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Vincenzo Montuori ci presenta la poetessa Compiuta Donzella

La prima poetessa di cui abbiamo notizia in Italia e’ Compiuta Donzella, certamente uno pseudonimo, che vuol dire una “donna non maritata piena di virtù “

| Scritto da Redazione
Vincenzo Montuori ci presenta la poetessa Compiuta Donzella

Vincenzo Montuori ci presenta la poetessa Compiuta Donzella ‘donna non maritata piena di virtù ‘

La prima poetessa di cui abbiamo notizia in Italia e’ Compiuta Donzella, certamente uno pseudonimo, che vuol dire una “donna non maritata piena di virtù “ . Siamo nella seconda metà’ del Duecento a Firenze ; qualcuno sospetta che si tratti di un personaggio inventato o di un poeta che abbia preso questo pseudonimo ma, a parte il fatto che di lei ci restano tre sonetti, la poetessa viene citata da diversi suoi colleghi e e’ in corrispondenza poetica con Chiaro Davanzati poeta toscano della seconda metà del Duecento con cui ingaggia una “tenzone poetica”.Oltre al motivo della primavera in fiore abbastanza comune all’epoca, va rilevata la polemica da lei fatta contro i matrimoni “combinati” dalle famiglie, prassi usuale presso la borghesia e la nobiltà dell’epoca, costume a cui lei si oppone e che ne fanno una sorta di antesignana del femminismo. Va rilevato anche il fatto che questa presenza testimonia che, sia pure a livelli ristrettì, alcune donne potevano accedere alla scrittura e alla lettura. Leggiamo i due sonetti sul tema:

A la stagion che ‘l mondo foglia e fiora / acresce gioia a tutti fin’amanti vanno insieme a li giardini alora / che gli auscelletti fanno dolci canti;// la franca gente tutta s’inamora,/e di servir ciascun tragges’inanti,/ ed ogni damigella in gioi’dimora;/ e me n’abondan marrimenti e pianti.// Ca lo mio padre m’ha messa ‘n errore, / e tenemi  sovente in forte doglia:/ Donar mi vole a mia forza segnore,// ed io di ciò non ho disio ne’ voglia,/ e ‘n gran tormento vivo a tutte l’ore;/ però non mi ralegra fior ne’ foglia.

Lasciar vorrai lo mondo e Dio servire/ e dipartirmi d’ogne vanitate,/ però che veggio crescere e salire/ mattezza e villania e falsitate,// ed ancor senno e cortesia morire/ e lo fin pregio e tutta la bontate:/ ond’io marito non vorria ne’ sire,/ ne’ stare al mondo, per mia volontate.// Membrandomi c’ogn’om di mal s’adorna,/ di ciaschedun son forte disdegnosa,/ e verso Dio la mia persona torna.// Lo padre mio mi fa stare pensosa,/ ca di servire a Cristo mi distorna:/non saccio a cui mi vol dar per isposa.

COMPIUTA DONZELLA

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Vincenzo Montuori (Cremona) 24 dicembre 2020

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