Mercoledì, 26 giugno 2019 - ore 15.47

Contrasto al bracconaggio sul Po: Piacenza, Lodi, Cremona e Pavia insieme

Verrà redatto un protocollo di intesa per la vigilanza congiunta fra le quattro Province

| Scritto da Redazione
Contrasto al bracconaggio sul Po: Piacenza, Lodi, Cremona e Pavia insieme

Si è tenuto in data odierna, nella sede dell’Amministrazione Provinciale di Lodi, l’incontro congiunto tra le Province di Lodi, Piacenza, Cremona e Pavia sul contrasto e contenimento dei fenomeni di bracconaggio nei corsi d’acqua dei rispettivi territori e in particolare nel fiume Po, letteralmente saccheggiati da bracconieri anche attraverso strumenti tipici dei pescatori di professione. All’incontro erano presenti per Lodi il Presidente Soldati, per Piacenza il Presidente Rolleri, per Cremona il Presidente Vezzini e per Pavia il Comandante della Polizia Provinciale. Presenti anche le Polizie Provinciali di Lodi e Cremona.

L’incontro ha preso in esame i regolamenti sulla pesca delle rispettive Province, verificandone il sostanziale allineamento sul piano generale, registrando altresì il cambiamento normativo che investe le Province, e che nello specifico, sulla sponda emiliana, ha già visto le competenze sull’ittico venatorio passare alla Regione dal 1° gennaio 2016, mentre sulla sponda lombarda ciò avverrà a partire dal 1° aprile 2016.

Ciò rappresenta il primo elemento sul quale costruire un allineamento tra le due sponde del fiume Po, anche in considerazione del recente provvedimento che la Regione Emilia-Romagna (in data 14/3) ha emesso per la limitazione della pesca, vietandola nelle ore notturne su tutta l’asta del Po di sua competenza. Sulla scorta di tale riflessione, si è stabilito che le Province di Lodi, Cremona e Pavia scriveranno congiuntamente a Regione Lombardia affinché, in vista dell’imminente passaggio della delega, venga adottato provvedimento analogo, in modo tale da affrontare il problema con modalità simili tra Regioni confinanti.

Importante l’intesa raggiunta sulla vigilanza ittico-venatoria, una competenza che invece permarrà in carico alle Province e che le accomuna seppur su sponde diverse. La Provincia di Lodi si è presa l’impegno per la stesura di un protocollo d’intesa che preveda l’organizzazione della vigilanza in modo congiunto tra le quattro Province, condividendo mezzi e uomini, in modo tale da presidiare al meglio il territorio.

«Salvaguardare l’ecosistema dei fiumi – sottolinea il Presidente Rolleri – ci ha spinto ad affrontare in maniera sinergica il grave problema rappresentato dal bracconaggio, mettendo in atto tutte le possibili azioni per contrastare questo fenomeno condividendo le risorse che ciascuna Provincia è in grado di metter in campo. Aggiungo inoltre quanto importante sia stata fino a oggi e continuerà a esserlo per il nostro territorio, la collaborazione con le Guardie Ittiche Volontarie delle associazioni piscatorie coordinate dalla Polizia Provinciale. A oggi contiamo sulla collaborazione di circa 150 guardie alle quali se ne andranno ad aggiungere altre che diverranno operative a breve».

«La scelta di organizzare in modo congiunto – spiega Il Presidente della Provincia di Lodi Soldati – condividendo mezzi e uomini, è una prima risposta per provare a presidiare al meglio il territorio, comunque con la consapevolezza che serve anche dell’altro. A tal fine le quattro Province hanno condiviso l’obiettivo di formare nuove guardie volontarie piscatorie, dandosi mandato affinché vengano organizzati specifici corsi, condividendo le professionalità presenti nei rispettivi enti per le docenze necessarie all’obiettivo».

In conclusione e proprio sulla base di quanto previsto per la formazione di nuove guardie volontarie, tutti i presenti hanno segnalato l’importanza e la gratitudine nei confronti dei pescatori e degli appassionati che svolgono la loro attività nel rispetto dell’ambiente e delle regole e che con la loro presenza assicurano un fondamentale presidio del territorio e una preziosa collaborazione alle Istituzioni.

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