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SHALE: CRESCONO CINA E RUSSIA

| Scritto da Redazione
SHALE: CRESCONO CINA E RUSSIA

Secondo il Rapporto EIA crescono anche Argentina ed Algeria. Conferma per Stati Uniti d'America, Polonia ed Ucraina

Una serie di dati che, se confermato, cambia l'equilibrio geopolitico mondiale. Secondo il rapporto annuale EIA, pubblicato lunedì, 9 Giugno, le riserve mondiale di shale sono incrementate del 10% rispetto alle stime del 2011.

Il rapporto ha individuato 95 bacini di shale in 41 Paesi: una rilevazione che incrementa di 47 i giacimenti e di 9 gli Stati coinvolti dal potenziale sfruttamento di gas non convenzionale.

Tra i Paesi con le più consistenti di shale figurano la Cina con 1,115 Trilioni di piedi cubi, l'Argentina con 802 Trilioni di piedi cubi, l'Algeria con 707 Trilioni di piedi cubi, gli Stati Uniti d'America con 665 Trilioni di piedi cubi, e il Canada con 573 Trilioni di metri cubi.

Importante è anche il dato sul continente europeo allargato a Paesi extra-UE come Russia ed Ucraina che, secondo il rapporto, si attestano rispettivamente primo e quarto Stato per possesso di riserve di shale, con 285 Trilioni di Piedi cubi e 128 Trilioni di piedi cubi.

Seconda in Europa, prima in Unione Europea, si afferma la Polonia con 148 Trilioni di piedi cubi, seguita dalla Francia con 137 Trilioni di piedi cubi.

L'interrogativo di Pechino e il pericolo per l'UE

Nonostante la stima, il predominio della Cina è posto in interrogativo dalla scarsa possibilità di sfruttare i giacimenti cinesi, posti in territori poco provvisti di acqua: elemento cruciale per lo sfruttamento dello shale.

L'Argentina ha invece avviato lo sfruttamento di shale grazie ad un accordo con la compagnia USA Chevron, una delle leader nel settore dello sfruttamento di gas non convenzionale.

Gli USA, unico Paese che ha avviato lo sfruttamento di shale da tempo, hanno incrementato la produzione di gas interna, ed hanno firmato precontratti per l'esportazione di gas non convenzionale liquefatto in Asia ed Europa.

L'Algeria ha avviato lo sfruttamento di shale, mentre la Russia ha avviato lo studio sui giacimenti locali, ma ha contrastato lo sfruttamento di gas non convenzionale in Ucraina ed Europa per mantenere la sua egemonia politica.

L'incremento dei giacimenti di shale in Russia ed Algeria pone però un problema di carattere geopolitico, poiché ad essere premiati dal nuovo studio sono due Paesi che, tradizionalmente, si sono serviti del gas naturale per realizzare scopi politici.

Lo shale, sopratutto quello statunitense, avrebbe consentito di diminuire la dipendenza dei Paesi europei dalle forniture di gas naturale di Russia ed Algeria.

Matteo Cazzulani

Free lance journalist and energy deals consultant m.cazzulani@gazeta.pl

2013-06-12

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