Domenica, 21 giugno 2026 - ore 12.27

Crema, appello del Comitato per il No alla Riforma Costituzionale

La presentazione si è tenuta questa mattina presso il Palazzo Comunale a Crema

| Scritto da Redazione
Crema, appello del Comitato per il No alla Riforma Costituzionale

«L’attuale governo, con l’appoggio di una maggioranza parlamentare ottenuta con una legge dichiarata incostituzionale, dopo avere fatto approvare la nuova legge elettorale (detta Italicum) a tappe forzate e senza il rispetto delle prassi parlamentari, con lo stesso sistema pretende di cambiare la Costituzione modificando profondamente il volto della Repubblica»: così il Comitato Cremasco per il No alla Riforma Costituzionale. «Combinate con la nuova legge elettorale, le modifiche costituzionali: comportano lo stravolgimento della democrazia rappresentativa; concentrano il potere nelle mani del governo e di chi lo guida attribuendo a un unico partito – che potrebbe anche essere espressione di una ristretta minoranza di elettori – potere esecutivo e potere legislativo; condizionano l’elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte. Costituzionale e dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, organi di garanzia e di controllo fondamentali per la vita della democrazia costituzionale. Noi cittadini e cittadine cremasch@ chiediamo e ci impegniamo per: valorizzare l’enorme potenziale di democrazia e giustizia che è tuttora capace di sprigionare e indirizzare la Costituzione italiana che ha garantito pace e convivenza civile al nostro popolo; rinnovare la politica e gli stessi soggetti del sistema politico italiano perché siano all’altezza degli impegni e degli orientamenti contenuti nella nostra Carta Costituzionale; sviluppare un maggiore e diffusa responsabilità dei cittadini nei confronti della propria comunità e dello Stato attraverso più democrazia partecipata e meno democrazia delegata; difendere e salvaguardare, pur nel variare delle forme di esercizio, due fondamentali conquiste della democrazia moderna: l’uguaglianza e la libertà di voto di ogni cittadino e la sovranità popolare; favorire la democratizzazione del potere e la sua diffusione attraverso una riforma dello Stato e delle sue articolazioni locali e regionali che non vanno penalizzate, ma riordinate e salvaguardate nei propri livelli di autonomia; un modello di governabilità che sia ottenuto attraverso la costruzione di un reale e diffuso consenso sociale, attraverso il rispetto del pluralismo di tutti gli attori», concludono dal Comitato.

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