Sabato, 18 aprile 2026 - ore 10.42

Cremona Campus Poli Intervista a Nicolò Grassiccia

Ciao Nicolò, complimenti per questo traguardo raggiunto!

| Scritto da Redazione
Cremona Campus Poli Intervista a Nicolò Grassiccia

Ciao Nicolò,

complimenti per questo traguardo raggiunto!

1. Dalla Sicilia a Cremona per studiare Ingegneria Gestionale, è stato difficile ambientarti?

Beh, il cambiamento è stato sicuramente significativo! Anche se ormai da diversi anni risiedo in provincia di Varese, rientro comunque tra i famosi “fuorisede”. L’idea di trasferirmi a Cremona, lontano da amici, parenti e dalle mie abitudini e comfort, inizialmente mi ha spaventato. Tuttavia, ambientarmi si è rivelato più semplice e naturale del previsto: ho incontrato tanti ragazzi e ragazze nella mia stessa situazione, un po’ spaesati ma anche desiderosi di mettersi in gioco. Ci siamo sostenuti a vicenda fin da subito. Ho poi scoperto cosa significa vivere lontano dai propri genitori per la prima volta: cucinare, stirare, occuparsi della casa in ogni aspetto. Per fortuna ho avuto al mio fianco dei coinquilini che vivevano le mie stesse sfide, e questo ci ha permesso di creare un legame molto forte. 

2. Hai trovato una comunità o gruppo con cui hai legato e ti ha fatto sentire a casa? 

Sì, sin dal primo giorno ho trovato ragazzi e ragazze con cui parlare, condividere il tempo e supportarci a vicenda. Ricordo ancora il primo giorno di università: tutte le matricole riunite in aula magna, tutti curiosi ma anche molto agitati, pronti a scoprire ogni aspetto della nuova avventura. E da quel giorno in poi abbiamo iniziato a legare sempre di più, formando un gruppo unito e affiatato. Ci frequentavamo sia in università, affrontando insieme lunghe ed impegnative sessioni di studio, che al di fuori, organizzando aperitivi, momenti di svago e persino qualche breve vacanza. È stato fondamentale per sentirmi a casa, anche lontano da casa. 

3. Quali sono le materie che ti hanno appassionato di più durante il corso? 

Uno degli aspetti più belli di Ingegneria Gestionale è sicuramente la sua multidisciplinarietà: da un lato le materie scientifiche, che mi accompagnano sin dai tempi del liceo, dall’altro le discipline gestionali, che sono state una piacevole e stimolante scoperta. Un corso che mi ha particolarmente colpito è stato Metodi di Ottimizzazione della Ricerca Operativa, non solo perché l’esame orale si è tenuto il 24 luglio, in piena estate, quando caldo e voglia di mare erano al massimo, ma anche perché mi ha permesso di vedere gli strumenti matematici sotto una nuova luce, applicandola in modo pratico e strategico. Mi ha inoltre fatto scoprire nozioni argomenti del tutto nuovi e affascinanti. Tanti altri corsi mi hanno appassionato: Gestione e Organizzazione Aziendale, Gestione dei Sistemi Logistici e Produttivi, Gestione Ambientale d’Impresa e delle Energie Rinnovabili, ma anche le più impegnative Analisi 1, Analisi 2 e Fisica, veri e propri scogli che, una volta superati, regalano una grande soddisfazione. 

4. Com’è cambiato il tuo modo di pensare grazie a questi studi? 

Senza dubbio è cambiato in meglio. Il percorso in Ingegneria Gestionale mi ha aiutato ad aprire la mente e ad affrontare problemi e situazioni da prospettive diverse, sviluppando un pensiero più critico, analitico e flessibile. Ogni esame, ogni progetto e ogni sfida mi hanno insegnato che non esiste una sola strada per arrivare a una soluzione, ma che saper osservare da più angolazioni è spesso la chiave per risolvere le difficoltà. Grazie a questi studi ho affinato il mio metodo di studio: più strutturato, più efficace, ma anche più consapevole. Ho imparato a gestire il tempo, a organizzare le informazioni in modo strategico e ad affrontare con maggiore serenità anche gli ostacoli più complessi. È una crescita che va ben oltre le nozioni, e che mi porterò dietro anche nel futuro professionale. 

