Lunedì, 27 gennaio 2020 - ore 10.14

Cgil :Decreto insufficiente, ai rider serve il ccnl

La segretaria confederale Cgil Tania Scacchetti critica il provvedimento del governo, che "non chiarisce le ambiguità sulla natura del rapporto" di lavoro. La soluzione è "inserire i ciclofattorini nelle tutele complessive di un contratto nazionale"

| Scritto da Redazione
Cgil :Decreto insufficiente, ai rider serve il ccnl

Cgil :Decreto insufficiente, ai rider serve il ccnl

La segretaria confederale Cgil Tania Scacchetti critica il provvedimento del governo, che "non chiarisce le ambiguità sulla natura del rapporto" di lavoro. La soluzione è "inserire i ciclofattorini nelle tutele complessive di un contratto nazionale"

“La prima tutela minima da garantire ai rider è il diritto a un compenso dignitoso, che non è solo una cifra adeguata, ma il superamento del cottimo puro, del compenso a singola consegna”. A dirlo è la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti, in un’intervista apparsa oggi (mercoledì 25 settembre) sul quotidiano Avvenire: “Altrettanto importante è la questione della sicurezza e della salute del lavoratore. Occorre sicuramente assicurare i rider all’Inail e dare loro copertura previdenziale, ma prevedere la necessaria dotazione di dispositivi individuali di sicurezza, come il casco e le luci. Anche perché in questo segmento di attività il rischio di incidente è alto, con potenziali effetti invalidanti”.

Ma l’elenco delle tutele non finisce certamente qui. “Ci sono il diritto al riposo e la trasparenza del sistema di costruzione del ranking e dell'algoritmo che premia e penalizza i lavoratori, regolando le prestazioni”, continua Scacchetti, sottolineando il “rischio che si alimenti anche una concorrenza spietata fra gli stessi lavoratori per accaparrarsi gli orari e le consegne migliori, fino a fenomeni che potremmo chiamare di ‘autosfruttamento’ fra gli stessi rider”.

La segretaria confederale Cgil giudica “insufficiente” il decreto del governo in materia. “L’unico punto fortemente positivo è l’assicurazione obbligatoria per tutte le tipologie di lavoratori coinvolti”, aggiunge Scacchetti, rimarcando che il provvedimento “non chiarisce le ambiguità sulla natura del rapporto”. Riguardo alla remunerazione, il decreto “prevede una sorta di cottimo parziale, che è negativo”. Per l’esponente sindacale, in conclusione, “la soluzione non può che venire da una vera contrattazione fra le parti, inserendo questi lavoratori nelle tutele complessive di un contratto nazionale”.

 

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