Domenica, 19 aprile 2026 - ore 16.49

Vincenzo Palmisciano-Sonia Benedetto, Un amore segreto alla corte vicereale di Napoli

Nelle opere di don Giuseppe Storace d'Afflitto Napoli

| Scritto da Redazione
Vincenzo Palmisciano-Sonia Benedetto, Un amore segreto alla corte vicereale di Napoli

 

Vincenzo Palmisciano-Sonia Benedetto, Un amore segreto alla corte vicereale di Napoli, nelle opere di don Giuseppe Storace d'Afflitto, Napoli, KDP, 2024, pp. 817. [i.s.b.n. 979-8334042483].

 

 

L'idea del libro e la SIAE – Per una biografia di Giuseppe Storace d'Afflitto – Un amore segreto alla corte vicereale di Napoli – L’inversione del mitico amore tra Nisida e Posillipo – Per il vocabolario italiano-napoletano e napoletano-italiano di Giuseppe Storace d'Afflitto – Aggiunte varie – Della Musa lirica – Il monte Posilipo –  De la tiorba a taccone – Rebuffo alli Spagnuoli – Approfondimento di alcuni vocaboli – Un abito da viceregina – Le fonti – La realizzazione.



 

Nel volume si troveranno le traduzioni in italiano di alcune parole napoletane la cui cognizione si era persa ('gallo patano', 'na varvetta' ...), il contenuto di libri che erano considerati dispersi (Domenico de Sanctis, Le spine di Parnaso ...), l'analisi e la comparazione di tante opere non considerate da altri studiosi (Giovanni di Dura, Musa lirica ...). Attraverso la ricostruzione e l’interpretazione dell'autore, rivive un amore sconosciuto del Seicento, inesorabilmente interrotto dal potere spagnolo: quello tra donn’Anna Carafa di Stigliano, viceregina di Napoli, e don Giuseppe Storace d'Afflitto, poeta di corte. La letteratura dà voce al desiderio di eternare la vicenda amorosa dei due, consolando la sofferenza per le angherie subite, il tradimento dell’amata e la morte di lei. Nel volume vengono riportate tutte le produzioni dello Storace d’Afflitto: cinque pubblicazioni stampate nell'arco di dodici anni, delle quali tre in italiano e due in napoletano, corredate da un ricchissimo apparato di traduzioni, presentazioni e note. Tra le opere, la più nota è De la tiorba a taccone, che gli valse l'appellativo di “Petrarca napoletano”. Un lungo, paziente, arduo e appassionato lavoro di ricerca sulle fonti archivistiche, con frequenti richiami al contesto culturale di riferimento del letterato, ha finalmente sottratto all’oblio la storia personale e familiare di quest’ultimo (nativo di Sant’Agnello di Napoli), ma anche la sua brillante e audace personalità, che affascina il lettore con un linguaggio enigmatico, mossa dal gusto per la sfida al potere, contro il quale adopera una sola arma: l’ingegno.



 

 Vincenzo Palmisciano, docente di scuola, si dedica da anni a ricerche sulla cultura napoletana e la storia della danza. È autore di diverse pubblicazioni scientifiche per case editrici, riviste storiche (Archivio Storico per le Province Napoletane) e letterarie (Studi secenteschi).

Sonia Benedetto, docente di scuola, da anni collabora con enti e associazioni nell'organizzazione di eventi culturali e percorsi di visita, come storica dell'arte e rievocatrice storica.



Sinossi di Un amore segreto alla corte vicereale di Napoli, nelle opere di don Giuseppe Storace d’Afflitto, per un'intervista

Nel volume vengono riportate tutte le produzioni di Giuseppe Storace d’Afflitto: cinque pubblicazioni stampate nell'arco di dodici anni. L’autore ha ricostruito la biografia del letterato e della sua famiglia, utilizzando documenti archivistici; ha rilevato il lavoro di traduzione, imitazione, studio e innovazione da questi svolto su opere di poeti pubblicate dopo la morte di Giulio Cesare Cortese e prima della stampa De la tiorba a taccone. Inoltre, ha dimostrato che deve essergli attribuito anche Il monte Posilipo, recante molte informazioni autobiografiche relative alla donna amata, Anna Carafa, e al conflitto che questa creò fra lui e l’amico Girolamo Fontanella. Quest’ultimo venne infatti accusato di plagio, quando la raccolta Nove cieli fu pubblicata esclusivamente a suo nome anziché anche a nome di don Giuseppe Storace d’Afflitto. Diversi sonetti  in essa contenuti non furono dichiarati frutto della sua penna, nonostante fossero stati già parzialmente pubblicati nella parte prima Della Musa lirica, di cui era in preparazione la parte seconda. Palmisciano presenta ciascun sonetto in napoletano (tradotto e commentato) delle prime sei corde De la tiorba a taccone affiancato a un componimento in italiano, perché quelli dialettali intendevano richiamare quelli italiani appartenenti a Della Musa lirica o ai Nove cieli e ingiustamente sottrattigli. L’autore attribuisce al poeta di Sant’Agnello di Napoli anche lo scherzo napoletano Rebuffo alli Spagnuoli, corredandolo di traduzione in prosa italiana e di note esplicative. Nel volume si troveranno l’approfondimento e la traduzione in italiano di alcune parole napoletane la cui cognizione si era persa ('gallo patano', 'na varvetta' ...), il contenuto di libri che erano considerati dispersi (Domenico de Sanctis, Le spine di Parnaso ...), l'analisi e la comparazione di tante opere non considerate da altri studiosi (Giovanni di Dura, Musa lirica ...).

Nel capitolo finale, l’autrice delle introduzioni alla lettura dei sonetti in napoletano  propone una rielaborazione, filologicamente attendibile, dell’abito di donn’Anna Carafa, la musa ispiratrice del capolavoro poetico di Storace D’Afflitto. La veste, parzialmente raffigurata in un ritratto a stampa, viene esaminata e integrata attraverso le fonti iconografiche, letterarie, archivistiche e materiali, ossia i dati desunti dall’analisi di altri ritratti del periodo (in primis quelli della sovrana di Spagna, coeva della viceregina), da citazioni letterarie (versi di D’Afflitto e di suoi contemporanei), documenti d’archivio napoletani e spagnoli e originali dell’epoca. Lo studio ha rappresentato la fase preparatoria della realizzazione dell’abito stesso, affidata a un celebre costumista teatrale, e dei gioielli che lo corredavano, riprodotti da abili artigiani napoletani. Il risultato finale viene presentato nelle foto conclusive.



Vincenzo Palmisciano

https://miur.academia.edu/VincenzoPalmisciano

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