Martedì, 21 aprile 2026 - ore 13.04

PD Lombardia Newsletter # 74 - Mai complici del silenzio

E' tuttavia impossibile non cominciare da Gaza e dai crimini che il Governo di estrema destra guidato da Netanyahu vi sta commettendo

| Scritto da Redazione
PD Lombardia  Newsletter # 74 - Mai complici del silenzio

Carissime democratiche, carissimi democratici,

anche oggi ci sarebbero tante cose da cui cominciare, e non solo per raccontare il malgoverno di destra e Lega al Pirellone e a Palazzo Chigi. Ad esempio, avrei voluto iniziare con la lotta a tutte le mafie ricordando Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo: avrei voluto partire dal 33mo anniversario della strage di Capaci, da quel 23 maggio che è diventato da allora il giorno in cui celebriamo la legalità e onoriamo coloro che hanno dato la vita, per difenderla. Oggi è tuttavia impossibile non cominciare da Gaza e dai crimini che il Governo di estrema destra guidato da Netanyahu vi sta commettendo. Chiediamo al nostro Paese di mettersi accanto a tutti coloro che - anche tra i cittadini di Israele! - invocano una dura presa di posizione per il cessate il fuoco e l’ingresso nella striscia dei convogli umanitari. Diciamo a Giorgia Meloni che mai saremo complici del silenzio. Qui trovate le parole di Elly Schlein in Parlamentocui non aggiungo altro.

Sì, sarebbero molti i temi da affrontare. Il più preoccupante smentisce nei fatti le parole della Premier, ed è il palese distacco da quegli organismi internazionali che Giorgia Meloni proclama invece - ma solo a parole - essere l’orizzonte della nostra politica estera. Perché se non bastasse l’aver staccato l’Italia dai diciassette Paesi UE che, alla luce dei roghi di Gaza, chiedono di rivedere gli accordi con Israele, le ombre si fanno lunghe anche sul fronte sanitario: il nostro Paese si è infatti astenuto sulla firma dell’accordo OMS per la prevenzione di pandemie ed emergenze sanitarie sottoscritto da 124 Stati del mondo, un accordo che prevedeva la condivisione di informazioni e il rafforzamento delle reti sanitarie, non certo obblighi vaccinali o limiti prefissati entro cui attuare restrizioni. 

L’Italia si è astenuta in nome della propria “sovranità” accanto a Paesi come Iran e Russia, ma certo non perché siamo già pronti: il Piano pandemico nazionale è infatti fermo da un anno, cosa che ci esporrà in caso di emergenza non solo all’improvvisazione cui sarà costretto chi non ha legami, ma anche a un rischiosissimo isolamento internazionale proprio in tema di salute.

 

In Lombardia però la questione più emblematica, ridicola prima ancora che assurda, è la storia infinita del ponte più amato da Matteo Salvini, per il quale non solo si invocano “deroghe” (peraltro il Quirinale ha subito fatto sentire la propria voce) alla normativa antimafia, ma che vampirizza la viabilità lombarda dirottando sullo stretto di Messina addirittura il 70% delle risorse destinate alla manutenzione delle nostre strade! Dei 63 milioni di euro previsti per le strade della nostra regione ne arriveranno infatti solo 19, e il resto finirà nell’inutile ponte cui si legato mani e piedi Salvini, il quale però ha così svelato il suo vero volto: la Lega - dopo decenni di “Lumbard tas!”, “Roma Ladrona”, “Padroni a casa nostra” e “Galline dalle uova d’oro” - dice ai lombardi che si devono tenere le loro buche dato che poderosi pilastri vanno innalzati a Reggio Calabria.

E se ciò non bastasse a mostrare la faciloneria di chi ci governa, ecco che al Pirellone vediamo una maggioranza che prima si spacca, andando sotto 45 a 19 nel voto segreto a un provvedimento che avrebbe vergognosamente voluto bypassare le leggi in vigore e limitare a pochi territori quel divieto di caccia che per fortuna è invece vigente su tutti i valichi montani, e poi irride il Viaggio della Memoria degli studenti a Mauthausen, sul quale stava relazionando l’Aula il Consigliere del Patto Civico Paladini, riducendolo a una banale “gita scolastica”, come se l’immergersi dei nostri ragazzi nell’orrore del nazifascismo fosse un passatempo.

 

Già, a guardarli da vicino destra e Lega appaiono a tal punto deprimenti che non abbiamo altra strada se non quella di mobilitarci, “testardamente unitari”, per cambiare le cose. E allora iniziamo già dal voto amministrativo del prossimo fine settimana. È vero che saranno chiamati alle urne solo diciotto degli oltre millecinquecento Comuni lombardi, ma di sicuro non viene meno il bisogno di mettere un mattone in più nell’edificio del bene comune che stiamo costruendo: allora in bocca al lupo ai nostri candidati, quelli nei quattro Comuni superiori ai 15mila abitanti - Carlo Moscatelli a Desio, Paola Colombo a Cernusco sul Naviglio, Leone Missi a Rozzano e Ilaria Pagani a Saronno - così come a tutti gli altri, e buon voto domenica 25 dalle 7 alle 23 e lunedì 26 dalle 7 alle 15.

 

E proseguiamo poi l’impegno in vista dell’altro voto, quello che ci coinvolgerà tutti tra meno di tre settimane, quando l’8 e il 9 giugno potremo cambiare l’Italia con la forza dei cinque Sì ai Referendum. Stanno facendo di tutto affinché l’informazione non passi, la RAI ha dedicato a questo appuntamento meno dell’1% dei propri spazi informativi, e per questo siamo scesi in piazza lunedì presso gli studi di Corso Sempione. Davanti a questo silenzio, davanti a chi, come Ignazio La Russa, pur ricoprendo la seconda carica dello Stato invita i cittadini a non votare, noi continuiamo in questa ventina di giorni a diffondere ovunque ci è possibile i contenuti dei quesiti insieme al nostro appello ad andare a votare e a votare cinque volte Sì: a questo link trovate il calendario delle nostre iniziative di informazione perché il futuro passa anche dalle urne!

Chiudo con un invito: lunedì prossimo 26 di maggio, sarò alle 18.45, con Chiara Braga, Alessandro Capelli, Gad Lerner e Massimiliano Tarantino, alla presentazione del libro “Una democrazia senza popolo” del collega parlamentare dem Federico Fornaro: l’appuntamento è presso la fondazione Feltrinelli in Viale Pasubio 5, invito chi potrà a essere presente, il tema è del resto tra i più attuali, oltre che preoccupanti, dell’agenda politica.

 

Un caro saluto,

 

Silvia Roggiani

Segretaria regionale PD lombardo

1100 visite

Articoli correlati

Petizioni online
Sondaggi online