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La presidenza ceca del Consiglio UE: dopoguerra ucraino, energia, resilienza

| Scritto da Redazione
La presidenza ceca del Consiglio UE: dopoguerra ucraino, energia, resilienza

La Repubblica Ceca ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dell’UE per il secondo semestre del 2022 (dal 1° luglio al 31 dicembre 2022). Le priorità della presidenza – presentate ufficialmente in un documento del giugno 2022 – si collocano nel contesto del programma del trio di presidenza, pubblicato il 10 dicembre 2021 congiuntamente ai Governi di Francia (primo semestre del 2022) e Svezia (primo semestre del 2023).

Il tri-programma era originariamente incentrato sulla necessità di “trovare soluzioni comuni alle sfide e ai compiti futuri”, con particolare riferimento al contesto pandemico durante il quale era stato formulato. L’intenzione era quella di attuare il piano per la ripresa, investendo nelle transizioni verde e digitale, rilanciando il mercato unico, rafforzando la resilienza, la convergenza negli, e degli, Stati membri, garantendo il coordinamento delle politiche economiche in linea con il ritmo e l’intensità della ripresa, dando nuovo impulso alle relazioni con i partner strategici, compresi i partner transatlantici, le potenze emergenti, l’Africa e il vicinato UE.

Inutile ricordare come lo scoppio della guerra in Ucraina abbia scosso l’Unione, mutando le priorità delle presidenze che si sono succedute in questi mesi: quelle francesi in itinere, quelle ceche ex-ante, quelle svedesi in prospettiva.

“L’Europa come compito”

Il motto della Presidenza ceca, ripreso da un vecchio discorso dell’ex-Presidente ceco Václav Havel del 1996 è: “L’Europa come compito”. Sulla base di questo assunto, le priorità dei prossimi sei mesi si basano su tre imperativi: Rethink, Rebuild, Repower. Il “compito” descritto è inteso come una rivalutazione di molti degli attuali approcci e delle premesse alla base dell’Unione, all’interno della cornice dei valori che fondano l’UE.

 

Concretamente e per il lungo periodo, la ricerca è di mix di politiche che garantiscano sicurezza e pace nel condurre l’UE verso il raggiungimento degli obiettivi delle transizioni gemelle. Nel breve periodo, l’intento è di affrontare l’attualità con misure di precisione per contrastare le crisi energetica, umanitaria e di sicurezza, nonché le sfide economiche e sociali, code lunghe della pandemia e aggravate dal conflitto.

Il programma si articola in cinque priorità:

  1. Gestione della crisi dei rifugiati e della ricostruzione post-conflitto dell’Ucraina

L’aggressione russa ha causato la più massiccia crisi di rifugiati dalla Seconda guerra mondiale. L’input che la Presidenza ceca vuole infondere in sede di Consiglio è di una risposta basata sui principi di solidarietà, efficienza e flessibilità. Essa si propone di lavorare su trasferimenti flessibili di fondi e sulla creazione delle strutture necessarie per assistere gli Stati membri, le organizzazioni e i settori civili più colpiti. Vengono iscritte nelle priorities la protezione dei bambini e la garanzia del loro accesso all’istruzione e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. L’obiettivo dichiarato è quello di un’integrazione a lungo termine dei rifugiati nelle società degli Stati membri.

Un altro compito importante della presidenza ceca sarà la ricostruzione post-bellica dell’Ucraina, incentrata sul ripristino delle infrastrutture critiche, sulla garanzia dei servizi di base, sul rafforzamento della resilienza, sulla ripresa economica e sulla stabilità in Ucraina, guidata dai meccanismi di cooperazione europei, anche alla luce dell’assenso delle istituzioni alla candidatura ucraina dello scorso 24 giugno.

