Mi chiamo Kyung Seok Park e sono sudcoreano. Non avevo mai pensato a quanto potesse essere dura la vita per le persone con disabilità finché, in seguito a un incidente, non ho sviluppato una forma di paraplegia, ritrovandomi su una sedia a rotelle. Lì ho scoperto che la vita nel mio paese non è solo difficile, ma proprio pericolosa.
Determinato a cambiare le cose, ho iniziato a lottare accanto all’associazione “Solidarietà contro le discriminazioni legate alla disabilità”. Il mio attivismo si è concentrato sui mezzi pubblici, dopo aver letto notizie di persone con disabilità rimaste ferite e addirittura uccise per via di attrezzature non funzionanti nelle stazioni della metro.
Senza una vera svolta, le persone con disabilità continueranno a essere tagliate fuori da tutti gli aspetti della vita pubblica.
Così abbiamo protestato pacificamente, salendo e scendendo dai convogli all’ora di punta, per rendere evidenti le nostre difficoltà nel prendere i mezzi e chiedere un aumento dei fondi pubblici. In risposta abbiamo ottenuto botte e minacce. Io stesso sono stato quasi strangolato dalla polizia e da un dipendente della metropolitana di Seul.
Nonostante tutto questo, non smetterò mai di lottare per i nostri diritti.
Aiutami a fare pressione affinché nessuno venga lasciato indietro.