Mercoledì, 25 maggio 2022 - ore 14.19

Referendum Trivelle Luciano Pizzetti (Pd) : Io andrò a votare e voterò NO. Ecco le mie ragioni

Il sottosegretario di Stato chiede alla Direzione del PD di assumere l’orientamento della libertà di voto anziché l'astensione e dichiara quindi che votera' sostenendo pero'le ragioni del NO

| Scritto da Redazione
Referendum Trivelle Luciano Pizzetti (Pd) : Io andrò a votare e voterò NO. Ecco le mie ragioni

Ecco la dichiarazione integrale di Luciano Pizzetti : È importante che sul referendum del 17 aprile la Direzione del PD assuma come orientamento la libertà di voto anziché l'astensione dal voto. La linea astensionista ha si significativi precedenti nella sinistra, ricordo il Partito Socialista nel 1991 sul referendum per l'introduzione della preferenza unica e i Democratici di Sinistra nel 2003 su quello per l'estensione dell'art 18 alle aziende sotto i 15 dipendenti. Oggi siamo in un altro tempo, caratterizzato da un consistente ulteriore logoramento del rapporto tra cittadini e istituzioni, tra persone e politica. Tant'è che da ormai parecchio si discute apertamente di crisi della democrazia. Perciò penso che sia un errore tornare se non al 1991 al più vicino 2003. I soggetti cardine del sistema democratico, i partiti per quanto anchilosati lo sono, debbono ricostruire le relazioni civili, non ingabbiarle in logiche prevalentemente economiciste.

Nello stesso tempo i promotori del referendum non debbono ingannare i cittadini.

Quello di aprile non sarà un referendum contro le trivelle, giacché il provvedimento che si vuole abrogare non solo impedisce l'apertura di nuovi giacimenti marini ma addirittura toglie eventuali possibili deroghe ai divieti introdotte dal terzo governo Berlusconi. Dunque è un provvedimento assai più restrittivo a garanzia dell'ecosistema marino.

La norma che s'intende abrogare prevede che le concessioni delle piattaforme in funzione siano prorogate non temporalmente ma sino all'esaurimento del giacimento. Non c'è impatto aggiuntivo. Nel rapporto costi-benefici, dato il tempo di difficoltà socioeconomiche, ritengo che la via indicata dalla legge possa essere ragionevolmente percorsa.

Per questo voterò NO.

Non credo che l'argomento del costo del referendum possa valere per motivare l'astensione. Intanto perché l'esercizio della democrazia diretta non può essere considerato un semplice costo. Poi perché è un argomento pre e non post. Poteva valere come dissuasione prima dell'indizione ma il referendum ora c'è. Il costo di 300 milioni c'è ed è tale sia che partecipi un elettore sia se ne partecipano milioni.

Noi stiamo cambiando la Costituzione per cambiare in meglio l'Italia. A ottobre su questo progetto i cittadini si esprimeranno con referendum e mi auguro lo approveranno con largo consenso. Uno dei pilastri di questo cambiamento è l'auspicabile aumento della partecipazione dei cittadini alla vita politica della Repubblica. Perciò proponiamo nuovi strumenti che rafforzino la democrazia diretta. Tra questi più ampie opportunità per le leggi d'iniziativa popolare, l'introduzione dei nuovi referendum propositivi e d'indirizzo, il forte abbattimento del quorum di validità per i referendum abrogativi.

Io penso che l'astensione ad aprile contrasti con la partecipazione favorevole ad ottobre. Penso che il confronto debba essere tra culture e idee, non tra chi sta dentro e chi sta fuori. Penso che il cambiamento di cui il PD si è fatto convintamente promotore si basi proprio sulla partecipazione. Come cantava Giorgio Gaber nel 1972 "la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione".

 

Sen. Luciano Pizzetti

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Sottosegretario di Stato per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento

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