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DICIANNOVESIMO RAPPORTO ISMU SULLE MIGRAZIONI 2013

| Scritto da Redazione
DICIANNOVESIMO RAPPORTO ISMU SULLE MIGRAZIONI 2013

L’Ismu nasce nel 1991 per iniziativa della Fondazione Opere sociali della Cariplo con la denominazione di Istituto per lo Studio della Multietnicità con la mission di promuovere studi e ricerche e di svolgere un’attività di documentazione, informazione e formazione sui molteplici aspetti connessi con la trasformazione multietnica e multiculturale della società. Due anni più tardi, l’Istituto viene trasformato in Fondazione, ottiene il riconoscimento della personalità giuridica con la denominazione di Fondazione Cariplo per le Iniziative e lo Studio della Multietnicità.

Nel 2001 assume l’attuale denominazione Fondazione Ismu-Iniziaive e Studi sulla Multietnicità e annovera, tra i propri soci, oltre alla Fondazione Cariplo, la Regione Lombardia e la Curia milanese cui si affiancherà, dal 2007, la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Milano.

La Fondazione Ismu, ente scientifico indipendente, si pone come struttura di servizio aperta alla collaborazione con le istituzioni di governo a livello nazionale ed europeo, le amministrazioni locali e periferiche, le agenzie socio-sanitarie, il mondo del volontariato e dell’associazionismo, il sistema degli interessi organizzati, le organizzazioni no profit, gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, i centri di ricerca scientifica italiani e stranieri, le biblioteche e i centri di documentazione, le agenzie internazionali, le rappresentanze diplomatiche e consolari.

PRESENTAZIONE

In questo Diciannovesimo Rapporto Fondazione Ismu presenta un quadro sulla realtà migratoria nel nostro paese relativa al 2013.

Nello specifico sono approfondite le consuete aree di interesse: demografia, normativa, lavoro, scuola, salute.

Si registra una ulteriore contrazione degli ingressi con una sempre più evidente stabilizzazione della presenza dei migranti, testimoniata anche dal rilevante numero di ricongiungimenti familiari.

Si accentua la mobilità interna con flussi crescenti dal sud al nord Italia e l'emigrazione verso altri paesi.

Il 2013 è stato proclamato Anno europeo dei cittadini con l'obiettivo di rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei diritti e delle responsabilità connessi alla cittadinanza dell'Unione. In linea con questa prospettiva Fondazione Ismu ha ulteriormente approfondito la tematica dell'acquisizione della cittadinanza da parte degli stranieri.

Come di consueto il volume si struttura in quattro sezioni: "Il quadro generale", le "Aree di attenzione", gli "Approfondimenti" - tra i quali una riflessione sulla questione dei rifugiati -, "Lo scenario internazionale".

L'IDENTIKIT DEGLI IMMIGRATI / COSA PENSANO GLI ITALIANI DELL'IMMIGRAZIONE

Cosa pensano gli italiani dell'immigrazione? Da una recentissima ricerca dell'Ipsos e della Fondazione Ismu "L'immigrazione straniera: opportunità, risorse, problemi" è emerso che tra gli intervistati prevale l'impressione che gli immigrati rappresentino una quota eccessiva della popolazione e che il numero dei clandestini sia uguale o addirittura superiore a quello dei regolari. Ma, nonostante la tendenza a sopravvalutare la dimensione quantitativa del fenomeno migratorio, dall'indagine emerge che il 61% degli intervistati considera gli immigrati presenti in Italia una risorsa vitale. Il 79% è d'accordo a estendere la cittadinanza italiana ai figli di immigrati stranieri nati in Italia. Inoltre il 46% ritiene molto positivo il fatto che gli immigrati ci abbiano fatto conoscere nuovi cibi, culture e comportamenti. Il 48% invece ha la netta impressione che l'Unione Europea stia scaricando sull'Italia la soluzione del problema della clandestinità, evitando di occuparsene come dovrebbe. Per il 50% degli intervistati l'Italia deve mantenere il reato di clandestinità.

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2013-12-16

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