Ciao Ilenia,
complimenti per questo traguardo raggiunto!
1. Cosa ti ha portata a scegliere il corso di Agricultural Engineering a Cremona, dopo una laurea in Ingegneria Meccanica?
Ho scelto questo corso perché ho capito che non volevo sfruttare le mie competenze, raggiunte dopo la laurea triennale in ingegneria, per qualcosa che non avesse uno scopo etico o ambientale. L’agricoltura e la produzione alimentare per me hanno un valore in più rispetto ai motori e alle macchine, producono cibo per consentire la vita all’uomo. Inoltre, sono sempre stata legata alla natura e l’idea di lavorare nella natura mi ha motivato ancora di più nell’intraprendere questo percorso.
2. Per frequentare il Politecnico di Milano hai lasciato Palermo, come ti sei ambientata nella vita universitaria a Cremona? Hai trovato un ambiente accogliente?
A Cremona ho trovato un ambiente molto accogliente e a misura d’uomo. Nel contesto di un’università come quella di Cremona fare amicizia è stato molto più facile rispetto a Milano, dove ho frequentato la triennale. L’università era per me una seconda casa, volti familiari, chiacchere con il personale, tanti amici.
3. C’è qualche metodo di studio o organizzazione del tempo che ti senti di consigliare a chi sta per affrontare questo corso di laurea?
Sicuramente se non si è esperti in agricoltura ma più in ingegneria, concentrarsi sull’apprendere le cose essenziali delle scienze agronomiche presentate nei corsi, anche con propri approfondimenti personali può aiutarti nel costruirti un percorso più completo. Consiglio anche di non perdere mai le visite e i progetti extracurriculari organizzati dall’università per questo corso di studi, ed essere sempre curiosi.
4. Hai avuto modo di partecipare ad attività extracurriculari, associazioni o progetti legati al tuo corso di studi?
Sì, ho partecipato al passion in action sul digestore anaerobico costruito in piccola scala per trasformare rifiuti organici in biometano.
5. Come descriveresti il tuo rapporto con i compagni di corso? Ci sono stati momenti di confronto o collaborazione particolarmente utili?
Sì, abbiamo raggiunto questo traguardo insieme, sempre aiutandoci e confrontandoci. In particolare, ho studiato insieme con le persone con cui ho trovato più sintonia, ma posso dire di aver voluto bene a tutti i miei colleghi.
6. Puoi raccontarci brevemente di cosa parla la tua tesi e cosa ti ha affascinata di questo tema?
La mia tesi parla di produrre il riso nei Paesi Bassi per rivalutare le torbiere come stoccaggio di carbonio; tesi condotta a Wageningen University & Research. Mi ha affascinato l’idea che prima di tutto volessero proprio me per farlo, anche perché avevo fatto un progetto sul riso per un esame. L’idea di fare qualcosa per salvaguardare ecosistemi e ridurre l’inquinamento ambientale ha anche molta importanza per me.
7. Quali sono i tuoi progetti o sogni per il futuro, magari legati all’ingegneria agricola?
Progetti concreti: sto lavorando nell’industria alimentare perché voglio fare esperienza di tutta la filiera alimentare dall’agricoltura alla produzione. In futuro il mio sogno è di produrre qualcosa di mio: avere un’azienda alimentare con produzione agricola.
8. Ti salutiamo chiedendoti se dovessi descrivere questo percorso universitario con 3 aggettivi, quali sceglieresti e perché?
Impegnativo: l'università richiede dedizione, costanza e spesso ti spinge oltre i tuoi limiti. Ci sono stati momenti di studio intenso, progetti complessi ed esami sfidanti.
Trasformativo: sono entrata come una persona e sono emersa con nuove competenze e una comprensione più profonda del mondo, pronta per intraprendere il mio prossimo capitolo con più chiaro in mente ciò che mi appassiona.
Dinamico: i programmi di studio si aggiornano, le metodologie didattiche possono cambiare, e tu stesso ti adatti, ti metti in gioco.
Grazie e ancora congratulazioni! In bocca al lupo per la tua carriera futura!



