I Giovani a Confronto delle categorie economiche (Ance, Anga, Coldiretti, Ordine Commercialisti, Cna, Confcommercio, Confindustria, Libera Artigiani Crema, Ordine Ingegneri), in maniera unitaria manifestano la loro preoccupazione per la riforma delle autonomie. In un documento ufficiale richiamano all’importanza di garantire, in una logica di equilibrio e armonizzazione, l’identità dei territori e la quiete sociale e il senso di appartenenza dei nuovi ambiti amministrativi. I Giovani imprenditori rimarcano anche l’urgenza di una riforma che deve essere un’occasione per continuare il processo di semplificazione che la Regione Lombardia sta portando avanti a favore di chi produce valore e richiamano l’importanza di un Ente intermedio tra Regione e Comuni cui affidare la pianificazione delle strategie di sviluppo rafforzando le relazione fra le diverse funzioni, quali infrastrutture, scuole, università e centri di ricerca ma anche di temi particolarmente rilevanti sul piano socioeconomico (es. crisi aziendali, cluster e distretti produttivi ecc.).
Alla riforma i Giovani imprenditori guardano comunque con fiducia, convinti che questo percorso di revisione istituzionale debba essere per le Aree Omogenee e le Aree Vaste un’occasione di crescita. Un obiettivo che si può raggiungere solo rafforzando e valorizzando le specificità economiche e le eccellenze distrettuali. Quasi a lanciare un appello alla politica, le forze dell’economia invitano a una maggiore coesione, convinti che mai come ora i territori siano chiamati a un forte protagonismo nel definire il proprio futuro e richiamano l’attenzione sui rischi di visioni troppo autoreferenziali, del tutto distanti dal contesto con cui siamo chiamati a confrontarci. Solo condividendo le nuove geografie territoriali e sostenendole con una sinergia forte tra tutte le forze della società possiamo raggiungere gli obiettivi che insieme vorremo darci.
Per i Giovani a Confronto è fondamentale (e non negoziabile) che la riforma del sistema delle autonomie valuti criteri di aggregazione e non di separazione. Suggeriscono che nel definire l’Area Vasta siano da studiare modelli differenti da quelli del sistema sanitario. Si devono insomma valutare criteri legati alla competitività dei territori e comunque già più propriamente delineati su regole di omogeneità e attrattività.
Ritengono che, nelle nuove Aree Vaste vada valorizzato il protagonismo delle Aree Omogenee secondo un principio di equità tra i diversi territori, che deve essere riconfermato anche nella govenance. In particolare, per quanto riguarda la provincia di Cremona richiamano all’importanza (peraltro coerente con la attualità politica e amministrativa) di dare vita ad Aree Omogenee, con coordinamento dei comuni maggiori) del Cremasco, del Cremonese e del Casalasco. I Giovani imprenditori, coerentemente con l’obiettivo regionale di creare cantoni di sostanziale omogeneità, per quanto riguarda la Provincia di Cremona, ritengono come soluzioni da approfondire e comunque percorribili: un’Area Vasta corrispondente agli attuali confini amministrativi della provincia, come d’altronde previsto per Pavia, Brescia e Bergamo, che tuttavia presenti un modello di gestione rinnovato ed efficiente. In particolare si prevede che la governance sia costituita dai Sindaci dei tre Comuni principali che devono essere riferimento dell’Aree Omogenee del Cremasco, del Cremonese e del Casalasco; un cantone Cremona-Lodi come soluzione utile a evitare l’ampliamento eccessivo dell’area metropolitana ma anche come occasione di un cantone con dimensioni territoriali meglio gestibili. Risulta strategica la presenza di poli di ricerca legati all’agroalimentare per i quali sarebbe auspicabile una più forte interazione. Zone omogenee per la governance: Lodi-Crema-Cremona e Casalmaggiore; un cantone Cremona-Lodi-Mantova, ipotesi che meglio corrisponde alla definizione di Valle Padana, riconoscendo la vocazione agricola e agroindustriale del sud della Lombardia. La stessa area per altro risulta già coinvolgere distretti sul piano industriale (siderurgica e meccanica, cosmetica, del latte e derivati). Sul piano culturale e turistico si rileva una forte concentrazione dei luoghi patrimonio dell’Unesco, così come la presenza del sistema turistico Po di Lombardia. Zone Omogenee: Lodi-Crema-Cremona-Casalmaggiore-Alto Mantovano-Gonzaga-Mantova e medio mantovano.



