Domenica, 17 novembre 2019 - ore 20.54

Le forze ambientaliste in Europa e in Italia | Benito Fiori ( Cremona)

Come si ricorda, il 26 Maggio, i 28 Stati (compreso ancora il Regno Unito) dell’Unione europea, è andata a votare e due gruppi parlamentari ambientalisti di 19 paesi, “GUE/NGL” e “Greens/EFA”, hanno ottenuto un grande consenso, tanto che oggi possono contare sul 14,2% del Parlamento europeo: 107 seggi sui dei 751 totali.

| Scritto da Redazione
Le forze ambientaliste in Europa e in Italia | Benito Fiori ( Cremona)

Le forze ambientaliste in Europa e in Italia | Benito Fiori ( Cremona)

Come si ricorda, il 26 Maggio, i 28 Stati (compreso ancora il Regno Unito) dell’Unione europea, è andata a votare e due gruppi parlamentari ambientalisti di 19 paesi, “GUE/NGL” e “Greens/EFA”, hanno ottenuto un grande consenso, tanto che oggi possono contare sul 14,2% del Parlamento europeo: 107 seggi sui dei 751 totali.

Domenica 20 Ottobre, la Confederazione Svizzera, che com’è noto non fa parte dell’Unione Europea ma certamente è nazione europea, è andata al voto, riservando alla pubblica opinione occidentale la positiva conferma di una crescente fiducia degli europei in chi chiede che i problemi dell’ambiente, soprattutto il taglio delle emissioni di gas serra, siano al primo posto delle agende dei governi. Questi i risultati delle due formazioni che rappresentano il mondo ambientalista di quel paese, i “Verdi” e il “Partito Verde liberale”: insieme hanno incassato il 22% dei consensi.

In Italia, la lista “Europa Verde”, erede di quel “Partito Verde Europeo” che nel febbraio 2004, proprio a Roma, era stato voluto dal quarto congresso della Federazione dei Partiti Verdi Europei,  il 26 maggio scorso si era presentata agli elettori speranzosa di potere contare sui forti segnali che venivano dai sondaggi europei di riuscire a superare il necessario quorum del 4% per arrivare a Bruxelles. Purtroppo il risultato è stato un modestissimo 2,32%, nonostante il generosissimo impegno di personalità di grande stima anche di nostra conoscenza. L’Italia oggi constata che, pur essendo uno dei sei stati fondatori dell’UE e il quarto per numero di abitanti, è uno dei nove paesi senza una rappresentanza ambientalista in un momento della storia dell’umanità segnato da eventi climatici sempre più frequenti e violenti che mettono a rischio una accettabile vivibilità per le nostre ultime generazioni. Con l’Italia sono: Bulgaria, Croazia, Estonia, Ungheria, Malta, Romania, Slovacchia, Slovenia.

Concludendo, se in Europa le forze di sinistra sono in difficoltà, ma quelle ecologiste stanno avanzando con grande passo, è il caso di chiedersi perché questo in Italia non accade, benché una cultura “verde” diffusa sia chiaramente presente nell’associazionismo. È allora il caso di prendere in considerazione  l’ipotesi che le forze progressiste e i giovani di questo paese, magari dialogando con urgenza ed impegno con quelle che in Europa stanno acquistando grande consenso, inizino subito a scrivere una proposta politica “nuova” di grande attenzione all’ambiente e, contestualmente, di un forte recupero dei valori che hanno creato in questi decenni, grazie proprio alla Comunità europea, un chiaro avanzamento dei diritti umani ed una maggiore equità sociale.

Ma bisogna che questo avvenga presto. A scandire i tempi per questo passaggio storico non è tanto e solo la pazienza di chi soffre della situazione economica, ma il peggioramento del clima che sta rabbuiando il futuro dei nostri ragazzi.

Per il Circolo culturale AmbienteScienze” e l’associazione “ABC – Alleanza Bene Comune – La Rete”

Benito Fiori ( Cremona)

 

 

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