Mercoledì, 26 febbraio 2020 - ore 08.45

Festa del lavoro .Da Pozzallo: non ci tiriamo indietro

Migranti, lavoro, e Mezzogiorno nelle parole del sindaco e di tre delegati sindacali

| Scritto da Redazione
Festa del lavoro .Da Pozzallo: non ci tiriamo indietro

“E’ urgentissimo che lo stato e l’Unione europea mettano mano a una legislazione speciale per i comuni coinvolti dall’immigrazione”. Così Luigi Ammattuna, sindaco di Pozzallo, nel suo intervento al comizio del Primo maggio 2015 organizzato da Cgil Cisl e Uil in piazza delle Rimembranze. “Lo Stato - ha detto - deve farsi carico della sia quota in termini di investimenti, infrastrutture, sostegno alle imprese. Il Mezzogiorno è scomparso dal dibattito politico. La politica, il sindacato, le forze sociali devono riportare al centro il tema dello sviluppo del Sud. Non è pensabile - ha detto il sindaco - che l’Italia sia divisa in due. Se riparte il Mezzogiorno, riparte l’Italia.Noi non ci tiriamo indietro, migliaia di persone in fuga da guerra e carestie non ci lasciano indifferenti. Quest’anno sono sbarcati 25 mila migranti a Pozzallo. E poi c’è la terribile contabilità dei morti. Rimane incisa nella mia memoria l’immagine dei 45 cadaveri arrivati nel porto. Voglio essere il rappresentante dello Stato che ha nella sua carta costituzionale la regola del diritto d’asilo”.

Sono poi intervenuti tre delegati.

Giovanni Di Caro, operaio del settore agricolo di 41 anni.“Sono un bracciante agricolo. Ci metto la faccia per dire che nella nostra isola ci sono realtà positive: come la mia azienda florovivaistica. La mia azienda è un modello virtuoso che tutela il lavoratore, lo rispetta. Ci sono fasce di lavoro normali, non massacranti, ci sono attività ricreative e rispetto della sicurezza

Giuseppe Currieri, un lavoratore del turismo.“Vengo da Ragusa. Ho 61 anni. Sono ancora un lavoratore per fare il mio dovere di uomo, marito e padre. La legge Fornero mi ha impedito di andare in pensione. Le lacrime sono state le mie, non quelle della signora ministro. Lavoro ancora, poche ore al giorno, ma vado avanti, non posso restare fermo. Il turismo, il mio settore, potrebbe essere la parte più ricca della nostra economia. Famiglie e giovani potrebbero vivere di questo settore.

Samira, una lavoratrice tunisina del terziario.“Questa giornata di festa è la migliore occasione per parlare di migranti, lavoro e occupazione. Solo rispettando fino in fondo e con coerenza i diritti di tutti, nessuno escluso, possiamo dire che la cultura dello sviluppo e solidarietà farà la differenza. Pensiamo a tutti, i precari e gli esodati, i pensionati al minimo e i giovani privati del lavoro, i poveri di sempre e quelli nuovi. Pensiamo a tutti quelli che si dibattono nel dolore prodotto dalla grave crisi sociale del paese.’.

Fonte : rassegna sindacale

685 visite
Petizioni online
Sondaggi online

Articoli della stessa categoria