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Il caso della discarica di Cavenago d’Adda

| Scritto da Redazione
Il caso della discarica di Cavenago d’Adda

Lodi, 13 febbraio 2014. “Crediamo che la cultura del dubbio e del sospetto a ogni costo non giovi a nessuno. Alla Provincia di Lodi rivendichiamo il ruolo di garante del rispetto delle regole: deve essere chiaro che, qualora venissimo a conoscenza di concreti elementi di irregolarità, saremmo noi i primi a richiedere l’intervento della magistratura. Allo stesso modo, però, chiediamo che chi ha riscontri circostanziati di presunti illeciti li sottoponga agli inquirenti, assumendosene la responsabilità, evitando di generare confusione e disinformazione. Ancora una volta, invece, leggiamo sulla stampa dichiarazioni, prese di posizione e “tuonate” da parte di cittadini, singoli o associati, e di organizzazioni che non hanno propriamente titolo ad affrontare problematiche delicate e complesse come quelle della discarica Ecoadda”. Sull’impianto di raccolta rifiuti di Cavenago d’Adda e sulla presunta mancanza di relazioni geologiche, a nome dell’Amministrazione provinciale di Lodi interviene il Vice Commissario Straordinario con delega all’Ambiente, Mariano Savastano: “Riteniamo doveroso ricordare che nel lungo iter relativo all’ampliamento della discarica sono state rispettate tutte le procedure di legge previste e che ogni soggetto portatore di interesse ha avuto l’occasione di esprimere le proprie osservazioni. Anzi, è stato fatto di più, con l’ammissione agli atti della relazione del Politecnico di Milano, che non era dovuta, ma che è stata comunque voluta per garantire la massima trasparenza anche oltre le prescrizioni normative. L’avevano sollecitata i cittadini e la politica, con la precedente Amministrazione, aveva acconsentito. Questa gestione commissariale, verificata la piena congruità dello studio all’atto di indirizzo già fornito dalla precedente Giunta provinciale, ha dato continuità a tale scelta”. A tal proposito la Provincia di Lodi ricorda che l'iter procedurale per l'autorizzazione definitiva all'ampliamento dell'impianto Ecoadda Srl prevedeva due fasi: la prima si è conclusa il 22 ottobre 2013, quando nell’ambito del procedimento per la VIA – Valutazione di impatto ambientale - ha espresso giudizio positivo in ordine alla compatibilità ambientale del progetto di ampliamento, dopo aver coinvolto nella Conferenza di servizi anche il Comitato No Ampliamento Discarica, oltre naturalmente a Comune di Cavenago d’Adda, Arpa e Asl di Lodi, Parco Regionale Adda Sud, Consorzio Bonifica Muzza Bassa Lodigiana, Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia e la Soprintendenza per i Beni archeologici della Lombardia. La consultazione al pubblico della proposta progettuale è stata garantita, fin dal suo deposito, come richiesto dalla normativa vigente, mediante pubblicazione sul sito web regionale. Nella procedura di pubblicità, sono pervenute osservazioni da privati e dal Comitato No Ampliamento Discarica, che sono state valutate nel corso del procedimento. La seconda fase, relativa all’AIA – Autorizzazione integrata ambientale - prevedeva il parere della Conferenza dei servizi e, successivamente, l'adozione dell'Atto di Autorizzazione da parte del Dipartimento di Tutela Ambientale: la Conferenza dei servizi si è regolarmente svolta il 12 dicembre 2013 e il 9 gennaio 2014, e vi hanno partecipato, oltre alla Provincia di Lodi, l'Arpa Lombardia - Dipartimento di Lodi, il Comune di Cavenago d'Adda ed Ecoadda Srl, l'Asl e, ancora, i rappresentanti del Comitato No Discarica. La Conferenza si è chiusa approvando l'allegato tecnico ed esprimendo parere favorevole al rilascio alle condizioni e prescrizioni già definite nell'ambito della Conferenza stessa e nel decreto di compatibilità ambientale. Ora gli atti sono all’esame del Dirigente all'Ambiente, che effettuerà le valutazioni di competenza e, come ultimo passaggio necessario per concludere l'iter, provvederà all'eventuale adozione dell'atto di autorizzazione. Quanto invece alla presunta mancanza di una relazione geologica, la Provincia di Lodi precisa che le notizie fornite alla stampa dal Comitato No Discarica si riferiscono a una richiesta di chiarimenti pervenuta da parte dell’Ordine dei Geologi della Lombardia in data 27 gennaio 2014. La Provincia ha dapprima interloquito con il referente dell’Ordine per i chiarimenti necessari e poi, tempestivamente ha risposto per iscritto tre giorni dopo, il 30 gennaio, con nota a firma del Dirigente del Dipartimento Ambiente. In merito a una presunta omissione in atti d’ufficio, è evidente come lo stesso Ordine non fosse in possesso di tutte le informazioni del caso, tant’è che la Provincia gli ha fornito tutte le relazioni geologiche a corredo dell’istanza di sopralzo dell’impianto. E’ utile comunque ribadire che dette relazioni sono a carico del proponente di un’opera e che la Conferenza di Servizi è tenuta a valutarle, come è regolarmente avvenuto. Rimarchiamo inoltre che l’atto del Politecnico è un atto deciso dall’Amministrazione ma non richiesto dalla norma.

In particolare, i documenti forniti all’Ordine sono:

- Indagine geologica, geomorfologica e idrogeologica generale relativa al sito – verifica di stabilità delle scarpate, del fondo e del capping finale – rapporto n. 1537 – revisione maggio 2012;

- Indagine geologica, geomorfologica e idrogeologica generale relativa al sito – integrazioni alla relazione n. 1537 conseguentemente alle richieste di Arpa e Provincia di Lodi – rapporto 1560 – revisione febbraio/marzo 2013;

- Indagine geologica, geomorfologica e idrogeologica generale relativa al sito –  delucidazioni finali integrative – rapporto n. 1565 del 25.05.2013;

- Addendum al rapporto n.1565 del 25.05.2013 – note illustrative relative al peso specifico dei materiali collocati in sito e alla capacità portante dei terreni d’imposta;

- Indagine geologica, geomorfologica e idrogeologica generale relativa al sito – rifacimento dei calcoli di stabilità globale e dello strato di coltivo secondo le prescrizioni Via – rapporto n. 2568 – revisione ottobre 2013.

A cui si aggiungono:

- Valutazione dei cedimenti del cumulo di rifiuti nella discarica di Cavenago d’Adda – redatta dal Politecnico di Torino in data 26.02.2013;

- Valutazione vulnerabilità geotecnica discarica di Soltarico – relazione al 27.03.2013.

“Non uno, dunque, ma sette documenti di rilievo geologico sono stati esaminati nel corso del procedimento – dichiara ancora il Vice Commissario Straordinario -, oltre a quello, già citato, del Politecnico di Milano. Ripetiamo dunque che le procedure sono state assolte regolarmente e che tutti hanno avuto l’occasione di proporre i loro rilievi nelle sedi opportune. Capiamo che la sintesi finale possa non aver trovato tutti d’accordo, ma la legge è stata rigorosamente rispettata. Ci dissociamo pertanto dall’atteggiamento di chi, in modo improprio e nelle sedi non opportune, insiste nel tentativo di delegittimare la credibilità delle istituzioni”.

2014-02-17

 

 

 

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