Sabato, 14 dicembre 2019 - ore 05.39

Riscaldamento globale Differenze di genere e il domani Benito Fiori (Cremona)

Sul problema del riscaldamento globale, causa primaria del cambiamento del clima, sono due i fronti che si misurano, o per meglio dire si scontrano, uno “innocentista” nei confronti dell’attività umana, l’altro “colpevolista”

| Scritto da Redazione
Riscaldamento globale Differenze di genere e il domani Benito Fiori (Cremona)

Riscaldamento globale Differenze di genere e il domani Benito Fiori (Cremona)

Sul problema del riscaldamento globale, causa primaria del cambiamento del clima, sono due i fronti che si misurano, o per meglio dire si scontrano, uno “innocentista” nei confronti dell’attività umana, l’altro “colpevolista” riferendosi a chi per mantenere la crescita economica (senza fine), sin dall’inizio dell’era industriale conta sulla combustione delle fonti fossili quindi volutamente ignora gli effetti climalteranti delle emissioni dei gas serra.

Le icone che rappresentano queste due “fazioni”  sono più di una in ciascuno dei due campi: per il primo, l’innocentista, primeggiano i volti di D. Trump, di J. M. Borsonaro, di qualche piccolo leader sovranista europeo e di quei pochi scienziati che anche in Italia ci sono (A. Zichichi, F. Prodi, F. Battaglia e qualche altro). Per l’altro campo, quello colpevolista che è preoccupato per ciò che sta incontestabilmente accadendo al clima, i pochi volti maschili sono degli attori L. Di Caprio, J. J. Irons, H. Ford, mentre molti sono quelli femminili.

Fino a ieri, tra i tanti, emergevano quelli di Greta Thunberg (anche a nome di tutti i ragazzi di FFF), e di Alexandria Ocasio Cortez. Da ieri, si è aggiunto quello della grande attrice Jane Fonda perché arrestata mentre protestava sulla scalinata del Campidoglio a Washington per chiedere misure contro i cambiamenti climatici.

Che “l’altra metà del cielo” senta più degli uomini le conseguenze dei cambiamenti climatici è cosa nota anche sul piano scientifico. Infatti, i fenomeni estremi meteo, intesi come fattore di rischio per la Vita e per il degrado dei diritti fondamentali, sono moltiplicatori delle evidenze di disuguaglianza sociali ed economiche i cui effetti per lo più ricadono sulle spalle proprio delle donne. Ciò che è interessante, è anche la distanza generazionale tra queste due splendide personalità: 16 anni la prima e 81 l’ultima.

Viene allora da dire che esse sono anche le più credibili ambasciatrici di un altro messaggio necessario per potere guardare al futuro con un po’ di fiducia, quello della collaborazione tra le diverse esperienze e storie perché, non tenendo conto dei pochi che non l’hanno capito, “la casa comune brucia” e non c’è più spazio per la continuazione delle diversità culturali, di genere, di etnia e di censo. Per concludere, la dote “naturale”, forse genetica, della preoccupazione per la conservazione della Vita è quindi della donna. Si fa fatica infatti a pensare che possa essere anche dell’uomo.

Per il Circolo culturale “AmbienteScienze” e l’associazione “ABC, Alleanza Bene Comune-La Rete”

Benito Fiori (Cremona)

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