Sabato, 13 agosto 2022 - ore 04.43

Berlusconi taglia anche per gli italiani all'estero di G.Scigliano

| Scritto da Redazione
Berlusconi taglia anche per gli italiani all'estero di G.Scigliano

Tagli neiconfronti dei COMITES  E del CGIE
A cura delpresidente del Comites di Hannover Giuseppe Scigliano
La crisi che attanaglia l’Italiain questo momento è grave, tanto grave che per contenere le spese, lo Statodovrà inevitabilmente effettuare tagli in ogni direzione.   Di questo siamo e sono cosciente.    D’altra parte non si può non prenderne attoviste anche le note sempre più allarmistiche che i quotidiani riportanogiornalmente commentando i vari tagli proposti dai nostri politici erappresentanti  di governo per farquadrare il cerchio della spesa.  Uncerchio, mi si consenta, che salva tuttavia gli amici, gli amici degli amici ecolpisce indistintamente gli inermi.

Con tanti cantastorie non mimetto a fare proposte su come porre rimedio all’uragano che si sta abbattendosulle strutture del Paese (molte rischiano di essere cancellate), quellestrutture che con difficoltà e superando tanta burocrazia si era riusciti arealizzare.   Ad esser chiari tra noi, lamanovra se non cambia all’ultimo momento, paralizzerebbe così le propriestrutture periferiche:  quale beneficio?il risparmio di un pugno di spiccioli. L’effetto conseguente? la loro compromissione che ne chiederà lasuccessiva chiusura. 
 
Tuttavia, non essendo uneconomista, preferisco tralasciare le considerazioni dell’uomo della strada suquesta arguta manovra economica, per soffermarmi su quanto sta avvenendoall’estero ed in particolar modo sui tagli proposti nei confronti dei COMITES  e del CGIE (- 30 per cento).       Ilmetodo bulgaro è lo stesso, ma il danno è ancor più grave dell’altro.  Infatti, quello che è stato deciso è qualchecosa di molto grave che colpisce duramente gli Organismi di emigrazione, perchési smantellano strutture che hanno tenuto insieme la nostra collettività quandolo Stato non pensava ai problemi degli emigranti ed i Consolati erano il postosalottiero dove noi non entravamo e dai quali non avevamo certo quel confortoche speravamo di avere.
 
Mi rivolgo, quindi, inparticolare ai Comites nei confronti dei quali i tagli annunciati (nell’ultimariunione del CGIE a Roma) non gli consentiranno più di poter far fronte alpagamento delle spese per il mantenimento della sede.    Con essa, in modo ancor più bulgaro e con unmezzo ancora più efficace, si è voluto attuare quelle riforme che alcuniparlamentari avrebbero voluto per riformare i COMITES (con le quali prevedevanotra le altre cose anche quote di giovani e donne tra gli eletti, macro Regionie mega mansioni per i nuovi comitati… etc.).  Ora, senza risorse il problema è risolto alla base: non potremo più farenulla, si cancellano così tutti i compiti previsti dalla legge.   Altro che ampliare o modificare la strutturaper proiettarla verso una visione più moderna, siamo morti, dobbiamo cantaresolamente il de profundis ad una legge che tanto ci è costato per averla.    Grazie, per il Vostro impegno con il qualeavete difeso le nostre speranze future.  

Ma il danno compiuto è ancora piùvasto di quello che si potrebbe pensare. Infatti, i tagli operati mentre da un lato vorrebbero generare economiecolpendo gli Enti gestori a cui si decurtano le risorse del 40% - 50,dall’altro si mantengono servizi il cui costo è ben superiore compiacendo peròi sindacati della scuola pubblica (gli insegnanti di ruolo, circa 330, i cuiassegni di sede ammontano a 18 milioni di euro annui rappresentano ben di piùdei tagli fatti agli italiani all’estero). Nessuno ci ha chiesto suggerimenti e consigli su come e dove effettuarei tagli.   È stato deciso tutto sullanostra testa e noi, che conosciamo benissimo la realtà in cui operiamo (qui siricorda che nell’ambito dell’integrazione il Governo tedesco ha scelto comeinterlocutore l’Intercomites ed i Governi Regionali i Comites), siamo costrettia subire quanto deciso in altri tavoli senza aver la minima possibilità direndere più equa la distribuzione dei pochissimi fondi che arriverannoall’estero.

Se l’intenzione era questa “smantellaretutto il Sistema Italia”  allora sarebbestato più corretto nei nostri confronti che si fosse parlato in modo chiarosenza ipocrisie.  Visto , tra l’altro,che da oltre un anno i nostri Parlamentari sapevano che avremmo dovuto affrontare queste decisioni.
Mi si consenta, infine, unabattuta sui “tagli lineari” secondo i quali le decurtazioni verrannoindistintamente applicate a tutti i Comites, tra cui quello di Hannover cherappresento, non consentendogli di poter sostenere non solo la copertura dellespese per mantenere la propria sede, ma tutta la conseguente attivitàistituzionale.    Poiché la legge cheregola questi organismi parla di finanziamento e non di contributi, chidi dovere dovrebbe rendersi conto che noi abbiamo assunto degli impegni(contratti della sede, del telefono, della luce, con il personale, con leassicurazioni etc.) e gestiamo materiale che appartiene allo Stato italiano (mobili, stampanti, computer etc.) di cui ora non sappiamo cosa farne e comeutilizzarlo.   Quali sono le istruzioni al riguardo?   Chi farà cosa?   Lo decideranno i Consoli o dovremo propornela distruzione autonomamente rischiando una denuncia per distruzione o incuriadi beni dello Stato italiano?

Che in questo momento ci siaovunque caos lo capisco, ma visto che i Vertici hanno deciso, decidano altresìi restanti passi che dobbiamo intraprendere.
Se i COMITES sono organismiinutili, si abbia il coraggio politico di decretarne la chiusura e non in modosubdolo.   Con altrettanta determinazionegli stessi soggetti se ne assumano le responsabilità del caso dando indicazioniai Consoli sul successivo da farsi per chiudere queste strutture rese inutiliin barba alla legge.    Non si parli più dunque di nuove leggi dimodifica e nuovi compiti da mettere sulle spalle dei soliti fessi anche perchél’unica battaglia che vedo all’orizzonte è quella di lottare per avere fondisufficienti per mantenere almeno quello che abbiamo costruito fino a questo momento.

Se è vero quanto affermato dalSenatore Alfredo Mantica: “entro la fine del 2012 si votano i nuovi Comites”,allora che ci spieghi anche con quali soldi verranno finanziate le elezioni edanche con quali risorse i futuri Comitati potranno indire le loro Assemblee.
Chiudo con due quesiti ed unaconsiderazione che dovrebbero porsi i nostri politici ed i NostriAmministratori:
1)È proprio necessario tagliare le risorseall’estero?...
2)Quali potrebbero essere le perdite,anche economiche, che si ritorceranno sull’Italia a causa di questi tagli?
È sicuro il Sen. Mantica che gliitaliani manderanno più i propri soldi in Patria, quelle famose rimesse chetanto contribuirono alla nostra bilancia dei pagamenti, visto che il proprioPaese si è dimenticato ancora una volta e tanto ingiustamente di loro?

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Telefon: +49 511 32 92 96 • Fax: +49 511 328591
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