I risultati ottenuti da Monti a Bruxelles, pur con i limiti che accompagnano sempre i “primi passi” , ci mostrano le variegate facce che ruotano intorno ai margini dell’attuale politica.
Al centro c’è Monti e il suo governo; ai margini cercano di emergere Berlusconi, da una parte, i sindacati dall’altra, Casini che galleggia, ma non sa nuotare e Bersani che nuota , ma non riesce a galleggiare, tirato a fondo da Di Pietro e Vendola che lo tirano per i piedi e Grillo che lo spinge in giù dalla testa; attualmente resiste, ma non basta resistere, occorre decidere !
Berlusconi non ci sta a recitare il ruolo del perdente senza appello, così “si appella” al buonismo, al “volemose bbbbene” al bene supremo della patria, ai bisogni delle fasce più deboli, e intravede il prosieguo del governo Monti fino alla scadenza della legislatura per proseguire poi con una grande coalizione PdL e PD.
La falsità delle affermazioni berlusconiane inquina ogni buona intenzione; abbiamo capito benissimo che l’aspirazione del cavaliere era tutta puntata sul fallimento della missione ultima del presidente del consiglio, tant’è che ha dato disposizione ai suoi quotidiani di sparare ad alzo zero contro la Merkel per irritarne i comportamenti negando a Monti ogni possibile inizio di una nuova era.
I consiglieri dell’immagine del cavaliere hanno sbagliato tutto, perché non hanno capito le motivazioni dei risultati dei sondaggi, attribuendo al modo defilato di agire del cavaliere le ragioni di sfiducia al PdL, così gli hanno suggerito una nuova politica aggressiva, iniziando proprio dai suoi giornali, con i titoloni degni di un fogliaccio da bettola. Le critiche impietose che gli sono cascate addosso lo hanno convinto a fare una precipitosa retromarcia, per cercare a farsi promotore di una particina, anche secondaria, nel successo di Monti, come quella comparsa che recita “Il pranzo è servito”.
Pur di rientrare nel circuito sarebbe disposto anche ad allearsi con i suoi nemici, visto che di amici gliene sono rimasti molto pochi, ma sbaglia ritenendo di poter continuare a fare la mosca nocchiera; il suo ruolo resta quello di una mosca, ma di quelle fastidiose e importune.
I sindacati temono di perdere il loro ruolo di difensori della classe operaia; se la loro difesa viene assunta direttamente dal governo, loro cosa ci starebbero a fare ? Così si arrampicano sugli specchi, minacciando il ricorso allo sciopero se dovessero essere toccati diritti acquisiti da parte della classe dei nuovi impoveriti della Pubblica Amministrazione. Anche i sindacati non hanno capito che per loro c’è il dovere di adeguarsi al nuovo ruolo che li attende, ove fossero capaci di gestirlo. Se la strada aperta da Monti è quella della solidarietà tra leclassi e tra le nazioni, i sindacati dovrebbero esserne i notai, i tutori dei nuovi rapporti che si aprirebbero all’ombra di un diverso capitalismo diventato sociale, in nome della ripresa economica, della crescita, il tutto favorendo il lavoro, che torna ad essere la funzione prioritaria dell’uomo, con l’economia e la finanza al servizio dell’uomo e non viceversa.
Al momento attuale spazio operativo per Berlusconi, da una parte, e gli attuali sindacati ne rimane molto poco, e questo accade per mancanza dell’umiltà che faccia riconoscere gli errori commessi e i progetti lunatici elaborati.
Per quanto riguarda il PD c’è solo da attendere che arrivino le decisioni giuste, dilatate a quanti hanno veramente a cuore le sorti della nazione.
Rosario Amico Roxas



