Domenica, 26 giugno 2022 - ore 22.36

Cremona Pianeta Migrante. Bija, noto trafficante libico, incaricato ad addestrare i guardacoste.

Per Onu e Interpol, Bija è uno dei massimi trafficanti di uomini, petrolio e armi. Ma avrà il compito di scegliere e addestrare i nuovi ufficiali coi finanziamenti di Italia e Ue.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migrante. Bija, noto trafficante libico, incaricato ad addestrare i guardacoste.

Cremona Pianeta Migrante. Bija, noto trafficante libico, incaricato ad addestrare i guardacoste.

Per Onu e Interpol, Bija è uno dei massimi trafficanti di uomini, petrolio e armi. Ma avrà il compito di scegliere e addestrare i nuovi ufficiali coi finanziamenti di Italia e Ue.

 

Abd al-Rahman al-Milad, detto Bija, è accusato dall’Onu di essere uno dei più efferati trafficanti di uomini in Libia, padrone della vita e della morte nei campi di prigionia, autore di sparatorie in mare, sospettato di aver fatto affogare decine di persone, ritenuto a capo di una vera cupola mafiosa ramificata in ogni settore politico ed economico dell’area di Zawyah.

Nonostante le reiterate denunce delle nazioni Unite, nel 2017 Bija aveva ottenuto un lasciapassare per entrare nel nostro Paese e, accompagnato dalle autorità italiane, aveva visitato “il modello Mineo”, da dove in questi anni sono passati oltre 30mila migranti.

Dal luglio 2018 Bija è sottoposto a sanzioni stabilite dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: in particolare, divieto di viaggio e blocco delle attività proprio per i crimini su cui indaga la Corte penale internazionale dell’Aja. Le accuse contro di lui dovrebbero imbarazzare i suoi finanziatori,

invece, Roma e Bruxelles continuano a sostenere di cooperare con la parte sana della marina libica e non con i trafficanti di esseri umani, armi, petrolio e droga. Così i soldi dei cittadini italiani ed europei arrivano agli aguzzini libici.

Quando in luglio, il Parlamento ha rifinanziato la guardia costiera libica, il ministro della Difesa Guerini aveva ribadito l’importanza della ripresa dell’addestramento della Guardia Costiera libica da parte della Missione UE attraverso un programma per preparare il personale a gestire situazioni di crisi ed emergenza e l’incarico è stato affidato  proprio a Bija.

Scrive il giornalista Nello Scavo su Avvenire che l’Interpool aveva pubblicato un alert per Il cugino di Bija, Osama al-Kuni Ibrahim, direttore dei campi di prigionia a Zawiyah proprio perché faceva parte al clan di di Bija  e al capo della milizia al Nasr che controlla la più grande raffineria

libica e che si è appropriato di tonnellate di idrocarburi da far arrivare in Europa attraverso giri mafiosi.

Sempre su Avvenire si legge che numerose testimonianze di migranti sbarcati in Italia e raccolte dalla polizia, hanno indicato Bija come “un mostro che può sparare a una persona come se stesse sparando a un animale”. Nella nota dell’Organizzazione internazionale di polizia viene chiesto agli stati membri di impedire l’ingresso o il transito nei loro territori di Bija e dei suoi associati. Inoltre, viene dato ordine di congelare senza indugio i fondi e altre attività finanziarie o risorse economiche di persone ed entità designate; di assicurarsi che nessun fondo, attività finanziaria o risorsa economica sia reso disponibile, direttamente o indirettamente, a loro vantaggio.”

Di fatto Bija e i suoi uomini, grazie anche all’appoggio di Italia ed Europa, hanno guadagnato tanto spazio e potere al punto da essere considerato tra i più influenti personaggi perfino nell’eventuale elezione presidenziale del prossimo 24 dicembre.

 

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