Martedì, 04 ottobre 2022 - ore 19.33

Le rinnovabili sono già la fonte energetica più economica

| Scritto da Redazione
Le rinnovabili sono già la fonte energetica più economica

È stato da poco pubblicato il nuovo rapporto dell’IRENA (Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili) intitolato Renewable Power Generation Costs in 2020, il quale riporta i trend dei costi dell’energia sostenibile (solare, eolica, idroelettrica, geotermica e agroenergia). Stando al documento, le nuove rinnovabili sono ancora più economiche del combustibile fossile più conveniente al mondo, il carbone. Nemmeno la pandemia è riuscita ad arrestare questa tendenza. Tendenza, che potrebbe garantire un risparmio di 156 miliardi di dollari alle economie emergenti.

Secondo quanto indicato nel rapporto, nel 2020 è raddoppiata la percentuale di energia rinnovabile che ha raggiunto costi inferiori rispetto ai combustibili fossili più economici. Si parla di 162 gigawatt, il 62% della produzione totale di energia sostenibile dell’anno scorso. Ma è già da qualche anno che i costi della “green energy” – grazie alle tecnologie in costante miglioramento, alle economie di scala e alle catene di approvvigionamento competitive – sono scesi significativamente: l’energia solare a concentrazione (CSP) è calata del 16%, l’eolico onshore del 13%, l’eolico offshore del 9% e il solare fotovoltaico del 7%. Le rinnovabili sono quindi definitivamente una fonte di energia alternativa per i paesi legati al carbone. Un’alternativa appetibile per l’economicità, in grado di soddisfare una domanda sempre più crescente risparmiando sulle spese, aumentando i posti di lavoro e, di conseguenza, raggiungendo le ambizioni climatiche con una notevole riduzione delle emissioni di CO2.

Il rapporto dell’IRENA mostra anche la convenienza per quanto concerne i costi operativi. Per esempio, negli Stati Uniti sostituire le centrali di carbone con impianti per le rinnovabili, comporterebbe una riduzione delle spese di 5,6 miliardi di dollari all’anno e un risparmio di 332 milioni di tonnellate di CO2. Parlando invece a livello mondiale, si stima che la chiusura degli impianti di carbone, ridurrebbe i costi di produzione di energia fino a 32,3 miliardi di dollari all’anno ed eviterebbe circa 3 giga tonnellate di CO2 all’anno. Riduzioni notevoli che permetterebbero di raggiungere, entro il 2030, gli obiettivi climatici delineati nel World Energy Transitions Outlook di IRENA.

(Eugenia Greco, via L’Indipendente cc by nc nd)

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