’Unione Europea in fuga da violenze, persecuzioni e conflitti.                                    

Ora, sta alla responsabilità di ogni cittadino elettore usare il suo voto per scegliere un’Europa contraria a qualsiasi forma di discriminazione, che garantisca asilo e il rispetto dei diritti di tutti, in particolare delle donne e ai bambini. Un’Europa i cui Stati membri riconoscono la necessità di aderire al ‘Global Compact’ dell’Onu sulle migrazioni: un accordo tra gli Stati fondato sulla dimensione umana delle migrazioni, sulla cooperazione in materia migratoria per governare questo fenomeno, sul diritto degli Stati a esercitare la propria sovranità territoriale; sul rispetto di uno stato di diritto coerente con gli standard internazionali e sul rispetto dei diritti umani al di là del tipo di status dei migranti.

 

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