Sel tra le prime forze politiche che hanno aderito. Questo comitato- dichiara Nicola Fratoianni coordinatore nazionale di SEL - mette insieme forze fra loro diverse; noi contribuiremo a questa esperienza comune affiche’ gli italiani boccino con il loro impegno e il loro voto quella riforma e quella legge elettorale. Perché serve l’impegno di tutti e di tutte per impedire lo stravolgimento della Costituzione e della democrazia italiana
Sel: primo passo contro Italicum e cambio della Carta
Sulla riforma costituzionale «abbiamo deciso di giocare di anticipo e costituire il comitato per il no». Cosi Domenico Gallo, consigliere della Corte di Cassazione, ha annunciato nel corso della conferenza stampa alla Camera la costituzione, a nome del Coordinamento democrazia costituzionale, di un comitato per il no alla futura legge Boschi. «Naturalmente la speranza è che il Parlamento riveda le sue posizioni – spiega una nota del comitato – Se ciò non dovesse avvenire sarà giocoforza affrontare il referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione, che permetterà ai cittadini italiani di potersi finalmente esprimere e di bocciare la manomissione della Costituzione, come è avvenuto nel 2006 quando è stata cancellata la riforma voluta da Berlusconi».
Ad entrare nel merito è stato, nel corso della conferenza stampa, il costituzionalista Alessandro Pace per cui «il vizio che caratterizza tutta la riforma» è la mancanza di contropoteri, sia per le funzioni assegnate al nuovo Senato sia – a parere del costituzionalista – per il numero dei componenti di molto inferiore a quello della Camera che, infine, per la loro natura di consiglieri regionali e di sindaci che creerebbe dei senatori “part-time”.
«La fiducia data solo dalla Camera – ha poi aggiunto Pace – sposta l’asse istituzionale sul governo, che diventa il dominus dell’agenda parlamentare». «Il comitato del no – ha chiarito Alfiero Grandi, segretario dell’Associazione per il rinnovamento della sinistra – chiederà a tutti l’adesione, anche ai parlamentari, singoli e per gruppi. Quindi è ovvio che se raggiungeremo quel 20% di parlamentari necessario per chiedere il referendum saranno loro a farlo». Questo per evitare, è stato spiegato nel corso del conferenza, che a farlo sia la stessa maggioranza di governo. «La sfida – ha concluso Gallo – è quella di evitare un referendum plebiscitario alla De Gaulle». Alla conferenza hanno assistito – tra gli altri – il deputato della minoranza Pd Alfredo D’Attorre, l’ex Pd Stefano Fassina, il deputato M5s Danilo Toninelli ed molti deputati di Sel.
Fonte: Lapo Pasquetti ( Sel Cremona)


