Lunedì, 15 agosto 2022 - ore 18.54

Svizzera, iniziativa sulle problematiche fiscali per i frontalieri

| Scritto da Redazione
Svizzera, iniziativa sulle problematiche fiscali per i frontalieri

La Cgil frontalieri condivide pienamente l'iniziativa parlamentare in oggetto, il cui testo alleghiamo; ci sarà unitariamente, ad ogni livello, il sostegno da parte di tutte le strutture sindacali dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera. Auspichiamo un'ampia convergenza anche da parte di tutti i gruppi politici, di maggioranza e di opposizione, presenti in Parlamento.
Claudio Pozzetti Cgil Frontalieri

MOZIONE SULLE INIZIATIVE CORCERNENTI I RAPPORTI TRA ITALIA E SVIZZERA, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE DOPPIE IMPOSIZIONI E AD ALTRE QUESTIONI IN MATERIA DI IMPOSTE SUL REDDITO E SUL PATRIMONIO
  La Camera,?
premesso che:???
i rapporti politici tra la???? Repubblica italiana e la Confederazione elvetica sono da tempo caratterizzati da incomprensioni e forti contrapposizioni che avvelenano i tradizionali vincoli di buona amicizia che storicamente intercorrono tra i due Paesi. Nemmeno l'incontro del Ministro degli affari esteri italiano, onorevole Franco Frattini, con la Presidente della Confederazione elvetica Micheline Calmy-Rey, svoltosi a Berna il 12 gennaio 2011 in un clima sereno e costruttivo, ha prodotto una normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi;
le tensioni tra Italia e???? Svizzera sono nate, in particolare, con l'ultimo «scudo fiscale» varato dal Ministro dell'economia e delle finanze, onorevole Giulio Tremonti, e dall'inserimento della Svizzera nella black list dei Paesi che agevolano l'evasione fiscale. Con il passare del tempo tale stato di tensione è man mano sfociato in ostilità ed è destinato a intensificarsi ulteriormente dopo le elezioni del 10 aprile 2011 per il rinnovo del Governo e del Parlamento del Cantone Ticino, elezioni che hanno visto prevalere la Lega dei Ticinesi, diventata il primo partito cantonale in termini di consensi. Infatti, la Lega dei Ticinesi e l'Unione Democratica di Centro – che hanno presentato liste congiunte per il Consiglio di Stato nella sopra menzionata elezione – hanno orchestrato da tempo una campagna contro i frontalieri italiani, sfociata anche in pesanti offese a sfondo xenofobo, come, per esempio, i manifesti firmati «balairat.ch», in cui si raffiguravano i lavoratori frontalieri con l'immagine del ratto che va a rubare il formaggio in Svizzera, e con il ricorso a vari social network in cui campeggiavano slogan tipo «Lavoro... no all'invasione del frontalierato», «Sicurezza... No alla criminalità d'importazione» e «Fiscalità... No alla fiscalità opprimente», lanciando il grido d'allarme xenofobo «I ratti »invadono« la Svizzera italiana»;
il Cantone Ticino rappresenta da decenni un importante sbocco???? occupazionale per i cittadini italiani residenti nei comuni della fascia di confine; infatti, degli oltre 55 mila cittadini italiani occupati con il permesso di frontaliere nei Cantoni di frontiera Ticino, Vallese e Grigioni, poco più di 48 mila sono impiegati nel Cantone Ticino. La maggior parte di essi proviene dalle province di Varese (circa 26 mila) e Como (circa 18 mila). I lavoratori frontalieri hanno, dunque, dato un grande contributo allo sviluppo dei Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese e in pari tempo all'economia dei comuni italiani compresi nella «storica» fascia di demarcazione di 20 chilometri dalla linea di confine;
la presenza di un così ragguardevole numero di???? frontalieri impiegati in Svizzera ha indotto l'Italia e la Confederazione a negoziare numerosi accordi bilaterali per regolare varie questioni afferenti la previdenza sociale, l'imposizione fiscale, l'indennità di disoccupazione, le infrastrutture viarie e altro. Di tali convenzioni si intendono richiamare, in particolare:
