Lunedì, 21 gennaio 2019 - ore 15.36

Cgil Genova, Palermo, Firenze, Catania ,in tutto il paese cresce la protesta contro il decreto Salvini

A Genova, il presidio contro il dl e le politiche del governo in materia di immigrazione dà seguito alle analoghe iniziative di Lecce e Palermo, e all'appello della Cgil al sindaco di Catania. A Firenze tavolo per affrontare il tema dell’accoglienza

| Scritto da Redazione
Cgil Genova, Palermo, Firenze, Catania ,in tutto il paese cresce la protesta contro il decreto Salvini

Cgil Genova, Palermo, Firenze, Catania ,in tutto il paese cresce la protesta contro il decreto Salvini

A Genova, il presidio contro il dl e le politiche del governo in materia di immigrazione dà seguito alle analoghe iniziative di Lecce e Palermo, e all'appello della Cgil al sindaco di Catania. A Firenze tavolo per affrontare il tema dell’accoglienza

Lo scorso 7 gennaio alle ore 18 in piazza De Ferrari, "Genova che osa" insieme ad una ventina di altre associazioni, tra le quali Arci Genova e Liguria, Emergency, Generazione Antigone, Libera, +Europa, l'Unione immigrati senegalesi e la Cgil, ha organizzato un presidio di protesta contro il decreto sicurezza e le politiche del governo in materia di immigrazione. "Alla follia disumana dei porti chiusi del governo rispondiamo con Genova città, aperta città di mare, di scambi, di culture differenti che si incontrano, ma soprattutto di umanità" si legge nell'appello lanciato su Facebook.

La protesta è anche un chiaro messaggio al sindaco Marco Bucci, "che ha deciso, a differenza di altri sindaci, di schierarsi a favore del decreto sicurezza di Salvini. Una scelta - scrivono gli organizzatori della protesta - che contrasta con la storia e l'anima della nostra città". Il Centro studi di Genova che osa, contestualmente alla manifestazione, pubblicherà anche un dettagliato dossier sui migranti nel mondo e, in particolare, a Genova per approfondire il tema e avere uno strumento per elaborare delle politiche di segno nettamente opposto al governo.

Tra l'altro, si è svolto a Palazzo Vecchio di Firenze il tavolo (coordinato dall’amministrazione del Comune) per affrontare il tema dell’accoglienza e di come mantenere un sistema di integrazione efficace per i migranti e i richiedenti asilo. La Cgil fiorentina  ha partecipato - insieme agli altri sindacati e a vari altri soggetti dell’associazionismo, del volontariato, dell’accoglienza - e sottolinea che il modello inaugurato a Firenze è "importante per affrontare le nefaste conseguenze del Decreto. Opporsi a esso è politicamente e giuridicamente essenziale in quanto il provvedimento contrasta con i valori del lavoro (solidarietà, dignità, diritti) e rischia di lasciare in strada senza protezione centinaia di migranti, alimentando rischi per loro e tensioni sociali. Il Decreto sicurezza va contrastato: sindaci e governatori che lanciano l’allarme sulle sue conseguenze hanno ragione, il Governo li ascolti".

Quelle di Genova e Firenze, però, sono solodue delle iniziative di protesta che sono state organizzate negli ultimi giorni per contrastare il cosiddetto decreto Salvini. Il 4 gennaio, a Palermo, c'è stata una manifestazione a sostegno della "scelta coraggiosa” del sindaco Orlando di sospendere in città l'applicazione del decreto. Nonostante il freddo e la pioggia numerosi sono stati i partecipanti al sit-in, nato spontaneamente sui social media: tra loro, oltre alla Cgil, anche esponenti del terzo settore e di associazioni (come Legambiente e Anpi), gruppi studenteschi e semplici cittadini. L’intera Cgil si è schierata con Orlando e con gli altri primi cittadini che in queste ore stanno annunciando un’analoga sospensione nei Comuni che amministrano. “La decisione è un atto dirompente animato da ragioni del tutto condivisibili”, ha spiegato il segretario confederale della Cgil nazionale Giuseppe Massafra, assieme ai segretari della Cgil Sicilia e della Camera del lavoro di Palermo (Michele Pagliaro ed Enzo Campo). Per la Cgil la legge appena varata è “un decreto che cerca di demolire il diritto d'asilo e di consegnare ai privati l'accoglienza, puntando a investire su grandi centri che alimentano corruzione e razzismo e scaricando sui territori costi, disagio e tensioni sociali”. I tre esponenti della Cgil chiedono a tutti gli altri sindaci di prendere posizione verso “una legge sbagliata che si accanisce sui più deboli”.

Sempre il 4 gennaio la Cgil di Catania, giudicando istituzionalmente corretta ed etica la scelta “disobbediente” al decreto sicurezza di Leoluca Orlando, ha chiesto al primo cittadino di Catania, Salvo Pogliese, di prendere in considerazione l’ipotesi di aprire il porto, mettendo da parte eventuali codici di appartenenza politica e valorizzando quella capacità di accoglienza che storicamente appartiene ai catanesi. La scorsa estate il capoluogo etneo è stato teatro di una snervante attesa al porto, a danno dei migranti ospiti della nave Diciotti. Non possiamo dimenticarlo. Ora è il governo della città che può e deve fare scelte precise", aggiunge il sindacato.

Due giorni dopo, il 6 gennaio, è stata la volta di Lecce, con un corteo per ribadire il "no" al decreto sicurezza. Sotto lo slogan "Sicuri di essere umani", alla manifestazione indetta da numerose associazioni per protestare contro il provvedimento emanato dal governo, oltre alla Cgil, l'iniziativa  ha raccolto l'adesione di numerose associazioni (Link, Uds, Caritas, Coop. Rinascita, Rete Antirazzista, Casa della Carità, Gus, Arcigay, Philos, Arci Lecce, missionari Comboniani, LeA, Lecce Bene Comune, Casa delle Donne, Insegnanti Cpia, Agedo, Anpi, Amis Onlus, Pax Christi), dei vescovi di Nardò, Ugento e Lecce, dei sindaci dei Comuni di Lecce, Caprarica, Copertino, Andrano e Trepuzzi, dell'Unione dei Comuni della Grecia Salentina. La manifestazione è stata aperta dalla rappresentazione teatrale "Cavalieri erranti" a cura del Teatro Koreja. Numerosi gli interventi di amministratori locali, parroci, rappresentanti delle organizzazioni no-profit, associazioni studentesche e sigle locali.

Fonte : rassegna sindacale

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