Venerdì, 20 maggio 2022 - ore 11.49

L’Europa in prima linea per la difesa dei diritti umani nel mondo

| Scritto da Redazione
L’Europa in prima linea per la difesa dei diritti umani nel mondo

Oggi, 10 dicembre, si celebra l’adozione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo  in quel giorno del 1948 da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’Unione europea da sempre considera prioritario il sostegno concreto alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti umani per promuovere i diritti umani e la democrazia in tutto il mondo. Il programma tematico specifico viene ulteriormente ampliato con stanziamenti per oltre 1,5 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, ribadendo il ruolo di leader mondiale dell’UE in questo settore.

Come ricorda l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell con una nota ufficiale, il tema di quest’anno “Ridurre le disuguaglianze, promuovere i diritti umani” riveste particolare importanza in quanto la pandemia e le sue conseguenze socioeconomiche hanno un crescente impatto negativo sui diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto, compreso lo spazio civico. Approfondiscono ulteriormente le disuguaglianze preesistenti, aumentano la pressione sulle persone in situazioni di vulnerabilità e rappresentano una minaccia per i diritti umani a livello mondiale.

I diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto sono al centro della risposta dell’UE alla pandemia di COVID-19 e della sua ripresa da questa crisi. Investire nei diritti umani, nella democrazia, nello Stato di diritto e in uno spazio civico aperto è essenziale per conseguire e ricostruire in modo migliore società per le generazioni presenti e future. Nessuno dovrebbe essere lasciato indietro e nessun diritto umano dovrebbe essere ignorato. L’UE ricorda che qualsiasi restrizione ai diritti umani nel contesto della pandemia di COVID-19 deve essere strettamente necessaria, proporzionata, temporanea e non discriminatoria.

I diritti umani sono universali, indivisibili, inalienabili, interdipendenti e interconnessi, ma tuttavia non possono essere dati per scontati e devono essere costantemente difesi, sottolinea Borrell. L’UE continuerà a difendere l’universalità dei diritti umani, a vigilare contro qualsiasi tentativo di compromettere gli impegni internazionali e stare dalla parte delle persone oppresse e minacciate, indipendentemente dal luogo in cui vivono e in particolare degli attori della società civile e i difensori dei diritti umani.

Anche nel 2021 l’UE ha continuato, nell’ambito del piano d’azione per i diritti umani e la democrazia 2020-2024, a rafforzare l’azione globale per difendere i diritti umani e dar loro nuovo impulso in tutto il mondo, sfruttando appieno la nostra gamma unica di strumenti. Per la prima volta l’UE ha imposto sanzioni a persone ed entità provenienti da Cina, RPDC (Corea del Nord), Libia, Sud Sudan, Eritrea e Russia coinvolte in gravi violazioni e abusi dei diritti umani, nel quadro del regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani adottato lo scorso anno. Nel 2021 l’UE ha anche assunto, nelle sedi delle Nazioni Unite competenti in materia di diritti umani, un ruolo guida per quanto riguarda le iniziative volte a combattere le violazioni dei diritti umani in Afghanistan, Bielorussia, Burundi, RPDC, Etiopia, Eritrea e Myanmar/Birmania.

Conclude Josep Borrell: la realizzazione dei diritti umani non è solo un imperativo della dignità umana, ma è una pietra angolare della democrazia, della pace e della sicurezza, come anche dello sviluppo sostenibile.

(Fonte Consiglio dell’UE)

 

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