?????a) «Accordo bilaterale sulla compensazione finanziaria in materia di assicurazione disoccupazione frontalieri del 12 dicembre 1978 per la retrocessione annuale all'INPS degli oneri prelevati sulla massa salariale dei frontalieri» (parte lavoratori e parte datori di lavoro). Con la retrocessione di detti oneri è stato alimentato il fondo speciale per finanziare la legge 5 giugno 1997, 147, che disciplina il trattamento di disoccupazione speciale in favore dei?n. lavoratori frontalieri italiani che perdono l'impiego in Svizzera. Tale fondo è gestito dall'Inps con contabilità separata e a oggi ammonta a circa 380 milioni di euro. La retrocessione di tali contributi è terminata nel 2010 a seguito degli accordi bilaterali tra l'Unione europea e la Svizzera in materia di libera circolazione e assicurazioni sociali che hanno determinato un diverso status del lavoratore frontaliero;
?????b) «Accordo del 3 ottobre 1974 relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine», recepito successivamente nella Convenzione italo-svizzera del 9 marzo 1976 (Convenzione tra la Confederazione svizzera e la Repubblica italiana per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio), entrata in vigore il 27 marzo 1979. In conformità a tale Convenzione, la Svizzera ristorna ai comuni italiani che ne hanno diritto una consistente quota (attualmente il 38,8 per cento) delle imposte fiscali riscosse alla fonte sulle retribuzioni dei frontalieri;
addosso ai???? lavoratori frontalieri sono piovute ultimamente pressioni di ogni genere: dalla minaccia discriminante di non aumentare le loro retribuzioni come per i cittadini svizzeri e i domiciliati, adducendo a giustificazione l'aumentato valore del franco svizzero rispetto all'euro, fino all'accusa di dumping salariale e di portare via il lavoro ai disoccupati che risiedono in Svizzera;
tali pressioni, che hanno trovato seguito anche???? in varie iniziative politiche cantonali e confederali, sono dovute secondo i firmatari del presente atto di indirizzo fondamentalmente al dossier sulla fiscalità e al rifiuto del Governo italiano di rinegoziare la Convenzione per evitare la doppia imposizione sul reddito e sulla sostanza del 9 marzo 1976;
il negoziato sulla nuova Convenzione era iniziato nel 2001 e???? successivamente fu interrotto. Ripreso nel 2009 è stato interrotto di nuovo lo stesso anno e, salvo incontri sporadici, non è più decollato. Da settembre 2010, secondo fonti diplomatiche, il Governo italiano ha rifiutato ogni contatto;
nel frattempo in questi ultimi 2 anni la situazione si è del tutto???? modificata. Dopo le richieste formulate dal G-20, il Consiglio federale elvetico ha deciso (13 marzo 2009) di concedere assistenza amministrativa fiscale a tutti gli Stati che ne faranno richiesta, conformemente con l'articolo 26 del modello Ocse. Ciò significa che la Svizzera concederà informazioni caso per caso, non solo per ipotesi di delitti o contravvenzioni fiscali, bensì anche per consentire, se necessario, all'altro Stato di accertare i redditi dei soggetti ivi residenti. Si tratta di un sostanziale passo avanti rispetto alla prassi precedente, che prevedeva soltanto la concessione delle informazioni relative alla corretta applicazione della Convenzione esistente;
dal 13 marzo???? 2009 la Svizzera ha firmato simili convenzioni con una trentina di nazioni, tra le quali figurano anche gli Usa, la Francia, la Germania e l'Inghilterra, ma non l'Italia, che, tra l'altro, mantiene tuttora la Svizzera sulla black list dei Paesi classificati come «paradisi fiscali»;
tra la???? Svizzera e l'Unione europea vige il trattato sulla fiscalità del risparmio, con effetto al 1o luglio 2005. Il trattato prevede la trattenuta dell'imposta alla fonte sugli interessi dei capitali a risparmio delle persone fisiche residenti nell'Unione europea che hanno depositato i capitali in Svizzera ed esclude, pertanto, le informazioni automatiche;
