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Praga.QUANDO LA POLITICA NON CHIUDE I CONTI COL PASSATO

| Scritto da Redazione
Praga.QUANDO LA POLITICA NON CHIUDE I CONTI COL PASSATO

Lunedì 28 ottobre, nell’ambito delle celebrazioni per la festa della Repubblica, al Castello di Praga si è svolta come ogni anno la cerimonia in pompa magna per la consegna delle medaglie al merito, da parte del Presidente, ai personaggi del mondo della scienza, della cultura, dello sport, dell’arte e delle varie discipline sociali, che egli ritiene essersi distinti nel dare lustro a livello internazionale al Paese.

La manifestazione di quest’anno si è caratterizzata per un’aspra polemica montata dalla maggioranza dei media nazionali e da qualche escluso deluso, sul ruolo di parte che il Presidente Zeman avrebbe assunto nella scelta dei candidati in relazione, a loro dire, delle preferenze politiche degli stessi e del sostegno che ne avrebbe ricevuto durante la campagna per la sua elezione.

Polemica che si trascina tra l’altro da quando si è insediato -va ricordato, attraverso voto popolareper ogni sua decisione, soprattutto riguardo alla gestione della crisi di governo, pur non essendoci nessuna accusa concreta di aver agito al di fuori dei poteri attribuitigli dalla Costituzione.

La pressione continua che il Presidente subisce, oltre che per un presupposto eccesso di decisionismo, è anche esplicitamente riconducibile al suo trascorso politico nelle file del Partito Comunista all’epoca del regime –cosa comune a molti politici attuali di tutti gli schieramenti che avessero fatto attività in quel contesto-, quando tra l’altro pagò il prezzo politico dopo la “normalizzazione”, per il sostegno al progetto di rinnovamento di Dubček.

Cito un passaggio di Zeman alla cerimonia, che entrando nel vivo della polemica, grosso modo recita così: “Ci sono tra gli illustri nominati che oggi riceveranno la medaglia, anche persone che hanno sostenuto esplicitamente il mio avversario al voto per l’elezione del Presidente e che mi fanno andare su tutte le furie quando leggo i loro articoli sui giornali.” E rivolgendosi al Prof. Pavel Pafko, chirurgo di fama internazionale noto per aver operato il Presidente Havel e per la celebre frase –ho operato il Presidente allo stesso modo in cui avrei operato qualsiasi barbone disperato- ha continuato: “ Ma essere criticati da personaggi di questo spessore, che hanno lasciato una forte traccia nella loro vita, anche se può far male sprona a ragionare ed a fare meglio.
Al contrario le critiche di tanti commentatori, buoni solo ad attaccare per nascondere il vuoto che c’è dietro di loro, può fare solo pena”.

Questi episodi mettono in risalto sostanzialmente l’abisso che esiste oggi in Repubblica Ceca fra l’elite politica, come espresso dai media, ed il Paese reale, che votando direttamente questo Presidente, ha dimostrato di aver saputo mettersi alle spalle definitivamente i pregiudizi legati al recente passato per guardare al futuro.

Distanze che come accade anche in Italia, spesso bloccano il processo evolutivo del Paese dal punto di vista sociale e culturale, che continueranno ad allargarsi finché la politica e la classe dirigente non farà i conti col passato, senza tabù e senza omissis –vedi in Italia ricostruzione delle stragi di stato, trattativa stato mafia, ecc.

Denisa Viznerova

 

Praga 30 ottobre 2013

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