5. Per svolgere il tuo project work hai effettuato uno stage presso l’azienda SPM SPA, come ti sei trovato? Di cosa ti sei occupato?

L’esperienza del Project Work mi ha entusiasmato sin dal primo momento in cui ne ho sentito parlare perché avevo davvero voglia di “mettere le mani in pasta”! In SPM S.p.A. ho trovato un ambiente di lavoro dinamico e stimolante: vi sono presenti sia figure con grande esperienza sia giovani come me, desiderosi di mettersi in gioco e affrontare nuove sfide. Durante il tirocinio ho avuto l’opportunità di esplorare una delle tante strade che un ingegnere gestionale può intraprendere: mi sono occupato dello studio di un prodotto dell’azienda, con l’obiettivo di individuare soluzioni per ridurre gli scarti e i tempi di setup. Questo mi ha permesso di sfruttare le nozioni intraprese in diversi corsi, come quelli citati precedentemente, ma anche corsi come Tecnologia Meccanica e Qualità e Probabilità e Statistica. 

6. Alla luce anche di questa esperienza, pensi che il tuo percorso di studi ti abbia preparato per il mondo del lavoro? 

Assolutamente sì! Il percorso universitario, e in particolare l’esperienza del Project Work, mi hanno fornito una preparazione completa e concreta. Ho potuto vedere applicate nella realtà molte delle nozioni apprese durante i corsi universitari, riscontrando quanto siano realmente utili in ambito lavorativo. Ma non solo: ho avuto l’opportunità di osservare da vicino il funzionamento di un’azienda, le sfide che affronta ogni giorno e l’importanza della collaborazione tra colleghi e con soggetti esterni. Questa esperienza mi ha permesso di sviluppare una visione più chiara e consapevole del mondo del lavoro, che ora mi appare meno astratto e sicuramente molto più familiare. 

7. Che programmi hai per il futuro? 

A settembre inizierà per me una nuova avventura: la laurea magistrale! Continuerò il mio percorso di studi nell’ambito gestionale, rimanendo all’interno del Politecnico di Milano, una realtà a cui mi sono molto affezionato in questi tre anni. Sarà anche un cambiamento importante dal punto di vista personale, perché mi trasferirò da Cremona a Milano. Lascio con un po’ di dispiacere una città che mi ha accolto e dato tanto: Cremona resterà sempre un punto fermo nel mio percorso, la “città delle tre T” che mi ha accompagnato nella crescita e che porterò con me, anche nella nuova fase che sta per cominciare. Avrò inoltre la possibilità di svolgere un periodo di cinque mesi all’estero, in particolare in Belgio, grazie ai programmi di mobilità internazionale offerti dal Politecnico di Milano. Sarà per me la prima avventura così duratura in un altro Paese: le emozioni sono tante, dall’ansia della partenza alla voglia di scoprire nuovi luoghi, persone e culture. E sono sicuro che sarà un’opportunità molto grande per crescere e arricchire il mio bagaglio personale.

8. Ti salutiamo chiedendoti se c'è un momento particolarmente significativo di questi tre anni che ricordi con piacere e che vuoi condividere. 

Di momenti significativi ne ho vissuti tanti, e sceglierne solo uno non è facile. Ma se devo proprio indicarne uno, penso subito a un ricordo recente: il momento successivo all’ultimo esame della triennale. Ero con i miei amici, e appena abbiamo scoperto di aver superato anche quell’ultima prova, ci siamo lasciati andare a un grande, anzi grandissimo sospiro di sollievo. Finalmente ce l’avevamo fatta! In quel momento eravamo stanchi, certo, dopo tre anni così intensi… ma anche pieni di orgoglio, gratitudine e una felicità immensa. È stato un attimo di consapevolezza condivisa: tutto l’impegno, le giornate di studio, i piccoli sacrifici e le difficoltà erano serviti. Ed è un ricordo che porterò sempre con me. 

Grazie e ancora congratulazioni! In bocca al lupo!

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