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34° Anniversario della Rivoluzione Popolare Sandinista

| Scritto da Redazione
34° Anniversario della Rivoluzione Popolare Sandinista

19 luglio 1979 - 19 luglio 2013 34° Anniversario della Rivoluzione Popolare Sandinista
Per chi non era ancora nato … … …Per chi ha condiviso il sogno ma ha dimenticato … … … Per chi continua a considerare la solidarietà internazionale “tenerezza dei popoli”.
Mai, prima, in America Latina una rivoluzione è stata così vicina agli ideali libertari (con l’eccezione di alcuni aspetti della Rivoluzione messicana), e con tante similitudini con la Spagna pre-Guerra civile, quella delle comuni agricole, che cercava di cambiare non solo un governo o le sole condizioni economiche, ma i rapporti tra gli esseri umani, sognando l’avvento di quello che il sandinismo definiva El Hombre Nuevo, così come Durruti parlava del “mondo nuovo che ci portiamo nel cuore”. Ho conosciuto quel Nicaragua, e vedendo com’è ridotto oggi, rimpiango il molto che, allora, era ancora possibile fare. Era stato l’unico paese a mettere in discussione la “necessità del carcere”, trasformando le prigioni in fattorie aperte, gestite come cooperative dove i semi-detenuti si dividevano il ricavato dei lavori, e mi capitò spesso di vedere folti gruppi di “condannati” andare a fare il bagno nel Gran Lago, accompagnati da una sola guardia, e disarmata. Del resto, la prima misura presa dal “governo di ricostruzione” fu l’abolizione non solo della pena di morte, ma anche dell’ergastolo, introducendo misure che avrebbero comunque ridotto enormemente l’uso di celle e sbarre”. (Pino Cacucci “Un po’ per amore, un po’ per rabbia” Feltrinelli, ‘08) Facile giudicare con il senno del poi, certo.

Resta il fatto che se al Nicaragua fosse stato lasciato il tempo di scegliere la propria strada, senza l’aggressione militare ed economia di cui è stato vittima, siamo convinti che il cammino del sandinismo sarebbe stato diverso, evitandogli le condizioni di sbandamento e le lotte intestine.

E lo stesso sandinismo, avrà pur sbagliato per eccesso di ambizione ideologica e per difetto di realismo storico, a evocare la figura dell’uomo nuovo. Ma il bisogno era quello.

Per noi, dell’Associazione italia-Nicaragua, rimane “la certezza che si possa sbagliare dalla parte giusta” senza che questo significhi affatto che loro avessero ragione.

Giulio Vittorangeli (Ass.ne Italia-Nicaragua Circolo di Viterbo)

Associazione Italia-Nicaragua di VITERBO - Via Petrella n. 18, 01017 TUSCANIA (VT)

Tel. 0761/435930 itanicaviterbo@gmail.com www.itanica.org

2013-07-19

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