in???? conseguenza delle decisioni intervenute dopo il trattato, nel mese di ottobre 2010 la Svizzera ha intrapreso un negoziato con il Regno Unito e con la Germania, proponendo un'alternativa allo scambio automatico di informazioni. Avendo assunto i parametri Ocse per tutti i modelli di convenzione contro le doppie imposizioni fiscali e nell'assistenza amministrativa in materia fiscale, consentendo di sviluppare, su richiesta concreta e motivata, in singoli casi, lo scambio di informazioni con altri Paesi, anziché concedere lo scambio automatico di informazioni, la Confederazione offre, dunque, la salvaguardia del gettito fiscale degli altri Stati, proponendo un modello di prelievo d'imposta alla fonte, il cosiddetto «modello Rubik», su tutti i redditi dei capitali mobili (interessi, dividendi, canoni di licenza, capital gain e altro);
la proposta negoziata dalla Svizzera è sicuramente innovatrice sia nei???? confronti della direttiva europea del 3 giugno 2003, sia per quanto riguarda il trattato sulla fiscalità del risparmio tra la Svizzera e l'Unione europea del 1o luglio 2005. Una proposta innovativa perché l'imposta alla fonte non viene più prelevata unicamente sugli interessi, ma anche su tutti gli altri redditi dei capitali mobili, prefigura l'estensione anche alle persone giuridiche e la trattenuta operata è uguale a quella stabilita dagli Stati di residenza di coloro che hanno collocato dei capitali in Svizzera;
in???? materia di procedure fiscali avviate nei Paesi membri dell'Unione europea, la Svizzera ha operato in tre direzioni: con gli accordi sull'euro-ritenuta, di Schengen e per la lotta contro le frodi (quest'ultimo non ancora applicato dall'Italia, sebbene ratificato); nel febbraio 2009 ha adeguato il diritto svizzero sulla punibilità del riciclaggio dei proventi di reati fiscali alle raccomandazioni antiriciclaggio del Gafi/Ocse; ha ratificato la convenzione dell'Ocse contro la corruzione internazionale ed è l'unico Paese al mondo a disporre di una legge speciale sulla restituzione dei fondi sottratti dai dittatori, indipendentemente da una richiesta proveniente dal Paese interessato;
l'Italia, al contrario dei principali Paesi europei, ha chiuso ogni???? spiraglio sulla possibilità di negoziare la nuova Convenzione bilaterale per evitare la doppia imposizione sul reddito e sulla sostanza, un atteggiamento incomprensibile di cui il Paese non è informato e che è alla base, come detto, delle tensioni tra Roma e Berna, con minacce sempre più insistenti verso i frontalieri e gli accordi bilaterali esistenti;
in questo momento è???? particolarmente presa di mira la Convenzione sui frontalieri del 9 marzo 1976, che comporta un ristorno del 38,8 per cento in favore dei comuni italiani delle imposte fiscali riscosse alla fonte sulle retribuzioni dei frontalieri;
il Parlamento del Cantone Ticino ha adottato nel mese di marzo 2011???? all'unanimità un'iniziativa del Gruppo PPD, «Rinegoziare l'Accordo sui frontalieri, rifondere al Ticino gran parte del ristorno dell'imposta alla fonte e togliere la Svizzera dalla black list italiana», che, pertanto, sarà inserita nell'ordine del giorno della sessione del mese di giugno 2011 del Parlamento nazionale svizzero. La risoluzione chiede che la Confederazione apra la trattativa con l'Italia per rimediare all'assenza di reciprocità a danno dei residenti della fascia di frontiera svizzera che lavorano come dipendenti nella fascia di frontiera italiana, per attenuare l'ammontare del ristorno a carico di Ticino, Grigioni e Vallese in ragione del 38,8 per cento in modo analogo a quello del 12,5 per cento pattuito con l'Austria;
