Martedì, 20 agosto 2019 - ore 11.55

Crema La SCRP può avere un futuro di Antonio Agazzi

SCRP ha svolto, negli scorsi anni, un importante ruolo propulsivo e di collante nel territorio cremasco, in riferimento a molti servizi e gestioni di asset patrimoniali.

| Scritto da Redazione
Crema La SCRP può avere un futuro di Antonio Agazzi

Crema La SCRP può avere un futuro di Antonio Agazzi

SCRP ha svolto, negli scorsi anni, un importante ruolo propulsivo e di collante nel territorio cremasco, in riferimento a molti servizi e gestioni di asset patrimoniali.

Con la dismissione in corso di completamento di quasi tutti i servizi storici e dei principali assets (cessione SCCA – teleriscaldamento, esternalizzazione servizi svolti da SCS SL e sua messa in liquidazione, dismissione di Biofor, cessione degli assets idrici a Padania Acque, riduzione della quota in LGH a poco piu’ del 4% al servizio della partnership LGH-A2A) SCRP sta attraversando una difficile ma tutto sommato ben guidata fase di transizione verso il futuro.

Quale futuro?

Continuare a gestire i servizi e gli assets patrimoniali residui ma non meno importanti (Consorzio.it, sistema varchi, canile, impianti fotovoltaici, piattaforme rifiuti, LGH …) e continuare a essere il braccio operativo dell’Area Omogenea Cremasca, per gli ulteriori  servizi pubblici e gli investimenti che i sindaci dell’area omogenea decideranno di affidare alla loro società .

Quali servizi e investimenti? A  titolo di esempio:

  • la centrale unica di committenza;
  • l’attività di controllo dei servizi pubblici esternalizzati (un obbligo e un dovere per tutti i comuni), sia a fini di verifica del rispetto dei contratti/concessioni, sia per assicurare qualità e miglioramento continuo degli stessi;
  • l’affidamento di servizi delle cosiddette funzioni associate da parte dei Comuni;
  • investimenti nelle infrastrutture sovracomunali, sia fisiche che digitali (tra queste la caserma dei vigili del fuoco), ecc.

L’opportunità di avvalersi di SCRP per questi servizi e investimenti non andrebbe sottovalutata, in termini di capacità di progettualità, di sinergie, di infrastrutture e servizi cui il singolo Comune non potrebbe accedere (pensiamo a tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali); in definitiva un’opportunità di far crescere l’Area Omogenea Cremasca e di migliorare i servizi ai cittadini

Cosa servirebbe?

  • Coesione dei Sindaci nel fornire indirizzi e sostegno;
  • un Piano strategico che indirizzi le nuove necessità;
  • un’efficace Governance della società e una leadearship competente (nella conduzione della società, ma anche nella gestione dei rapporti con i sindaci, che sono al contempo soci e principali utenti dei servizi);
  • riqualificazione del personale, in coerenza con la mission assegnata alla società;
  • rapporti efficaci di rete sul territorio.

Il danno più grande?

Disperdere il cospicuo patrimonio di conoscenze e competenze accumulate, facendo prevalere il ‘cupio dissolvi’, come paiono aver deciso di fare alcuni irresponsabili Sindaci pro tempore.

Antonio Agazzi, Capo Gruppo di Forza Italia in Comune a Crema

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