Cgil: coro di no alla Fiom. «Congresso vada avanti»
Landini (Fiom) chiede di "sospendere il congresso" per discutere il testo unico sulla rappresentanza. Chimici, edili e agroalimentari, alcune regioni e camere del lavoro rispondono che il congresso deve proseguire senza più "giochi al massacro"
Non si placa la polemica sul Testo unico sulla rappresentanza, l'accordo attuativo tra le parti sociali del 10 gennaio approvato dal direttivo della confederazione lo scorso 17 gennaio. Un testo che applica il precedente accordo del 31 maggio 2013, in seguito approvato dal direttivo Cgil e sottoposto al voto degli iscritti al sindacato, e che ridisegna i rapporti tra le parti, la misurazione della rappresentanza e la contrattazione nei luoghi di lavoro (qui materiali per approfondire). Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, contesta però l’accordo del 10 gennaio, sostenendo che contiene modifiche sostanziali anche per l’autonomia delle categorie, e chiede che sul testo si apra una consultazione tra i lavoratori. La Fiom chiede la sospensione del congresso Cgil (richiesta ribadita il 24 gennaio nel corso dell’attivo dei quadri e delegati Fiom dell’Emilia Romagna, vedi sotto), congresso già partito e in pieno svolgimento, e il cui esito sarà l’assise nazionale di Rimini a inizio maggio.
Un coro di no
Alla posizione Fiom hanno replicato diverse categorie, regioni, camere del lavoro della Cgil: tutte in sintonia nella richiesta di proseguire il percorso congressuale. "C'è qualcosa di più nella scompostezza dell'attacco nei confronti di Susanna Camusso e della Cgil. Sembra esserci ormai l'idea che le relazioni industriali debbano essere regolate per legge o attraverso tribunali". A dirlo è Emilio Miceli (Filctem). "E' l'idea di chi ha già perso, di chi pensa che la contrattazione abbia finito ormai il suo tempo, e il sindacato non debba fare altro che aggiungersi o, peggio, sottomettersi al quadro desolante di partiti e partitini. Con l'accordo sulla rappresentanza noi vogliamo cambiare il modo di fare sindacato: è questo che preoccupa".
"Quanto accaduto all'attivo dei quadri e delegati della Fiom Emilia Romagna,è il sintomo preoccupante che si sta passando il segno". Così, invece, Walter Schiavella (Fillea). "Oltre alla gravità di un attacco inaccettabile al segretario generale della Cgil - afferma il leader degli edili - quello che non è più tollerabile è una sistematica interpretazione dell'accordo del 10 gennaio che più che al merito reale, sembra funzionale a un obiettivo di rimettere in discussione modalità, tempi e contenuti del percorso congressuale. Una grande organizzazione come la Cgil ha regole precise a garanzia delle opinioni di tutti, ma la prima di quelle regole è il rispetto del ruolo e delle funzioni degli organismi e delle loro decisioni. A quelle regole siamo tutti tenuti, nessuno escluso e senza eccezioni”.
"Ora basta! Il congresso della Cgil non può essere sospeso e chi lo chiede non può pensare che le regole democratiche valgano a corrente alternata". Lo dichiara Stefania Crogi (Flai Cgil). "Si vorrebbe far diventare questo congresso un'altra cosa rispetto al momento di confronto e di ascolto che deve essere. Lo si vuole far diventare una specie di prova di muscoli all’interno della stessa Cgil. Strumentalizzare la firma Testo Unico sulla rappresentanza come trampolino mediatico, travalicando i contenuti dell’accordo, e' inammissibile. Quanto al merito dire che questo testo non va bene significa rinnegare o non voler riconoscere che esso riassume l’Accordo del 28 giugno che ha visto pronunciarsi con una consultazione capillare gli iscritti alla Cgil che l’hanno approvato a stragrande maggioranza; significa rinnegare l’Accordo del 31 maggio sulla rappresentanza che ha visto d’accordo il Comitato direttivo. È un accordo che possiamo definire storico, perché disegna un modello di rappresentanza partecipato dall’insieme dei lavoratori. Questo è il merito della questione, se invece qualcuno è nell’ottica che tutto serve per mandare all’aria le regole democratiche dell’organizzazione, allora stiamo parlando di altro".
"Trovo inopportuni gli atteggiamenti e i toni di coloro che, dissentendo, vanno oltre la normale dialettica democratica personalizzando lo scontro e determinando una situazione di tensione nelle assemblee in corso che non giova alla bontà di una discussione con i lavoratori che meriterebbe più attenzione ed approfondimento dopo lo stress di 6 anni di crisi". Così Emilio Viafora (Veneto), secondo cui il protocollo attuativo degli accordi "è un risultato storico", mentre quanto accaduto a Bologna "mi pare sopra le righe".
"Un gioco al massacro non serve a nessuno, alla Cgil e soprattutto ai lavoratori". Lo dice Michele Pagliaro (Sicilia): "Non serve neanche rinviare il congresso della Cgil mettendo in discussione quello che è stato deciso dal direttivo e quindi le sue prerogative". Pagliaro giudica "gratuito" l’attacco di Landini che "produce solo danni". Così come considera "scorrette le modalità di una discussione fatta al di fuori degli organismi deputati". A suo giudizio "la Fiom deve accettare il passo avanti che si realizza con le regole sulla rappresentanza e riflettere su se stessa e sul proprio operato".
