Venerdì, 14 giugno 2024 - ore 11.50

Sanità nel caos in Slovacchia, 974 infermieri dimissionari

Tutto inizia a causa di una manovra di pressione da parte dei sindacati di settore in seguito al mancato ascolto delle loro richieste da parte del ministero della Sanità

| Scritto da Redazione
Sanità nel caos in Slovacchia, 974 infermieri dimissionari

Partita con un gruppo di 200 infermieri che la scorsa settimana hanno presentato le loro dimissioni all’ospedale di Zilina, la protesta degli operatori e assistenti sanitari ora conta su un totale di 974 infermieri e ostetriche che hanno già dato il preavviso di licenziamento ai loro datori di lavoro. Il tutto è parte di una manovra di pressione da parte dei sindacati di settore in seguito al mancato ascolto delle loro richieste da parte del ministero della Sanità.

Gli ospedali in questione sono il Louis Pasteur di Kosice (64 dimissioni), l’Ospedale Universitario di Trnava (106) e gli ospedali di Poprad (130), Bojnice (92), Zilina (200) e Presov (382). Le dimissioni presentate entro la fine di novembre, se non ritirate, porteranno all’effettivo abbandono del lavoro alla fine di gennaio 2016, creando senz’altro un vero e proprio caos nella sanità slovacca.

Le richieste, come abbiamo scritto ieri, citano aumenti salariali, ma anche le condizioni di lavoro e turnazione, e in particolare il sottofinanziamento del sistema sanitario pubblico e la cronica mancanza di organico. Proprio la scorsa settimana era stato approvato nel parlamento a maggioranza socialdemocratica (Smer-SD) un emendamento che concede alcuni aumenti retributivi, ma nel complesso la legge è stata definita una farsa dai dipendenti della sanità.

Il ministero della Sanità starebbe monitorando la situazione, ma il ministro Viliam Cislak, che è in contatto con i responsabili degli ospedali interessati e pensa che ci sia tempo per trattare, ha detto nei giorni scorsi che non è possibile accontentare le richieste degli infermieri, che costerebbero allo stato oltre 200 milioni di euro solo per il 2016. Il ministro tenterà di convincere i dimissionari a rientrare nei ranghi, e in ogni caso si avverte che le dimissioni di massa non possono minacciare la fornitura dei servizi di assistenza sanitaria. Secondo i rappresentanti dei lavoratori del settore, le dimissioni continueranno anche questo mese.

Fonte: Buongiorno Slovacchia

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