Mercoledì, 05 ottobre 2022 - ore 22.50

La biodiversità deve essere al centro delle strategie di ripresa post Covid-19

La tutela di fauna e flora essenziale per centrare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile

| Scritto da Redazione
La biodiversità deve essere al centro delle strategie di ripresa post Covid-19

Mentre è in corso l’high-level political forum on sustainable development (HLPF) dell’Onu, TRAFFIC avverte che «Se il mondo vuole costruire un futuro più sostenibile e resiliente, la biodiversità sia parte integrante delle strategie di recupero post Covid-19».

L’HLPF è la piattaforma centrale dell’Onu per il follow-up e la revisione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dei suoi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, il summit, che si concluderà il 15 luglio,  sta discutendo del tema  «Una ripresa sostenibile e resiliente dalla pandemia di Covid-19 che promuova le dimensioni economica, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile: costruire un percorso inclusivo ed efficace per il raggiungimento dell’Agenda 2030 nel contesto della decade of action and delivery for sustainable development». in particolare, l’HLPF sta occupandosi degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 1 Porre fine a ogni forma di povertà nel mondo, 2 fame zero, 3 Assicurare la salute e il benessere per tutti, 8 avoro dignitoso e crescita economica, 10 riduzione delle disuguaglianze, 12 consumo e produzione responsabili, 13 clima, 16 pace, giustizia e istituzioni forti e 17 Rafforzare le modalità di attuazione e di rivitalizzare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile. Il Forum prende inoltre in considerazione la natura integrata, indivisibile e interconnessa degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

43 Paesi presenteranno anche le revisioni nazionali volontarie della loro attuazione dell’Agenda 2030

Secondo il direttore politiche di TRAFFIC, Sabri Zain, «La pandemia di Covid-19 ha evidenziato l’intimo legame tra salute e benessere umano, animale e ambientale. La pandemia ha dimostrato ancora una volta che ora è il momento di valorizzare e investire veramente nella natura sviluppando pacchetti di stimoli socio-economici integrati. La pandemia non è stata solo una catastrofica crisi della salute umana, ma ha anche ramificazioni socioeconomiche a lungo termine per le persone che dipendono dalle risorse naturali come il legname, il pesce e altre specie selvatiche di piante e animali».

TRAFFIC ha inoltre esortato l’HPLF a «Prendere in considerazione meccanismi per rafforzare la collaborazione multisettoriale e multidisciplinare che integreranno gli approcci alla salute, alla sicurezza alimentare e alla biodiversità per ridurre il rischio di future pandemie». E Zain ha aggiunto che «Gli sforzi di un solo settore non possono prevenire o eliminare le future pandemie. Per contenere efficacemente questi focolai, è necessario un approccio ben coordinato nell’affrontare la salute umana, animale e ambientale. Gli importanti negoziati multilaterali dei prossimi mesi rappresentano un’opportunità unica per integrare queste idee in una visione strategica per la biodiversità, il clima e la salute del pianeta. Ad esempio, la bozza del post-2020 global biodiversity framework attualmente in fase di negoziazione da parte delle parti della Convention on biological diversity (Cbd) presenta, per la prima volta, un obiettivo che affronta direttamente la questione del commercio di specie selvatiche di flora e fauna, così come obiettivi che riconoscono i benefici per la conservazione e l’uomo derivanti dall’uso sostenibile delle specie selvatiche. Pertanto, il post-2020 framework può svolgere un ruolo importante nel contribuire agli sforzi globali per prevenire futuri focolai di malattie zoonotiche, rafforzando nel contempo la conservazione della fauna selvatica e rispettando i mezzi di sussistenza, la sicurezza alimentare e le diverse culture».

A ottobre 2020, la Collaborative Partnership on Sustainable Wildlife Management (CPW) ha proposto principi guida per assistere professionisti e decisori nel dare risposte pratiche e scientificamente informate al Covid-19 in linea con gli obiettivi del CBD. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli SDG e obiettivi che li accompagnano hanno rinnovato l’attenzione politica sull’utilizzo sostenibile degli ecosistemi marini e terrestri (SDG 14 e 15), sulla produzione e sul consumo sostenibili (SDG 12) e hanno fornito un quadro per misurare i progressi su questi punti. L’Agenda 2030 sta anche aiutando a rafforzare impegni simili attraverso le politiche intergovernative, nazionali e del settore privato per garantire ovunque l’uso sostenibile delle risorse naturali. L’SDG 15.7 riguarda direttamente il commercio di specie selvatiche, visto che richiede un’azione urgente per porre fine al bracconaggio e al traffico di specie protette di flora e fauna, sia per quel che concerne la domanda che l’offerta di prodotti illegali della fauna selvatica.

Il CPW è una partnership volontaria di 14 organizzazioni internazionali che include: Segretariato CBD, Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (CITES), World Organisation for Animal Health (OIE), Fao e ONG come TRAFFIC. Il CPW è stato istituito per  «Promuovere la gestione sostenibile della fauna selvatica dei vertebrati terrestri in tutti i biomi e aree geografiche, contribuendo alla conservazione e all’uso sostenibile della biodiversità e alla sicurezza alimentare umana e ai mezzi di sussistenza».

Dal 13 al 15 luglio 2021 all’HPLF si terrà un summit dei ministri di tre giorni che presenterà una dichiarazione ministeriale e Zain conclude: «Il quadro globale della biodiversità post-2020 è fondamentale per il successo dell’Agenda 2030. Speriamo che i ministri si impegnino a rispettare il quadro e che vengano forniti il supporto tecnico e finanziario e le risorse per supportare i paesi nella sua attuazione».

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