Venerdì, 12 dicembre 2025 - ore 19.30

Sicilia, Provenzano (Pd): crollato sistema di potere, Schifani si dimetta

E’ il vecchio che vuole mangiarsi il futuro della Sicilia”, conclude

| Scritto da Redazione
Sicilia, Provenzano (Pd): crollato sistema di potere, Schifani si dimetta

Sicilia, Provenzano (Pd): crollato sistema di potere, Schifani si dimetta

“Il presidente della Regione, Renato Schifani, non può tirarsi fuori. Perchè Schifani, Cuffaro e Sammartino sono quelli che fin qui hanno retto il governo della Sicilia. Da lui non mi aspetto parole di condanna, fino a ieri Cuffaro è stato seduto nella stanza accanto. L’unica strada possibile sono le dimissioni per manifesta impossibilità, oltre che incapacità di fronteggiare questa situazione. Ma ha un dovere, anche fosse il suo ultimo atto, per ristabilire la credibilità delle istituzioni: azzeri tutti questi dirigenti coinvolti. E lo dico anche a chi, a destra, ha ancora un minimo di responsabilità”.

Così Giuseppe Provenzano, ex ministro per il Sud, deputato del Pd alla Camera e componente della segretaria nazionale Dem, in una intervista su Repubblica, a proposito dello scandalo corruzione in Sicilia che vede coinvolti anche l’ex presidente della Regione siciliana e segretario della Nuova Dc, Salvatore Cuffaro per il quale la Procura di Palermo ha chiesto gli arresti domiciliari assieme ad altri 17 indagati.

Provenzano chiede alla premier Giorgia Meloni di intervenire: “metta fine a tutto questo, La Sicilia è meglio di così, non merita tutto questo”. Ma il parlamentare Dem ribadisce: “la responsabilità di tutto questo è di chi ha spalancato le porte a Cuffaro, un condannato per favoreggiamento alla mafia che non avrebbe dovuto più fare politica. Stiamo assistendo al crollo di un sistema di potere. Qualcosa che abbiamo già visto 20 anni fa con gli stessi protagonisti. Purtroppo oggi è peggio. Siamo indietro: un cittadino o un’impresa, per esercitare il più elementare diritto, è costretto a rivolgersi a un padrino politico. E’ il vecchio che vuole mangiarsi il futuro della Sicilia”, conclude.

Roma, 7 novembre 2025

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