Anche e soprattutto! Perciò mi affretto a ragguagliarti, direttore Gianni Carlo. E’ proprio così, anche in Ospedale sembra si possa assistere a proiezioni cinematografiche, giusto per tirar su un poco il morale (chiaramente là fin ove è compatibilmente possibile). D’altronde quattro risate fanno sempre piacere. Parlo del Gemelli di Roma, il policlinico dell’Università Cattolica che per primo ha voluto aderire alla proposta di MediCinema (gioco di parole tra “medicina” e “cinema”). A qualcuno l’idea di una sala di proiezione sistemata tra corsie e camere operatorie potrà sembrare una stranezza, ma non è così. Perché il corpo guarisca, infatti, serve anche la giusta disposizione d’animo e nulla nutre la fantasia come un buon film. Ti basta sapere, Gianni Carlo, che al progetto di portare il cinema negli ospedali ha aderito niente meno che il grande regista premio Oscar Giuseppe Tornatore con tanto di spot pubblicitario. Vuoi sapere la trama dello spot? Eccola in un condensato. Siamo in un ospedale e all’improvviso tutti corrono qua e là, come si ci fosse un’emergenza in corso. Sedie a rotelle, barelle, lettini spostati in gran fretta. Certo, perché altrimenti si perde l’inizio del cartone animato che tutti, ma proprio tutti desiderano vedere. E che per almeno un paio d’ore aiuterà a sorridere e sperare. E quello spot appunto, diretto da Tornatore, si inserisce in una campagna di raccolta fondi sostenuta appunta da MediCinema. In questo modo si intende raggranellare il denaro necessario a realizzare una iniziativa. In questo caso servono 300mila euro per dotare quel grande ospedale romano, il Gemelli, di una struttura cinematografica. E non s’è fatto attendere neppure un intelligente e generoso contributo, per quell’iniziativa di spot, per le musiche ed il sonoro, niente meno che dal cantautore romano Claudio Baglioni. Come vedi “pezzi da novanta”, nella sfera degli artisti, si stanno prodigando per la riuscita di quella lodevole iniziativa. E’ un progetto che si sviluppa sulla visione di film, romanzi, musica e, perché no, fumetti e cartoni animati. Sempre più spesso capita di incontrare elenchi di titoli suggeriti per “curare” i disturbi più diversi. Consigli preziosi che però richiedono un piccolo accorgimento: la fantasia aiuta a guarire, d’accordo, ma da sola non basta. Certo, chi ha problemi di salute è indubbio che debba affidarsi ad un buon medico e ricorrere anche alla degenza ospedaliera, tuttavia un tentativo di distogliere l’attenzione dalla malattia può venire incontro ai degenti, magari dando un poco di coraggio nell’affrontare la sofferenza. “Il buon Cinema cattura la realtà, dà emozione, senso, immaginazione e libertà. E’ un progetto coerente con lo scopo del nostro lavoro: essere d’aiuto per costruire un ponte tra la malattia e la vita”, affermano rinomati clinici universitari. D’altronde…cosa non si farebbe per riuscire a guarire dalla malattia? Sursum corda (…su con la vita!).
Giorgino Carnevali (Cremona)



