Giovedì, 12 marzo 2026 - ore 14.25

FBC: “Giusto il ricambio, Beretta confonde il buon senso con il puro interesse politico del suo partito”

Simone Beretta (Italia Viva), chiede “una proroga di almeno un anno del CDA di Fondazione Benefattori”

| Scritto da Redazione
FBC: “Giusto il ricambio, Beretta confonde il buon senso con il puro interesse politico del suo partito”

Proviamo un forte senso di disagio e sconcerto nell’apprendere che, scomodando addirittura una conferenza stampa, Simone Beretta (Italia Viva), chiede “una proroga di almeno un anno del CDA di Fondazione Benefattori”, ente il cui Consiglio di Amministrazione è in via di rinnovamento a settembre.

Le motivazioni portate da Beretta non fanno, inoltre, che stupirci ancora di più: si legge infatti sulla stampa che la proroga sarebbe “di buon senso”, “Ora che si dà il via a investimenti per decine di milioni di euro per il recupero del patrimonio della Fondazione”.

 

Non sarà certo sfuggito che l’attuale Presidente Bianca Baruelli è stata candidata proprio nelle file di Italia Viva sia nel 2022 alle elezioni Politiche e l’anno successivo alle Regionali. I più maliziosi potrebbero pensare che il “buonsenso” citato da Beretta sia solo interno a Italia Viva.

 

Ciò premesso siamo convinti, invece, che proprio alla luce dell’operato degli ultimi 10 anni in cui Baruelli era prima vicepresidente e ora Presidente uscente, un ricambio, ora che si apriranno nuove sfide per la Fondazione, sia auspicabile se non doveroso.

 

Una gestione che, a nostro avviso, presenta diverse criticità per un servizio fondamentale per la comunità, per i nostri anziani che sembrano essere lasciati sempre più soli dalle scelte di governo e regione, situazione per cui la Fondazione può e deve ricoprire un ruolo ancor più sociale. 

Se è vero che, dopo anni di profondo rosso, oggi il bilancio della Fondazione risulta in pareggio, è altrettanto vero che questo è stato possibile solo grazie alla solita logica dell’abbattimento dei costi, principalmente con la mancata sostituzione del personale. Si segnala la carenza di medici geriatrici e infermieri professionali che ha portato l’Ente a richiamare personale andato in pensione, sia nella gestione dei reparti che nelle turnazioni notturne.

L’adozione di un contratto (UNEBA) che comporta uno stipendio non concorrenziale nemmeno con il comparto pubblico (circa 300€ in meno al mese) rende così meno appetibile ai professionisti specializzati l’impiego nelle strutture della Fondazione.

Tutto questo ha si traduce in un peggioramento del servizio offerto che, invece, proprio per la fondamentale importanza della sua natura, dovrebbe essere di eccellenza.

 

Nonostante questi tagli, sono da segnalare gli aumenti alle rette, che ora sono di 68€ al giorno per i pazienti RSA e Alzheimer, che arrivano a 2000€ al mese, risultano inoltre ritardi nell’erogazione degli arretrati del contratto firmato a dicembre (rinnovato dopo 9 anni), il mancato pagamento delle liquidazioni, ritardi con i fornitori e la mancata assunzione di medici e infermieri. 

 

Anche la gestione dei rapporti con le famiglie degli ospiti e con i loro rappresentanti è stata negli anni oggetto di critiche che ci sentiamo di definire tutt’altro che prive di fondamento.

 

Per questo riteniamo che, se la scelta del Sindaco Bergamaschi sarà, come avanzato da Beretta, quella di un ricambio, è lì che vediamo il buonsenso.

Certo è che non sarà scontato che il cambiamento ventilato sia in meglio, ecco perché saremo a disposizione per un confronto affinché il nuovo CDA possa prendere una forma propositiva in grado di affrontare e superare le criticità con competenze che siano scelte sulla base di criteri che vadano oltre a quelli di vicinanza politica.

 

Sinistra Italiana si rende disponibile al confronto e alle proposte per l'importanza di un CDA in un settore delicato quale quello degli anziani, in un contesto regionale in cui, per i tagli ai servizi e le scelte sempre più diseguali del governo e della regione, è sempre più fondamentale per l’intero tessuto sociale del territorio.

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