Sabato, 01 ottobre 2022 - ore 23.34

Dalla mega-siccità al diluvio universale

Inondazioni catastrofiche due volte più probabili

| Scritto da Redazione
Dalla mega-siccità al diluvio universale

Nella California devastata dalla siccità e dai mega-incendi c’è gigante addormentato: un’inondazione così grande da sommergere le principali valli con fiumi enormemente ingrossati, lunghi centinaia di chilometri e larghi decine. Una mega-inondazione simile a quella avvenuta nel 1862 e gli scienziati che hanno studiato il fenomeno nel 2010 lo chiamano  “scenario ArkStorm”, ricordando che potenzialmente e localmente  potrebbe essere un evento di proporzioni bibliche, come il diluvio universale dell’Arca di Noè.

Lo studio “Climate change is increasing the risk of a California megaflood”, pubblicato su Science Advances da  Xingying Huang del Climate and Global Dynamics Laboratorydel National Center for Atmospheric Research e da Daniel Swain dell’Institute of the Environment and Sustainability dell’un iversità della California – Los Angeles (UCLA) e di The Nature Conservancy, ha analizzato gli ulteriori effetti di peggioramento delle inondazioni causati dal cambiamento climatico e ha completato la prima parte di ArkStorm 2.0.

Swain spiega che «Nello scenario futuro, la sequenza delle tempeste è più ampia sotto quasi tutti gli aspetti. In generale, c’è più pioggia, precipitazioni più intense su base oraria e vento più forte».

La ricerca prevede che, in totale, le tempeste di fine secolo genereranno dal 200% al 400% in più di deflusso nelle montagne della Sierra Nevada a causa dell’aumento delle precipitazioni e in particolare dell’aumento delle piogge che sostituiranno le nevicate.

I ricercatori hanno utilizzato una combinazione di nuovi modelli meteorologici ad alta risoluzione e modelli climatici esistenti per confrontare due scenari estremi: uno che si verificherebbe circa una volta al secolo con il clima storico recente e un altro nel clima previsto per il 2081-2100 e dicono che «Entrambi comporterebbe una lunga serie di tempeste alimentate da fiumi atmosferici nel corso di un mese».

Lo studio ha anche simulato il modo in cui le tempeste colpirebbero parti della California a livello locale e Swain sottolinea che «Ci sono punti localizzati che ricevono oltre 2,5 metri i d’acqua equivalenti in un mese. Sulle cime di monti alti 3.000 metri, che saranno ancora un po’ sotto lo zero anche con il riscaldamento, ci saranno accumuli di neve di oltre 6 metri. Ma una volta che si scende al livello di South Lake Tahoe e più in basso di quota, è tutta pioggia. Ci sarà molta più pioggia».

L’aumento del deflusso idrico potrebbe portare a devastanti smottamenti e colate detritiche, in particolare nelle aree collinari bruciate dagli incendi. Basandosi sul precedente studio “Increasing precipitation volatility in twenty-first-century California”,  pubblicato nel 2018 su Nature Climate Change da un team guidato da Swaion e dall’UCLA, che dimostra  che in California le precipitazioni estreme aumenteranno e le inondazioni saranno più comuni . Huang, ha scoperto che «Il cambiamento climatico storico ha già raddoppiato la probabilità di uno scenario di tempesta così estremo». Il nuovo studio ha anche scoperto che «Con ogni ulteriore grado di riscaldamento globale in questo secolo, sono probabili ulteriori forti aumenti del rischio di “megatempeste”».

Karla Nemeth, direttrice del California Department of Water Resources che ha finanziato lo studio, ha commentato: «Modellare il comportamento meteorologico estremo è fondamentale per aiutare tutte le comunità a comprendere il rischio di inondazioni anche durante periodi di siccità come quello che stiamo vivendo in questo momento. Il dipartimento utilizzerà questo rapporto per identificare i rischi, cercare risorse, supportare il Central Valley Flood Protection Plan e aiutare a educare tutti i californiani in modo da poter comprendere il rischio di inondazioni nelle nostre comunità ed essere preparati».

Swain evidenzia che «Con la siccità e gli incendi che attirano così tanta attenzione, i californiani potrebbero aver perso di vista le inondazioni estreme. C’è la possibilità di gravi incendi ogni anno in California, ma passano molti anni senza che ci siano notizie di grandi inondazioni. La gente se ne dimentica».

Il Golden State ha subito gravi inondazioni, ma nulla delle dimensioni del diluvio universale del 1862, quando non c’erano infrastrutture di gestione delle inondazioni e nella Central Valley le acque avevano ricoperto un territorio lungo 300 miglia di lunghezza e largo fino a 60 miglia. Allora la California era popolata da mezzo milione di persone, oggi i californiani sono quasi 40 milioni. Se un evento simile si ripetesse, grandi aree di città come Sacramento, Stockton, Fresno e Los Angeles finirebbero sott’acqua e a difenderle non vasterebbero i molti bacini idrici, argini e tangenziali che sono stati costruiti nel frattempo. All’UCLA riassumono: «Si stima che sarebbe un disastro da 1 trilione di dollari, più grande di qualsiasi altro nella storia del mondo.

Sebbene da allora non si siano verificate inondazioni così grandi, la modellazione climatica e i dati del paleoclima, inclusi depositi di sedimenti fluviali risalenti a migliaia di anni fa, dimostrano che, nell’era pre-cambiamento climatico. in genere si verificavano ogni 100-200 anni. L’inondazione “ArkStorm” è anche conosciuta come “the Other Big One” che la mette in relazione, come possibile impatto, al  grande terremoto atteso sulla faglia di Sant’Andrea. Ma, a differenza di un terremoto, la catastrofe di ArkStorm si estenderebbe e in un’area molto più ampia. Swain fa notare che «Tutti i principali centri abitati della California verrebbero colpiti in una volta, probabilmente anche parti del Nevada e di altri Stati adiacenti. Gli effetti sulle infrastrutture complicherebbero i soccorsi, con le principali autostrade interstatali come la I-5 e la I-80 che probabilmente resterebbero chiuse per settimane o mesi. Gli effetti economici e sulla catena di approvvigionamento si farebbero sentire a livello globale».

Secondo le prime simulazioni di ArkStorm, anche con settimane di preavviso meteorologico, non sarebbe possibile evacuare i 5 – 10 milioni di persone sfollate a causa del mega-alluvione. E Swain  ricorda che «Sebbene abbia contribuito a informare la pianificazione delle inondazioni in alcune regioni, il primo esercizio di ArkStorm è stato limitato a causa della mancanza di risorse e finanziamenti. La California ha già visto un aumento della siccità causata dal clima e degli incendi da record. Con le inondazioni amplificate dai cambiamenti climatici, ArkStorm 2.0 mira a superare la curva. Sono previste ulteriori ricerche e preparativi per rispondere a un tale scenario, comprese simulazioni avanzate di inondazione supportate dal California Department of Water Resources. Questo includerà collaborazioni con agenzie partner tra cui il California Office of Emergency Services e la Federal Emergency Management Agency».

I ricercatori sperano poi di riuscire a capire dove le inondazioni potrebbero essere peggiori e informare così i piani di mitigazione in tutto lo Stato e concludono che «Questo potrebbe significare far uscire preventivamente l’acqua dai bacini idrici, consentire all’acqua di inondare pianure alluvionali dedicate e deviare l’acqua dai centri abitati in altri modi».

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