una simile modifica dei ristorni provocherebbe conseguenze???? nefaste per le risorse dei sopra citati comuni, già alle prese con i consistenti tagli operati dalle svariate manovre del Ministro Tremonti e impossibilitati ad erogare i servizi essenziali. I comuni del Verbanio-Cusio-Ossola, per esempio, nel 2009 hanno introitato un ristorno pari a 3.781.643,64 euro. In caso di modifica della Convenzione e di una retrocessione fiscale del 12,5 per cento, le amministrazioni interessate incasserebbero poco più di un terzo: 1.260.000 euro;
al Parlamento nazionale svizzero è, peraltro, pendente dal marzo 2011???? una mozione che chiede la sospensione dei ristorni all'Italia fino alla conclusione di una nuova Convenzione di doppia imposizione ed allo stralcio della Svizzera dalle liste nere italiane;
i rapporti tra l'Italia e la Svizzera non???? concernono unicamente il frontalierato e nel loro complesso rappresentano una dimensione di ben altra portata. Tra Italia e Svizzera vi è un intenso interscambio commerciale quantificabile, nel 2010, in 34,709 miliardi di franchi, con un saldo attivo per l'Italia di 2,759 miliardi di franchi svizzeri. La Svizzera, dunque, è un importantissimo mercato per l'economia italiana e, nonostante il lungo rallentamento dell'economia mondiale, è uno dei pochi che, oltre a confermare il successo delle esportazioni italiane, fa registrare un suo aumento. Per l'Italia la Svizzera non è solo un grande partner industriale, ma anche un importantissimo mercato di esportazione dei prodotti italiani: il sesto mercato al mondo (dopo Germania, Francia, Usa, Spagna e Regno Unito) e di gran lunga il primo mercato al mondo per importazioni pro-capite di prodotti made in Italy;
si potrebbero elencare molti altri???? esempi che caratterizzano l'ampiezza dei rapporti tra Italia e Svizzera: per esempio che vi risiedono stabilmente circa 530 mila cittadini italiani, che la Confederazione sta realizzando le nuove trasversali alpine, un'opera colossale in cui rientra il corridoio 24 Amsterdam-Genova, che l'Italia per parte sua è impegnata a sviluppare le infrastrutture di collegamento alle opere in corso di realizzazione nella Confederazione e altri interessi comuni che non si citano in questa sede;
alla luce dei rapporti molto difficili che intercorrono tra???? le due capitali risulta poco comprensibile l'atteggiamento del Governo italiano che fino ad ora non ha preso in considerazione gli appelli a ristabilire la via negoziale per evitare i danni che un simile modo di intrattenere i rapporti con un Paese amico rischia di procurare all'Italia,
impegna il Governo:
ad intraprendere i necessari passi diplomatici per riallacciare il dialogo??? con il Governo svizzero nell'intento di promuovere e tutelare gli interessi dell'Italia;
a convocare un tavolo di concertazione per definire al più??? presto un percorso negoziale sulla nuova convenzione fiscale per evitare la doppia imposizione sul reddito e sulla sostanza, formulando e discutendo in quella sede le legittime richieste d'interesse del nostro Paese;
a non??? lasciar nell'incertezza i 55 mila frontalieri italiani occupati in Svizzera, tutelando il loro diritto, al pari trattamento salariale rispetto ai colleghi svizzeri e stranieri residenti, affrontando allo stesso tempo – sul piano politico – la minaccia formulata da Giuliano Bignasca, indiscusso leader della Lega dei Ticinesi, di far licenziare 13.500 frontalieri italiani;
ad assumere iniziative appropriate sul piano politico e??? diplomatico per la piena applicazione della Convenzione del 9 marzo 1976 stipulata con la Confederazione elvetica per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, un atto fondamentale per mantenere invariata la quota delle trattenute fiscali retrocesse dalla Confederazione elvetica ai comuni italiani compresi nella linea di demarcazione di 20 chilometri dal confine italo-svizzero.
(1-00631)
«Narducci, Franceschini, Maran, Amici, Tempestini, Fassino, Barbi, Colombo, Corsini, Losacco, Pistelli, Porta, Braga, Marantelli».
(20 aprile 2011)


Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04626
presentata da
CHIARA BRAGA
lunedì 18 aprile 2011, seduta n.465

BRAGA e NARDUCCI. -
Al Ministro dell'economia e delle finanze.
- Per sapere - premesso che:

da recenti studi sono oltre 48 mila le lavoratrici e i lavoratori italiani occupati in Svizzera nel cantone di frontiera Ticino con il permesso di frontaliere rilasciato dalle autorità elvetiche. Stante le leggi vigenti essi risiedono in Italia. La maggior parte di essi proviene dalle province di Varese e Como;

già molti mesi prima dell'inizio della campagna elettorale per le elezioni del gran consiglio (parlamento del cantone Ticino) sono apparsi manifesti commissionati da forze politiche cantonali contenenti messaggi anti-straniero offensivi e oltraggiosi rivolti alle migliaia di lavoratori frontalieri fatti dunque oggetto di una propaganda mediatica denigratoria: paragonati addirittura a dei ratti, accusati di rubare il lavoro ai cittadini svizzeri;

le ripercussioni del voto politico nel cantone Ticino dello scorso 10 aprile, che ha visto il partito della Lega dei Ticinesi crescere fino a diventare, con il 22 per cento dei voti, il secondo partito del gran consiglio del Ticino, destano forti preoccupazioni per i lavoratori frontalieri, le istituzioni e gli enti locali italiani, in particolare i comuni di frontiera;

la Lega dei Ticinesi, forte della vittoria elettorale ottenuta, ha dichiarato pubblicamente di voler promuovere nuove regole nei rapporti con la vicina Italia; tra queste regole figurerebbero l'introduzione di un tetto massimo al numero di lavoratori frontalieri, da confinare nei settori dove la forza lavoro residente ticinese non basta a coprire la domanda, con la minaccia di lasciare a casa 13 mila occupati sui 48 mila totali; incentivi per le imprese locali che assumono lavoratori ticinesi; riduzione immediata, dal 38 per cento al 12,50 per cento della quota dei ristorni ovvero il riversamento delle imposte dei frontalieri allo Stato Italiano. Tali dettati sarebbero quindi volti a mettere in discussione anche l'accordo bilaterale tra Italia e Confederazione Elvetica del 1974;

tale accordo bilaterale prevede che i ristorni sulla remunerazione dei lavoratori frontalieri, assoggettati a tassazione dalla Comunità elvetica, siano ripartiti a titolo di compensazione finanziaria ai comuni italiani confinanti per il tramite delle province e delle comunità montane, delle regioni Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e della provincia autonoma di Bolzano;

il mancato trasferimento di queste somme metterebbe a serio rischio servizi fondamentali per le comunità quali quelli relativi a scuole, mense e assistenza sociale, dei quali beneficiano i lavoratori frontalieri residenti in Italia, e toglierebbe ogni forma di possibilità di investimento agli enti locali montani transfrontalieri, oltre a infrangere un patto tra Stati che non è mai stato messo in discussione in questi anni;

la quota pro-capite per ogni lavoratore frontaliero, determinata dal Ministero dell'economia e delle finanze è attualmente pari a 817,6844 euro, mentre il valore complessivo del ristorno annuo a favore dei territori confinanti italiani è di oltre 36 milioni di euro;

secondo recenti stime sindacali, diversamente da quanto avviene nel nostro Paese, durante il 2010 la ripresa economica in Svizzera si è rivelata più solida delle previsioni; il Pil della Svizzera è cresciuto del 2,6 per cento, leggermente inferiore quello del cantone Ticino al 2.3 per cento. La crescita dei posti di lavoro occupati da frontalieri nel Ticino, che negli anni della crisi si è stabilizzata attorno al + 2 per cento, è tornata nel 2010 ai livelli pre-crisi, con un + 5,5 per cento su base annua. Inoltre a inizio 2011 la quota di frontalieri sul totale degli occupati in Ticino è salita al 26 per cento. Questi dati evidenziano chiaramente che, nonostante le supposte tesi dalla Lega Ticinese, la tendenza naturale del mercato del lavoro oltre confine mostra come i lavoratori italiani siano sempre più ricercati -:

quali iniziative il Governo intenda adottare per salvaguardare il rispetto dell'accordo bilaterale tra l'Italia e la Confederazione Elvetica e, in particolare, i ristorni sulla remunerazione dei lavoratori frontalieri che vengono attribuiti dalla comunità elvetica a titolo di compensazione finanziaria;

quali iniziative il Governo intenda attuare per tutelare i diritti dei circa 48 mila lavoratori frontalieri ed evitare che i comuni italiani di confine vengano minacciati ed utilizzati strumentalmente come arma per scontri di carattere politico. (5-04626)

 

 

 

3577 visite
Petizioni online
Sondaggi online

Articoli della stessa categoria