  1. Sicurezza energetica

L’attuazione del REPowerEU, la diversificazione delle fonti, il risparmio energetico e l’accelerazione della transizione verso fonti di energia rinnovabili e a basse emissioni sono i diktat del Governo ceco per i prossimi mesi. Le misure contemplate puntano agli obiettivi climatici a medio termine (FitFor55) e ad una riduzione immediata della dipendenza da gas, petrolio e carbone russi. Tra queste, l’attuazione della regolamentazione delle riserve di gas (riempimento degli stoccaggi in vista dell’inverno) e la promozione di acquisti congiunti volontari, ricalcando il modus operandi messo in atto con l’acquisto di vaccini. Si aggiungono a questi obiettivi la transizione dal gas naturale all’idrogeno e lo sviluppo della Rete transeuropea di trasporto (TEN-T), arteria del Mercato Unico. Infine, spiccano fra i temi in agenda il proposito di chiarificazione del ruolo dell’energia nucleare nella tassonomia green, alla luce degli scontri che ancora oggi vedono opinione pubblica e Parlamento UE molto divisi, arginando le ricadute sociali delle transizioni gemelle.

  1. Rafforzamento delle capacità difensive dell’Europa e della sicurezza del cyberspazio

Questa terza priorità della Presidenza ceca è, assieme alla prima, una delle risultanti dal cambiamento degli equilibri internazionali derivanti dal conflitto in Ucraina. Viene ribadita la posizione fortemente atlantista dell’UE, alla ricerca di un rafforzamento delle capacità di sicurezza e di difesa, e di collaborazione con la NATO. L’attuazione dei temi chiave all’interno della Bussola Strategica, resta, come ridurre la dipendenza tecnologica dell’UE, e garantire la resilienza delle catene di valore critiche necessarie per queste tecnologie, soprattutto in ambito militare.

Un altro focus è quello sulle minacce informatiche, puntando al rapido sviluppo del cosiddetto Hybrid toolbox, inquadrato nelle conclusioni formulate dal Consiglio europeo lo scorso 21 giugno per lo sviluppo di un framework di risposta coordinata alle minacce cyber. In particolare, l’attenzione è sulla sicurezza informatica delle istituzioni, degli organi e delle agenzie dell’UE e del sistema di comunicazione sicura dell’UE nello spazio.

4. Resilienza strategica dell’economia europea

Nel maremoto che sta investendo i mercati e le catene di approvvigionamento globali, l’obiettivo è di “ridurre drasticamente la sua dipendenza da regimi ostili o instabili”. La ricerca della piena autosufficienza non sembra essere un’opzione immediatamente praticabile per l’UE, che con la Presidenza ceca decide di puntare sul concetto di “resilienza strategica”. Per farlo si propone di sostenere la competitività tecnologica e le capacità produttive dell’Unione e l’approfondimento del libero scambio con le nazioni democratiche del mondo in tutti i settori. Particolare enfasi sarà posta sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento IT.

Al fine di approfondire qualitativamente il mercato interno digitale, la Presidenza ceca si propone di introdurre uno strumento europeo per la prova sicura e affidabile dell’identità di un cittadino (Portafoglio europeo dell’identità digitale) che renda allo stesso tempo più trasparente il mercato dei dati.

5. Resilienza delle istituzioni democratiche

L’ultimo punto dell’indice ceco punta al rafforzamento della resilienza delle istituzioni che influenzano il mantenimento e lo sviluppo della democrazia e dello Stato di diritto nell’UE. L’approccio proposto è descritto come “umano-centrico”, che enfatizza il ruolo dei diritti fondamentali e della partecipazione politica dei cittadini. Tra le proposte, si nota il finanziamento trasparente dei partiti politici e l’indipendenza dei mass media. La Repubblica Ceca promette di mantenere vivo il dialogo proposto dalla Conferenza sul futuro dell’Europa, essendo questa la finestra di attuazione delle 49 proposte della società civile, che si aspetta una presa in carico concreta. L’attesa è grande, soprattutto in seguito ai proclami del 9 maggio scorso, (evento finale della Conferenza) riguardanti la convocazione di una convenzione per la riforma dei Trattati, formulati dal Presidente Macron, dalla Presidente Metsola, dalla Presidente von der Leyen, e supportate con forza anche dal Governo italiano.

(Enea Belardinelli, Geopolitica.info)

 

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