Lunedì, 06 luglio 2020 - ore 14.52

A Cremona XIV edizione del Concorso Triennale di liuteria 'Antonio Stradivari'.

Medaglia d’oro alla viola del francese Charles Coquet

| Scritto da Redazione
A Cremona  XIV edizione del Concorso Triennale di liuteria 'Antonio Stradivari'.

La quattordicesima edizione del Concorso Triennale di liuteria “Antonio Stradivari”, in corso a Cremona, si conferma rassegna particolarmente selettiva. Nonostante fossero iscritti ben 334 artigiani, da 31 Paesi, e 445 strumenti è stata assegnata una sola medaglia d'oro, alla viola del francese Charles Coquet. Per lui anche i premi "Walter Stauffer" per la migliore qualità timbrica e CremonaFiere, consistente in uno stand alla prossima edizione di MondoMusica.

DA GIOVEDì 24 SETTEMBRE GLI STRUMENTI IN MOSTRA AL MUSEO DEL VIOLINO

La competizione ha carattere internazionale, tanto da meritare la definizione di "Olimpiadi della Liuteria": costruttori provenienti da tutto il mondo si aggiudicano gli altri riconoscimenti e i premi speciali. Nella categoria violini, secondo posto per il canadese Viateur Roy, terzo per il cremonese Davide Sora, che merita anche il premio dell'Associazione Liutai Polacchi.

Nella sezione viole, medaglia d’argento per lo spagnolo, ma cremonese d'adozione, Borja Bernabeu, che si aggiudica anche il premio Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte,  e bronzo per il polacco Krzysztof Krupa.

Il canadese Viateur Roy e il coreano Sungdeok Seo ottengono il punteggio più alto tra i violoncelli.

Marianne Lenzini, parigina che ha scelto di vivere e lavorare a Cremona, e il francese Patrick Charton aprono la classifica tra contrabbassi.

Lo svizzero David Léonard Wiedmer si aggiudica il premio Simone Ferdinando Sacconi, riservato ai liutai under 30; al coreano Dong-Pil Im va il premio Pierangelo Balzarini e Debora Scianamé si aggiudica il premio Sabino Preti. Il premio ALI Associazione Liutaria Italiana va ad Alessandro Peiretti e alla sua personale ricerca stilistica.

Una medaglia speciale rende omaggio alla carriera di Giorgio Cè, Maestro cremonese, per anni docente alla scuola internazionale di liuteria e vincitore della medaglia d’oro nella sezione violino alla prima edizione del Concorso Triennale, nel 1976.

"Ciò che ho maggiormente apprezzato dei giurati di quest'anno – osserva il Presidente della Giuria Paolo Salvelli nel corso della cerimonia di premiazione al teatro Ponchielli - è stata la sensibilità con cui hanno compreso lo spirito autentico di questo Concorso. Il giudizio che sono chiamati ad esprimere su ciascuno strumento, infatti, è un giudizio assoluto e non relativo: ciascuna creazione liutaria viene esaminata e valutata per se stessa, senza lasciarsi condizionare dal confronto con le altre.

Ciò comporta un lavoro estremamente scrupoloso ed attento, indispensabile ai fini dell'assegnazione di un premio così ambito: gli strumenti vincitori del Concorso Triennale vengono infatti acquisiti in modo permanente dal Museo del Violino, entrando a far parte di una collezione che dà prestigio alla nostra città in tutto il mondo. Ai capolavori della liuteria del passato vengono così affiancati quelli del futuro, in una continuità storica unica al mondo. L'intenso ed affiatato lavoro della giuria del XIV Concorso Triennale si è tradotto in giudizi sempre omogenei sugli strumenti e nell'assegnazione dei premi all'unanimità".

La mostra degli strumenti vincitori sarà inaugurata domani, giovedì 24 settembre, alle 17 al Museo del Violino e resterà aperta fino all'11 ottobre. Gli esemplari in gara saranno presentati nel Padiglione Andrea Amati, mentre i premiati saranno esposti nelle sale del Museo accanto alle collezioni storiche, per sottolineare il tratto di continuità che lega le botteghe tardo rinascimentali ai laboratori contemporanei. Per quanto il manufatto moderno resti comunque debitore rispetto ai capolavori classici – né potrebbe essere altrimenti in una corretta prospettiva storica – gli strumenti in gara e l’ampia proposta di soluzioni tecniche e formali testimoniano, infatti, come ogni artigiano sappia rileggere l’opera dei grandi Maestri del passato e la assimili attraverso la propria personalità.

Proprio per questo il Concorso Triennale afferma in ogni edizione come la liuteria del ventunesimo secolo non si risolva in semplice manierismo, ma viva una stagione storica assai fruttuosa, dove ogni costruzione, ancorché parta da un archetipo, esprime innegabili caratteri di modernità e innovazione. 

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