Crema La SCRP può avere un futuro di Antonio Agazzi
SCRP ha svolto, negli scorsi anni, un importante ruolo propulsivo e di collante nel territorio cremasco, in riferimento a molti servizi e gestioni di asset patrimoniali.
Con la dismissione in corso di completamento di quasi tutti i servizi storici e dei principali assets (cessione SCCA – teleriscaldamento, esternalizzazione servizi svolti da SCS SL e sua messa in liquidazione, dismissione di Biofor, cessione degli assets idrici a Padania Acque, riduzione della quota in LGH a poco piu’ del 4% al servizio della partnership LGH-A2A) SCRP sta attraversando una difficile ma tutto sommato ben guidata fase di transizione verso il futuro.
Quale futuro?
Continuare a gestire i servizi e gli assets patrimoniali residui ma non meno importanti (Consorzio.it, sistema varchi, canile, impianti fotovoltaici, piattaforme rifiuti, LGH …) e continuare a essere il braccio operativo dell’Area Omogenea Cremasca, per gli ulteriori servizi pubblici e gli investimenti che i sindaci dell’area omogenea decideranno di affidare alla loro società .
Quali servizi e investimenti? A titolo di esempio:
- la centrale unica di committenza;
- l’attività di controllo dei servizi pubblici esternalizzati (un obbligo e un dovere per tutti i comuni), sia a fini di verifica del rispetto dei contratti/concessioni, sia per assicurare qualità e miglioramento continuo degli stessi;
- l’affidamento di servizi delle cosiddette funzioni associate da parte dei Comuni;
- investimenti nelle infrastrutture sovracomunali, sia fisiche che digitali (tra queste la caserma dei vigili del fuoco), ecc.
L’opportunità di avvalersi di SCRP per questi servizi e investimenti non andrebbe sottovalutata, in termini di capacità di progettualità, di sinergie, di infrastrutture e servizi cui il singolo Comune non potrebbe accedere (pensiamo a tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali); in definitiva un’opportunità di far crescere l’Area Omogenea Cremasca e di migliorare i servizi ai cittadini
Cosa servirebbe?
- Coesione dei Sindaci nel fornire indirizzi e sostegno;
- un Piano strategico che indirizzi le nuove necessità;
- un’efficace Governance della società e una leadearship competente (nella conduzione della società, ma anche nella gestione dei rapporti con i sindaci, che sono al contempo soci e principali utenti dei servizi);
- riqualificazione del personale, in coerenza con la mission assegnata alla società;
- rapporti efficaci di rete sul territorio.
Il danno più grande?
Disperdere il cospicuo patrimonio di conoscenze e competenze accumulate, facendo prevalere il ‘cupio dissolvi’, come paiono aver deciso di fare alcuni irresponsabili Sindaci pro tempore.
Antonio Agazzi, Capo Gruppo di Forza Italia in Comune a Crema