Per Gianni Forte (Puglia) la richiesta di sospendere il congresso "è inaccettabile e irriguardosa nei confronti del massimo organismo dirigente della Cgil che ha avviato il percorso congressuale nell'ambito delle regole che tutti insieme ci siamo dati e a cui tutti dobbiamo attenerci. È lo stesso organismo - osserva - che a norma di Statuto ha approvato a larghissima maggioranza l'accordo sottoscritto e ha deciso di avviare la fase di 'diffusione e condivisione' dell'accordo. Alzare i toni e usare minacce rappresenta un metodo che non può avere cittadinanza nella Cgil, dove ognuno deve saper rispettare l'altro e in primis il segretario generale".
“E’ necessario che Landini assuma un atteggiamento più rispettoso della nostra organizzazione, del suo segretario generale e delle decisioni del nostro organismo dirigente che, democraticamente e a stragrande maggioranza, ha approvato il regolamento attuativo degli accordi sulla democrazia e rappresentanza che segnano una vera e propria conquista e un netto avanzamento nelle relazioni industriali del nostro Paese", È il commento di Michele Carrus (Sardegna). "Le decisioni prese dall’organismo dirigente meritano rispetto e non si prestano a incursioni minacciose che lacerano l’organizzazione". Quanto al congresso, per il segretario della Sardegna "deve assolutamente andare avanti, perché è la massima occasione democratica, anche per discutere e confrontarsi proprio sui contenuti dell’accordo, come infatti raccomanda lo stesso ordine del giorno del direttivo Cgil".
Dello stesso avviso Lillo Oceano (Messina): "Con il testo unico sulla rappresentanza i lavoratori hanno finalmente strumenti per poter votare sui propri contratti ed esigerne la piena applicazione. Come questo possa minare la democrazia sindacale secondo la Fiom e il suo segretario è incomprensibile. Così come è incomprensibile e inaccettabile - aggiunge - il metodo seguito dai dirigenti della Fiom con in testa il segretario Landini, il linguaggio violento, il mancato rispetto delle decisioni del direttivo che ha votato a stragrande maggioranza l’accordo (95 a 13) - questo sì lontano dalle regole della democrazia - e soprattutto l’ aggressione al segretario generale della Cgil. Così come è assurda e fuori discussione è la pretesa rivendicata dalla Fiom di rinviare il congresso della Cgil".
Anche per Pino Gesmundo (Bari) la richiesta della Fiom "non è rispettosa delle scelte che il gruppo dirigente nazionale, a stragrande maggioranza, ha condiviso. In questa fase è fondamentale ascoltare i lavoratori sulla prospettive future del sindacato proposte nei documenti congressuali. Se non vogliamo far degenerare il congresso della Cgil, al contrario di quello che afferma il segretario generale della Fiom, bisogna abbassare i toni e andare avanti spediti. Occorre dunque tenere il maggior numero possibile di assemblee in modo da condividere democraticamente con i lavoratori le scelte fatte dall’organizzazione a partire da quelle assunte in merito all’ultimo accordo sottoscritto sulla rappresentanza".
"In Cgil il Congresso è il luogo in cui si esprime la massima democrazia. È assurdo e sbagliato chiedere che venga sospeso". Così Claudio Di Berardino (Roma e Lazio). "Ora basta con gli attacchi al segretario generale della Cgil: così facendo si attacca l'intera confederazione. Le parole di Landini alimentano la personalizzazione dello scontro: una modalità pessima, oggi tipica più della politica che del sindacato. È l'idea del 'noi', di una comunità solidale, che si dovrebbe rafforzare. Non altro. Nel merito - conclude - anch'io ritengo che il testo unico sulla rappresentanza consenta un effettivo avanzamento della democrazia e della partecipazione nei luoghi di lavoro. Ritengo inoltre necessario continuare a lavorare per estendere questo testo ad altri lavoratori le cui realtà produttive non sono legate al mondo di Confindustria".
Lo scontro
"Se non vogliamo far degenerare il congresso della Cgil bisogna sospenderlo e fare una consultazione vera sugli accordi". E’ questa la proposta lanciata ieri, alla platea dei delegati emiliano-romagnoli, dal segretario della Fiom Maurizio Landini. Questo, per Landini, consentirebbe di provare che "la democrazia ci consente di risolvere i problemi, anche quando si hanno idee diverse". (...) Troverei un errore grave e una responsabilita' politica grave - ha detto ancora Landini - non fermare la macchina adesso che siamo in tempo e coinvolgere il nostro statuto. Applichiamo adesso queste regole- ha aggiunto il segretario Fiom - questo e' il modo di difendere la democrazia e il lavoro. Questo - ha concluso Landini - chiedo di difendere al gruppo dirigente Cgil".
A margine del congresso Sel, il leader Cgil Susanna Camusso ha ribadito, parlando con l’agenzia Ansa, che la “discussione al direttivo nazionale e' stata fatta: il direttivo, che e' il luogo della decisione, ha deciso che il congresso continua e che nelle assemblee si discute". A giudizio di Camusso “stiamo facendo l'atto piu' importante sul piano della democrazia di un’organizzazione, che e' quello delle assemblee con tutti gli iscritti e le iscritte: quello - ha concluso - e' il luogo in cui si discutera' e si deciderà".
Fonte: http://www.rassegna.it/articoli/2014/01/25/108710/cgil-coro-di-no-alla-fiom-congresso-vada-avanti



