Giovedì, 16 aprile 2026 - ore 20.39

(CR) Campus Poli Interviste a Vittoria Malaman e Guido Giuseppe Pace

In queste due interviste i due laureandi raccontano le motivazioni che li hanno portati a scegliere il loro percorso di studi.

| Scritto da Redazione
(CR) Campus Poli Interviste a   Vittoria Malaman  e Guido Giuseppe Pace

Intervista a Vittoria Malaman, laureanda in Music and Acoustic Engineering – track Acoustic

Ciao Vittoria, complimenti per questo traguardo raggiunto!

 Come hai saputo di questa Laurea Magistrale in Music and Acoustic Engineering e quali sono le motivazioni che ti hanno portato a sceglierla?

 Avendo fatto anche la triennale al Politecnico a partire al 2017, ho assistito da vicino alla nascita del corso in Music and Acoustic Engineering.

Parallelamente al corso di laurea triennale, ho frequentato anche il Conservatorio. Dopo il conseguimento del diploma e della laurea, la magistrale in Music and Acoustic mi sembrava un compromesso perfetto per il proseguimento dei miei studi

 Tu hai seguito l’orientamento Acoustic, quali sono stati i corsi che ti hanno appassionato maggiormente?

 I corsi di indirizzo, quindi fundamentals of acoustics e vibration analysis and vibroacoustics.

 In base alla tua esperienza, la preparazione di alcuni esami è più efficace se fatta in gruppo?

 Posso dire con certezza che, soprattutto durante questa magistrale, il lavoro in gruppo è stato fondamentale. Arrivando quasi tutti da percorsi diversi, poter condividere in gruppo le singole attitudini ci ha consentito di ottenere ottimi risultati.

 Ti sei trasferita da Rosolina per iscriverti al Politecnico di Milano, ti sei ambientata facilmente?

 Mi sono trasferita a Milano subito dopo il liceo e, dopo un primo periodo di adattamento, sono riuscita ad allineare i miei ritmi a quelli di una città così grande. Addirittura, il passaggio a Cremona per la magistrale è stato difficile all’opposto: abituata ad una metropoli, ritrovare un ambiente così piccolo al confronto, è stato molto complicato.

 Su quale tema hai sviluppato la tua tesi?

 La mia tesi tratta l’utilizzo di locally resonant metamaterials (metamateriali localmente risonanti) per l’attenuazione di vibrazioni nel pavimento dei treni ad alta velocità.

 Ora dopo il conseguimento del titolo, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

 Inizierò un dottorato in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano. Continuerò ad occuparmi, tra le altre cose, dello studio dei metamateriali (argomento principale della mia tesi).

 Ti salutiamo chiedendoti: che consiglio daresti a chi deve scegliere oggi il suo percorso universitario?

Penso che consiglierei di prendersi del tempo per decidere con minor fretta possibile e, in caso di dubbi/perplessità, di non esitare a contattare studenti già iscritti per confrontarsi e chiedere un loro parere, senza alcun imbarazzo nel chiedere qualsiasi cosa.

Sono convinta che il punto di vista di chi è più avanti in un percorso universitario sia uno strumento molto prezioso per l'aiuto nella scelta. Questo vale a maggior ragione per il corso di MAE, dove ho sempre incontrato persone estremamente disponibili a condividere la loro personale esperienza.

 Grazie e ancora congratulazioni! In bocca al lupo per la tua carriera futura!

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 Intervista a Guido Giuseppe Pace, laureando in Agricultural Engineering

Ciao Guido, complimenti per questo traguardo raggiunto!

Stai per concludere brillantemente il Corso di Laurea Magistrale in Agricultural Engineering, quali sono le motivazioni che ti hanno portato a fare questa scelta?

Dopo la laurea triennale in Scienze Agrarie, ero alla ricerca di una magistrale che mi permettesse di unire le mie conoscenze agronomiche con validi strumenti quantitativi e ingegneristici. Ho valutato diverse opzioni, sia in Italia che all'estero, e alla fine la scelta è ricaduta sul corso di Agricultural Engineering, di cui ero venuto a conoscenza tramite un amico.

Sei soddisfatto di questo corso di studi? lo consiglieresti?

Tornassi indietro al 2022 penso che rifarei la stessa scelta e mi iscriverei di nuovo ad Agricultural Engineering. Consiglierei il corso a tutti i laureati in Scienze Agrarie che vogliano acquisire un profilo ibrido, per entrare nell'ambito dell'agricoltura 4.0.

 Come è stato frequentare l'università a Cremona?

A Cremona, in classe, e in particolare al collegio San Luca, ho trovato un ambiente e delle persone incredibili, con cui condividere il mio percorso. Penso che questo abbia fatto una grande differenza nel modo in cui ho vissuto l'università, consentendomi di dare il massimo.

Inoltre, l'ambiente che si respira in città è davvero interessante e permette di conoscere persone con percorsi molto diversi, come gli studenti del Conservatorio e dell'Università Cattolica.

 4 Quali esami hanno segnato maggiormente il tuo percorso di studi?

I primi esami di certo non li scorderò facilmente, l'impatto con il mondo dell'ingegneria è stato piuttosto brusco, ma sono stati fondamentali per creare una "cassetta degli attrezzi" da usare nei semestri successivi.

Una caratteristica comune a quasi tutti i corsi è stata la continua scoperta di ambiti nuovi, di cui prima non ero a conoscenza. Solo per citarne alcuni: i linguaggi di programmazione, controlli automatici e machine learning.

 Hai svolto il tirocinio e la tesi presso Innovo Renewables S.p.A. a Milano, di cosa ti sei occupato?

Da Innovo, mi sono occupato di agrivoltaico, un approccio innovativo alle fonti di energia rinnovabile, che prevede la coesistenza di moduli fotovoltaici e attività agricole.

In particolare, ho quantificato la luce effettivamente disponibile per le colture in campo e gli impatti economici sia della componente energetica sia della parte agricola degli impianti agrivoltaici.

 Che progetti hai per il futuro?

Dopo il tirocinio mi è stato offerto un contratto per rimanere in azienda. Ho accettato molto volentieri, poiché da Innovo ho trovato un ambiente giovane, stimolante e accogliente, in un ambito lavorativo mai così attuale come oggi.

Ti salutiamo chiedendoti se dovessi descrivere questo percorso universitario con 3 aggettivi, quali sceglieresti e perché?

Direi: innovativo, stimolante, e poliedrico.

Innovativo, per il punto di vista unico con cui vengono trattate le tematiche relative al mondo agricolo.

Stimolante, per i vari profili e le sei diverse nazioni di provenienza degli studenti del corso.

Poliedrico, per le numerose sfaccettature che compongono il corso di studi, dalle energie rinnovabili, all'irrigazione di precisione, fino all'automazione delle attività agricole.

 Grazie e ancora congratulazioni! In bocca al lupo per la tua carriera futura!

 

 

 

 

 

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